Zingales su Trump: “Con Reagan default in America Latina, ora alert Italia”

14 Novembre 2016, di Alessandra Caparello

NEW YORK (WSI) – La politica economica del neo presidente degli Stati Uniti d’America Donald Trump produrrà un aumento del deficit e il “vero perdente” sarà l’Europa e l’Italia in particolare visto che un aumento del deficit porta ad un aumento dei tassi di interesse in America e in Ue. A dare la sua lucida analisi Luigi Zingales dalle pagine de Il Sole 24 Ore che analizza il programma del neo inquilino della Casa Bianca.

“Il vero perdente di questa manovra economica sarebbe l’ Europa e particolarmente l’ Italia. Un aumento del deficit porterebbe ad un aumento dei tassi di interesse in America e a ruota in Europa. L’aumento dei tassi prodotto da una simile manovra espansiva effettuata da Reagan appena rieletto portò al default di molti Paesi in America Latina. Speriamo che questa volta non tocchi all’ Europa Latina”.

Secondo Zingales le scelte in politica economica da parte di Donald Trump saranno molto complesse.

“In campagna elettorale Trump ha usato toni molto populisti, promettendo una reintroduzione della separazione tra banche commerciali e banche d’investimento (un’idea odiata dall’ industria finanziaria) e un blocco della fusione tra AT&T e Time-Warner, rispolverando i fasti di un’antitrust addormentata da decenni (un’idea odiata da tutte le grandi imprese). Ma ha anche promesso di abolire la nuova regolamentazione finanziaria e la riforma sanitaria di Obama (idee molto apprezzate nel mondo del business), anche se di quest’ ultima sembra ora che voglia mantenere alcuni aspetti. La mia previsione è che (…) Trump sarà molto più simile a George W. Bush, pur continuando a usare la retorica populista per motivi elettorali”.

A sostegno della sua analisi Zingales sostiene il fatto che il presidente ha necessità di supporto all’ interno dell’establishment del Partito Repubblicano.

“Trump è stato eletto quasi contro l’establishment del suo partito, ma ora ha bisogno di questo sostegno per approvare qualsiasi legge. Quindi nello spirito del deal a tutti i costi, Trump sarà ben lieto di abbandonare l’idea di rendere il sistema più giusto per comprarsi il consenso dei parlamentari repubblicani sul punto del suo programma economico cui tiene maggiormente: un aumento della spesa in infrastruttura (…) mi aspetto un accordo che preveda sia una riduzione delle imposte, che un aumento della spesa in difesa e infrastrutture (compreso il famoso muro)”.

E l’accordo all’interno del partito repubblicano americano porterà come conseguenza un aumento del deficit.

“Nel breve periodo questo avrebbe effetti espansivi per l’economia americana, con benefici – in termini sia di occupazione che di aumento dei salari – concentrati particolarmente in quella classe media bianca che ha portato Trump alla vittoria”.