16:00 martedì 17 Maggio 2016

Abi: brutta notizia per banche, sofferenze nette in aumento

L’ ABI, associazione delle banche in Italia, ha reso noto che le sofferenze nette delle banche italiane sono tornate a crescere nel mese di marzo, riportando un aumento di 500 milioni di euro rispetto al mese precedente, e attestandosi così a 83,6 miliardi. Da segnalare che l’ABI non rilascia più il dato lordo delle sofferenze, diversamente da Bankitalia. Nel sistema bancario italiano, le sofferenze lorde ammontano a 200 miliardi di euro circa.

Nel rapporto dell’Abi risulta anche che gli spread sui sui prestiti erogati alle aziende dalle banche italiane sono tra i più convenienti all’interno dell’Eurozona e sono sicuramente più convenienti – stando a un rapporto della Bce.

In particolare gli spread – che sono stati calcolati da Bce come differenza tra i tassi di interesse sui nuovi prestiti e il tasso medio sui nuovi depositi – si sono attestati nel mese di marzo, in riferimento alle aziende, a 91 punti base contro i 141 punti della Germania, i 133 della Francia e i 218 punti base della Spagna.

Ancora, i tassi sui prestiti alle grandi aziende oscillano attorno al minimo storico, ovvero all’1,39% per i prestiti oltre un milione) e anche quelli per le aziende minori scendono, attestandosi al 2,56% in media per i finanziamenti fino a un milione).

Breaking news

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Wall Street apre in negativo, influenzata dall’aumento dei prezzi del petrolio a causa delle tensioni in Medio Oriente e dai risultati trimestrali deludenti di Tesla e Alphabet. Le azioni di Alphabet scendono del 5,9% a causa delle nuove previsioni di spesa, mentre Tesla perde il 9,6% dopo utili inferiori alle attese. Gli indici Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq sono tutti in calo, mentre il petrolio Wti segna un significativo aumento.

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Nella settimana conclusasi il 18 luglio, le richieste di sussidio di disoccupazione negli Stati Uniti sono diminuite di 22.000 unità rispetto alla settimana precedente, superando le aspettative degli analisti. La media delle ultime quattro settimane ha visto un calo, segnale di un mercato del lavoro in miglioramento.

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tim ha concluso la prima parte del suo programma di riacquisto azionario, acquistando 14 milioni di azioni per un valore totale di oltre 108 milioni di euro. Il piano, iniziato a maggio 2026, prevede l’acquisto di un massimo di 70 milioni di azioni. Attualmente, tim detiene circa lo 0,12% del proprio capitale sociale in azioni proprie.

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Nuovo affondo dell’Unione Europea contro i colossi del tech. La Commissione europea ha sanzionato Google per un importo complessivo di 890 milioni di euro, contestando al gruppo di Mountain View due distinte violazioni del Digital Markets Act (DMA) legate al motore di ricerca e al marketplace Google Play

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