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I risparmi pensionistici degli americani continuano a crescere. Nel 2025 i saldi dei conti 401(k), il principale strumento di previdenza complementare negli Stati Uniti, hanno raggiunto livelli record grazie all’aumento dei contributi e alla buona performance dei mercati finanziari. È quanto emerge dal rapporto “How America Saves 2026” pubblicato da Vanguard, uno dei maggiori gestori di patrimoni al mondo.
Secondo lo studio, tra i lavoratori che hanno mantenuto attivo il proprio piano 401(k) tra la fine del 2024 e la fine del 2025, il saldo mediano è aumentato del 27%. Il 94% dei partecipanti ha registrato una crescita del valore del proprio conto previdenziale, beneficiando sia dell’incremento dei versamenti sia dei rendimenti positivi degli investimenti.
Cosa sono i piani 401(k)
I 401(k) sono piani pensionistici integrativi sponsorizzati dai datori di lavoro e rappresentano uno dei pilastri del sistema previdenziale statunitense. Consentono ai lavoratori di destinare una parte dello stipendio a investimenti di lungo periodo, generalmente fondi comuni, fondi target date o altri strumenti finanziari, beneficiando di vantaggi fiscali. Esistono due principali versioni: il Traditional 401(k), che consente di dedurre fiscalmente i contributi versati oggi, e il Roth 401(k), che prevede invece l’esenzione fiscale sui prelievi futuri. Il sistema è considerato uno dei principali canali di accumulo del risparmio previdenziale negli Stati Uniti.
Il report di Vanguard
Nel dettaglio, il saldo medio dei piani 401(k) gestiti da Vanguard ha raggiunto nel 2025 quota 167.970 dollari, in aumento di quasi 20.000 dollari rispetto ai 148.153 dollari registrati nel 2024. Anche il saldo mediano, indicatore che fotografa meglio la situazione del risparmiatore medio, è cresciuto in modo significativo, passando da 38.176 dollari nel 2024 a 44.115 dollari nel 2025. La crescita conferma il rafforzamento della previdenza complementare negli Stati Uniti, in un contesto caratterizzato da mercati finanziari favorevoli e da una crescente partecipazione dei lavoratori ai piani aziendali.
Uno dei fattori che hanno sostenuto l’aumento dei contributi è la diffusione dell’iscrizione automatica ai piani pensionistici. Sempre più aziende americane inseriscono infatti i dipendenti nei programmi 401(k) fin dall’assunzione, lasciando al lavoratore la possibilità di uscire successivamente dal piano anziché richiedere un’adesione volontaria. Nel 2025 il 61% dei piani a contribuzione definita gestiti da Vanguard prevedeva questa modalità, contro appena il 10% nel 2006.
Secondo Vanguard, il meccanismo si è rivelato particolarmente efficace perché trasforma la scelta di aderire da un’azione attiva a una decisione passiva. In pratica, chi non compie alcuna azione continua automaticamente ad accumulare risparmio previdenziale, con incrementi graduali delle aliquote di contribuzione e investimenti indirizzati verso portafogli diversificati di lungo termine.
Un lavoratore su quattro versa oltre il 10% del reddito
Nel 2025 i lavoratori hanno destinato ai piani pensionistici in media il 7,6% del proprio reddito, un dato stabile rispetto all’anno precedente ma significativamente superiore rispetto ai livelli osservati un decennio fa. La percentuale mediana di contribuzione si è attestata al 6,6%, contro il 6,7% del 2024. Particolarmente significativo il dato relativo ai lavoratori più virtuosi: il 25% dei partecipanti versa oltre il 10% del proprio reddito nel piano pensionistico. Dieci anni fa questa quota era pari al 20%, segno di una crescente attenzione alla pianificazione previdenziale di lungo periodo.
Il quadro positivo presenta tuttavia alcune ombre. Il rapporto evidenzia infatti un aumento dei cosiddetti “hardship withdrawals”, i prelievi anticipati consentiti in presenza di particolari difficoltà economiche. Nel 2025 il 6% dei partecipanti ha effettuato un prelievo per esigenze straordinarie, rispetto al 5% registrato nel 2024. Si tratta del quarto incremento consecutivo.
Secondo Vanguard, il fenomeno potrebbe essere collegato alle pressioni esercitate dall’inflazione e dalle difficoltà economiche che continuano a pesare sui bilanci familiari. Allo stesso tempo, l’incremento potrebbe riflettere anche la semplificazione delle procedure introdotte negli ultimi anni, che ha reso più semplice l’accesso ai risparmi pensionistici in caso di necessità.
L’esperienza americana continua a essere osservata con interesse anche in Europa, dove governi e istituzioni cercano strumenti in grado di rafforzare la previdenza complementare e favorire l’accumulo di risparmio di lungo periodo. In particolare, i meccanismi di adesione automatica e le agevolazioni fiscali rappresentano due delle leve considerate più efficaci per aumentare la partecipazione dei lavoratori e costruire pensioni integrative più solide in un contesto di crescente pressione sui sistemi previdenziali pubblici.