Conversione di bond Mps in azioni, ok della Consob è solo il primo passo
In giornata si compierà soltanto il primo passo verso il salvataggio con capitali privati di Mps, un’operazione molto complessa visto il nervosismo post referendum costituzionale e il poco tempo a disposizione – la deadline è fissata il 31 dicembre dopo che la Bce non ha concesso proroghe. L’autorità italiana di regolamentazione dei mercati si riunisce per concludere l’esame del supplemento del prospetto informativo presentato da Mps.
Una volta ottenuta luce verde dalla Consob, come sembra che sarà, alla riapertura della conversione volontaria in azioni di tutti i bond subordinati in mano al pubblico retail, Mps dovrà assicurarsi che l’operazione frutti in effetti più di un miliardo di euro. A quel punto la banca punterebbe tutto sul collocamento della azioni a quei fondi che finora hanno mostrato un certo interesse per il piano di aumento di capitale da 5 miliardi complessivi.
Forti del miliardo acquisito con la prima tranche di conversione dei bond in azioni e confidando nell’impegno del fondo sovrano del Qatar a investire un altro miliardo, il piano potrebbe andare in porto, ma ci sono tanti se e ma a dividere Mps dalla meta. Il rafforzamento di capitale con risorse del settore privato consentirebbe al governo di evitare di ricorrere a un intervento pubblico o al temuto bail-in, che punirebbe i risparmi degli obbligazionisti e azionisti.
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FINMA conferma che tutte le misure richieste a seguito della conclusione del procedimento esecutivo del 2024 sono state implementate. Si concludono pertanto tutte le vertenze pendenti con i diversi Regolatori nei confronti di Leonteq.
Tassi fermi per la Bank of England (BoE) che decide di mantenere il costo del denaro al 3,75%. I commenti
Wall Street apre in rialzo con il Nasdaq che segna un +1,4%, trainato dal balzo di Intel del 10,7% dopo l’annuncio di una collaborazione con Apple per la progettazione di chip negli Stati Uniti. La Federal Reserve mantiene i tassi invariati, ma alcuni membri del comitato prevedono un aumento imminente. Il Dow Jones e lo S&P 500 registrano anch’essi incrementi significativi.
Negli Stati Uniti, la richiesta iniziale di sussidi di disoccupazione è scesa di 4.000 unità nella settimana terminata il 13 giugno, raggiungendo quota 226.000, secondo il Dipartimento del Lavoro. Questo dato ha superato leggermente le aspettative, che erano di 225.000. La settimana precedente è stata rivista al rialzo a 230.000 richieste. Tuttavia, il numero complessivo di persone che ricevono sussidi è aumentato di 24.000, arrivando a 1.810.000 nella settimana conclusasi il 6 giugno.