Cosa sappiamo sul caso Savona, fra conti svizzeri e hedge fund

15 ottobre 2018, di Alberto Battaglia

Pochi altri componenti del governo gialloverde possono vantare un curriculum ampio come quello del ministro Paolo Savona – e allo stesso tempo dimostrare la stessa determinazione nello sfidare a viso aperto l’Unione Europea. Anche per questo l’attenzione sull’82enne, già bocciato dal presidente della Repubblica per la carica di ministro dell’Economia, l’attenzione è massima.

Una mini-inchiesta di Federico Fubini sul Corriere della Sera ha messo in risalto una serie di questioni che potrebbero minare la buona fede delle opinioni espresse dal ministro agli Affari europei e sollevare il sospetto di possibili conflitti d’interesse. Cerchiamo di riordinare i dati disponibili allo stato attuale.

Lo scorso maggio, quando il nome di Savona è ormai il testa per il dicastero di Via XX settembre, viene data la notizia delle dimissioni dall’hedge fund Euklid, di cui Savona ricopre la carica di presidente. Il 13 ottobre il Corriere nota come fino a quel momento il registro delle imprese di Londra mostrasse la carica di Savona ancora “attiva”, mettendo in dubbio che le dimissioni del ministro fossero state effettivamente rassegnate.

Secondo il fondatore di Euklid, Antonio Simeone, si sarebbe trattato di un disguido nell’aggiornamento dei registri: “In alcune occasioni abbiamo dovuto attendere due mesi o più per l’aggiornamento di alcune informazioni che riguardavano le cariche societarie”, dichiara a Nextquotidiano.

Successivamente le dimissioni sono state aggiornate anche sugli appositi registri, in seguito a una (nuova?) comunicazione di Euklid Ltd. “Euklid ha detto c’è stato un disguido da parte dei suoi legali”, precisa in un successivo articolo il Corriere. Nel frattempo, Savona interviene sulla polemica con una nota pubblicata da ScenariEconomici.it nella quale afferma:

“Il suo è il nulla mascherato da un falso, al quale ho ormai fatto l’abitudine”, polemizza Savona contro il giornalista Fubini: “mi sono dimesso dagli incarichi, invero a malincuore e spiegherò il perché, ancor prima di conoscere come sarebbe andata a finire la mia designazione a Ministro dell’Economia e delle Finanze per evitare che i validi giovani che hanno dato vita all’iniziativa pagassero le conseguenze delle vicende riguardanti la mia vita pubblica”.

In verità restano almeno due questioni sulle quali Savona non ha ancora chiarito tutti i dubbi. In primo luogo, resta azionista del fondo Euklid con 50mila azioni in euro di classe B. Sul tema l’ad Simeone ha dichiarato che “Euklid opera con l’intelligenza artificiale su un totale di 188 azioni e un paniere che per il 70% ha prodotti americani e solo per il 30% ha prodotti europei, soltanto 4 sono italiane”, facendo capire che le vicende politiche italiane non avrebbero un impatto sostanzioso nel portafoglio del fondo.

L’altra polemica sulla quale il ministro Savona non ha ancora voluto commentare riguarda l’importante somma di denaro detenuta in Svizzera, come emerso dalla dichiarazione dei redditi pubblicata sul sito della Presidenza del Consiglio: 1,3 milioni di euro suddivisi fra una polizza LifePlus e un conto corrente.

Un conto perfettamente legale il cui imbarazzo deriva, però, dal fatto che Savona sia stato più volte critico nei confronti dell’irreversibilità dell’euro e che il suo governo consigli ai cittadini di comprare Btp. Aver sostenuto che in determinate condizioni l’Italia dovrebbe essere pronta a uscire dalla moneta unica e, contemporaneamente, possedere oltre un milione di euro al riparo dalla svalutazione che deriverebbe da questa operazione non è certo una buona pubblicità.

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