Liquidità banche centrali finirà lasciando buco da $2 mila miliardi

30 ottobre 2017, di Daniele Chicca

La grande flessibilità del piano di riduzione di bilancio della Bce annunciata da Mario Draghi è stata percepita immediatamente dagli investitori come un segnale molto accomodante per i mercati finanziari, alimentando gli acquisti di Borsa e schiacciando l’euro in ribasso di 200 punti base nelle ultime due sedute della settimana scorsa.

I rendimenti dell’area euro sono invece saliti, con la Bce che è non è sicura di quando e come riuscirà a staccare veramente la spina al programma di Quantitative Easing avviato nel 2015. In particolare considerando che volendo, se se ne presentasse il bisogno, la Bce potrebbe incrementare ancora del 33% il limite di acquisti di bond nell’ambito del suo programma di allentamento monetario straordinario. Come la Banca nazionale svizzera e quella centrale del Giappone, il piano potrebbe prevedere anche l’acquisto diretto di titoli azionari e fondi indicizzati ETF.

Come sottolinea l’analista di Bank of America Barnaby Martin il mercato ha accolto tiepidamente il taglio della portata di acquisti mensili comunicato dalla Bce. I rendimenti dei Bund a cinque anni sono calati di 5 punti base, l’azionario europeo ha guadagnato l’1,3% e gli Spread crediti misurati da iTraxx si sono ristretti di due punti base.

Prima della decisione della Bce i mercati erano molto “rilassati”, sottolinea Martin. Il tasso di volatilità ha toccato i minimi di tutti i tempi in area 33,2 punti alla fine della settimana scorsa”. Questo la dice lunga sul livello di tranquillità del mercato e sul livello di fiducia nelle capacità di Draghi di dare un messaggio confortante nonostante la riduzione della mole del QE.

Martin non è il solo analista ad aver affrontato il tema della bassa volatilità. Francesco Filia di Fasanara Capital ha scritto che le politiche ultra accomodanti della Bce (tassi zero o negativi) e il periodo di transizione da un “Quantitative Easing” al suo apice a un Restringimento Quantitativo, “creerà un buco di liquidità da mille miliardi di dollari nel solo 2018″. Questo elemento determinerà anche l’adeguamento dei valori sia degli asset rischiosi sia di quelli sicuri.

Come era ampiamente previsto dai mercati da gennaio dell’anno prossimo la Bce comprerà 30 miliardi di euro di Bond al mese anziché 60. Il programma dovrebbe continuare fino a settembre, ma potrebbe anche essere ulteriormente prolungato e volendo nuovamente potenziato. Alan Ruskin di Deutsche Bank aveva anche lui ha affrontato il tema del collasso dei volumi sui mercati e della tranquillità quasi al limite dell’assopimento dei mercati finanziari nonostante le tante incertezze politiche e geopolitiche globali.

L’unica cosa che potrebbe cambiare tale trend è un cambio radicale nelle politiche monetarie, un processo potenzialmente “intrigante almeno quanto preoccupante”. Le misure di emergenza presto non saranno più necessarie e “ci avviciniamo probabilmente al punto più basso dei volumi di azionario e obbligazionari”. Come si vede bene nel grafico sotto riportato, nei prossimi due anni l’implosione dei bilanci delle banche centrali mondiali provocherà un calo di liquidità da due mila miliardi di dollari complessivi.

Per parafrasare un noto economista della scuola di Chicago, “il volume può non sempre e non ovunque essere un fenomeno monetario, ma è il primo posto da osservare per cercare eventuali catalizzatori economici” l’anno prossimo.

 

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