Sud Europa in piena deflazione salariale

13 maggio 2016, di Daniele Chicca

ROMA (WSI) – Mentre la Germania continua a registrare un surplus commerciale da record, in piena violazione delle regole europee, il Sud dell’area euro sprofonda in una deflazione profonda. L’Italia ha visto un peggioramento dei prezzi al consumo, che sono scesi ancora di più sotto lo zero. La deflazione salariale è alimentata spinta dalla differenza concorrenziale e dagli squilibri commerciali sempre più evidenti con i paesi virtuosi del Nord d’Europa.

Malgrado i prezzi bassi del petrolio, in aprile l’indice dell’inflazione è calato al -0,5% dopo la stima preliminare che era ferma a -0,4%. In Spagna e in Grecia il livello è ancora più preoccupante (-1,1% e -1,3% rispettivamente). Nella classifica mondiale della deflazione, all’area periferica meridionale dell’Eurozona spetta un triste record. Dei primi sei posti, tre sono infatti occupati da Grecia, Spagna e Italia.

In un contesto di deflazione i consumatori tendono a rimandare gli acquisti mentre le aziende posticipano l’appuntamento con nuovi investimenti, perché famiglie e imprese si aspettano un ulteriore calo dei prezzi. E negli ultimi mesi il trend ha dato loro ragione. Un’economia con consumi fermi e risparmi in salita non è salutare, anche perché l’unico modo per dare slancio al Pil nazionale è tramite le esportazioni.

Denaro dal cielo in arrivo

La situazione di prezzi depressi ed euro comunque che tiene bene sui mercati dei tassi di cambio lascia in qualche modo le mani libere a Mario Draghi che potrebbe azionare ancora una volta il grilletto del suo bazooka monetario. Oramai le banche centrali, e non solo la Bce, hanno finito le munizioni convenzionali e alle autorità di politica monetaria oltre all’imposizione di tassi negativi non rimane altra strada se non quella dell’helicopter money.

Come osservato anche da Alessandro Fugnoli, strategist di Kairos, nella sua ultima popolare newsletter settimanale, presto potrebbe piovere denaro dal cielo. Il congegno prevede che le banche centrali devolvano direttamente ai cittadini i soldi, senza passare dalla facilitazione delle attività creditizie. La prima a muoversi in questa direzione sarà il Giappone, seguita da Europa e Stati Uniti.

“Se decidesse di farvi lanciare banconote dai vostri elicotteri su tutta l’Eurozona“, spiega Fugnoli, la Bce “non violerebbe nessuna regola” di principio.
L’obiettivo sarebbe proprio quello di rilanciare i consumi dei cittadini e gli investimenti delle imprese. Draghi ha più volte sottolineato come la Banca centrale non possa fare tutto da solo e sostituirsi all’azione dei governi, che da parte loro devono sbrigarsi a implementare le riforme strutturali richieste.
Lo stesso chief economist della Bce, Peter Praet, in un’intervista a La Repubblica di circa un mese fa lo aveva detto chiaro e tondo. Tutte le banche centrali possono “emettere moneta e distribuirla alle persone. Darebbe alla gente una parte del valore attuale netto del signoraggio futuro”.

 

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