I dati del report “How America Saves 2026” mostrano saldi medi e mediani in aumento grazie a contributi più alti e mercati favorevoli, ma crescono anche i prelievi per difficoltà economiche.
Per pensione si intende una obbligazione consistente nella rendita -permanente o temporanea- corrisposta a una persona dallo Stato o da enti pubblici o privati. L’istituto, in base a un rapporto giuridico vigente fra i due, è tenuto a tutelare l’individuo dal rischio di longevità o altri eventuali rischi quali invalidità o inabilità.
Il sistema pensionistico pubblico è finanziato attraverso la tassazione, nel nostro Paese il principale ente previdenziale è l’Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS). In Italia ci sono diversi tipi di pensione, quali la pensione di vecchiaia, conseguibile al raggiungimento dei 67 anni di età; quella di invalidità a beneficio degli individui colpiti da invalidità psichica o fisica e la pensione di reversibilità, trasferibile da un coniuge all’altro e, in alcuni casi specifici, anche da genitore al figlio
Poi c’è la pensione anticipata che permette di ritirarsi dal lavoro con 42 anni e 10 mesi di contributi agli uomini, e 41 anni e 10 mesi di contributi alle donne. Troviamo inoltre Opzione donna, un regime sperimentale che consente ad alcune lavoratrici di ottenere la pensione di anzianità più facilmente, purché le interessate abbiano maturato entro l’anno precedente i seguenti requisiti: 58 anni di età se dipendenti, 59 per le lavoratrici autonome; 35 anni di contributi. Poi c’è la pensione supplementare, una prestazione economica che viene erogata su richiesta del pensionato per far valere la contribuzione accreditata in una gestione separata dalla propria.
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I dati del report “How America Saves 2026” mostrano saldi medi e mediani in aumento grazie a contributi più alti e mercati favorevoli, ma crescono anche i prelievi per difficoltà economiche.
Dal 1° luglio 2026 scatta l’adesione automatica ai fondi pensione per i nuovi lavoratori, cambia il destino del TFR e si amplia la flessibilità delle prestazioni finali.
Il Rapporto Assogestioni-Censis evidenzia il paradosso della previdenza complementare: il 76% dei lavoratori ne riconosce l’utilità, ma le adesioni restano sotto il 40% per scarsa conoscenza e diffidenza.
Secondo la COVIP nel 2025 gli iscritti alla previdenza complementare sfiorano i 10,5 milioni e il patrimonio supera i 262 miliardi. Crescono contributi e rendimenti, ma restano divari territoriali e di genere.
Una popolazione che invecchia, una base contributiva sotto pressione e una spesa previdenziale sempre più rilevante stanno creando un equilibrio fragile. Il punto non è fare allarmismo, ma guardare in faccia la realtà con pragmatismo economico e finanziario. Secondo l’INPS, al 1° gennaio 2025 risultano vigenti quasi 18 milioni di pensioni, per un importo complessivo annuo pari a 253,9 miliardi di euro. Inoltre, il 53,5% delle pensioni ha un importo inferiore a 750 euro.
I dati mostrano che chi costruisce un piano finanziario strutturato accumula più ricchezza, risparmia di più e arriva alla pensione con maggiore sicurezza economica rispetto a chi non pianifica.
La previdenza complementare supera i 10,6 milioni di iscritti e raccoglie 262,6 miliardi di euro. Crescono adesioni e investimenti, mentre la Covip richiama l’urgenza di rafforzare le pensioni future.
Disponibile il portale della previdenza complementare realizzato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali con la collaborazione del Consiglio Nazionale Giovani e Mefop.
Il sistema pensionistico italiano è già entrato nella zona rossa. Ma dalla riforma dei sistemi pensionistici europei, secondo un’analisi del BCG Henderson Institute, potrebbero arrivare fino a 4.100 miliardi di euro entro il 2040
Obiettivo: colmare il gap per 56 milioni di lavoratori. Ma tra inflazione e stime ottimistiche, la “ricchezza” promessa appare lontana