Fmi taglia Pil Italia, “promuove” Cina, Usa ed Eurozona

16 gennaio 2017, di Daniele Chicca

Riviste al rialzo le stime di Cina, Regno Unito, Stati Uniti ed Eurozona, tagliate quelle dell’Italia, Messico e Arabia Saudita: sono questi i punti fondamentali dell’ultimo report dell’Fmi sull’outlook economico dei principali paesi mondiali.

Sono state ridotte dello 0,2% e 0,3%, allo 0,7% e allo 0,8%, le previsioni di crescita per l’Italia quest’anno e per il 2018. Il Fmi ha inoltre confermato le sue previsioni di crescita dell’economia globale per l’anno in corso al +3,4% e per il prossimo al +3,6% e ha migliorato di un decimo di punto la stima per l’Eurozona per il 2017 all’1,6%.

Le cifre sulla terza economia dell’area euro dell’istituzione di Washington sono sempre più distanti da quelle del Governo, che nell’ultima nota di aggiornamento al Def, il documento di economia e finanza, aveva previsto un +1% per quest’anno e un +1,3% per il 2018.

Riviste al rialzo anche le stime per la prima, seconda e sesta potenza economica mondiale, ossia gli Stati Uniti, (+2,3%), la Cina (+6,5%) e il Regno Unito (+1,5%). Tagliate di netto invece le stime del Pil di Brasile, Messico e Arabia Saudita. Grazie alle politiche di stimolo fiscale e di investimenti nelle infrastrutture promesse da Donald Trump, la produzione potrebbe crescere di anche mezzo punto percentuale quest’anno e il prossimo, secondo l’Fmi.

“Le stime aggregate di crescita e le previsioni per il 2016-2018″, spiega il Fondo Monetario in una nota, “restano invariate rispetto al World Economic Outlook di ottobre. Lo scenario per le economie avanzate per il 2017-2018 è migliorato e riflette un’attività economica in una certa misura più sostenuta nel 2016 oltre a un previsto stimolo fiscale negli Stati Uniti. Le prospettive di crescita sono marginalmente peggiorate per le economie emergenti e in via di sviluppo nelle quali le consizioni finanziarie si sono in generale ristrette. Le prospettive a breve termine per la Cina (+0,3 a +6,5% per il Pil di quest’anno e confermate al +6% per il prossimo) sono state riviste al rialzo a causa del previsto stimolo ma sono state riviste al ribasso per un certo numero di altre grandi economie, più specificamente India, Brasile e Messico”.

Anche se nell’aggiornamento dell’Fmi non vengono citati nello specifico paesi come l’Italia, in un passaggio del documento gli economisti di Washington rilevano che “in quei paesi avanzati dove i bilanci restano in squilibrio” (il riferimento al nostro paese è evidente), “un calo esteso nella domanda privata e un avanzamento inadeguato nelle riforme (incluso il risanamento dei bilanci delle banche) potrebbe condurre a crescita e inflazione permanentemente più basse, con implicazioni negative per le dinamiche del debito” pubblico.

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