WSI non ha colpa: alert Stiglitz Italia, neo Guerra Fredda e panico Isis a Praga

23 Agosto 2016, di Laura Naka Antonelli

Primo invito della Germania dai tempi della Guerra Fredda a fare provviste per prepararsi a una eventuale catastrofe. Panico a Praga per un finto attentato Isis; allarme del Premio Nobel Joseph Stiglitz – mentre continua il tour per promuovere il suo ultimo libro “The Euro: How A Common Currency Threatens the Future of Europe” (L’euro: come una moneta comune minaccia il futuro dell’Europa” – sull’Italia.

Wall Street Italia potrebbe decidere di fare ben tre diversi articoli su questi tre argomenti. E l’accusa sarebbe, come sempre più spesso accade, di catastrofismo.

Ma stavolta il sito decide di racchiudere le tre notizie in un unico articolo: e si interroga. Davvero Wall Street Italia pecca di catastrofismo? Si dovrebbero scegliere in modo più oculato gli articoli? E come? La parola ai lettori di WSI (sperando che le reazioni, sia positive che negative, vengano sempre suffragate da esempi)

Si dovrebbe avere l’ottimismo tipico del premier attuale Matteo Renzi e dell’ex Silvio Berlusconi, che non ci sembra abbia avuto un effetto alla fine positivo sull’Italia?

Si dovrebbe, tacendo, mettere praticamente il bavaglio a Joseph Stiglitz, comunque non uno qualunque, ma un Premio Nobel per l’economia?

Si dovrebbe sorvolare anche sul fatto che, stando a quanto riportato da una rivista tedesca – e non da Wall Street Italia -ovvero il Frankfurter Allgemeine Sonntagszeitung, il governo tedesco di Angela Merkel avrebbe intenzione di lanciare un allarme ai cittadini, invitandoli a fare incetta di acqua e cibo, per proteggersi nel caso di un attacco o di una catastrofe? (notizia riportata da Reuters.

Si dovrebbe imitare e basta la stampa italiana e presentare  un quadro -spesso – a dir poco edulcorato della realtà?

Con questo articolo di Wall Street Italia, noi oggi sfidiamo le accuse di catastrofismo e segnaliamo queste tre notizie.

E non siamo sicuramente gli unici, in almeno uno di questi casi, a parlarne:

  • E’ Reuters a riportare l’allarme da Guerra Fredda, o meglio da post Guerra Fregga, diramato dal giornale tedesco. Il quotidiano cita il rapporto (in inglese ‘Concept for Civil Defence) preparato dallo stesso ministero degli Interni, in cui si legge. “La popolazione sarà obbligata a detenere un quantitativo individuale di offerta di cibo sufficiente per 10 giorni”. In un paese, la Germania, in cui l’allerta per il terrorismo è sempre più elevata, il quotidiano  Frankfurter Allgemeine Sonntagszeitung riporta, citando una fonte, che una commissione parlamentare aveva, già nel 2012, lanciato l’idea di un piano strategico per difendere la popolazione. Il piano sarebbe ora in dirittura d’arrivo e includerebbe anche l’obbligo, per ogni individuo, di rifornirsi di acqua sufficiente per soddisfare i propri bisogni di almeno cinque giorni. In ogni caso, il report, di 69 pagine, scrive anche che al momento un eventuale attacco sul territorio tedesco non è probabile. Salvo aggiungere che le misure precauzionali vengono richieste per fare in modo che la “gente si prepari in modo appropriato a sviluppi che potrebbero minacciare la nostra esistenza e che non potrebbero essere categoricamente esclusi in futuro”
  • Panico a Praga per simulazione di attacco terroristico: una simulazione che tanto più vera non poteva essere, dal momento che è stata corredata anche dalla presenza di (travestiti)jihadisti. Il panico non ha risparmiato nessuno: né i diversi turisti che speravano di rilassarsi durante le loro vacanze, né i residenti. Anche perchè non è stato affatto chiaro che si trattasse di una simulazione, tra l’altro messa in atto da estremisti che quasi sicuramente saranno denunciati per il panico che hanno creato in città. Martin Konvicka, leader della manifestazione, ha detto che l’iniziativa ha voluto dimostrare “quale sarà il clima, una volta che Praga sarà stata invasa dai musulmani”.
  • Se un articolo sul panico di Praga sarebbe molto probabilmente  perdonato dai lettori di Wall Street Italia, c’è qualche dubbio che un articolo ad hoc su Stiglitz, nonostante le sue testuali parole, verrebbe accolto senza polemiche. L’articolo avrebbe magari il titolo: “l’Italia, ‘evento cataclisma’ che rischierebbe di far cadere l’Eurozona. Nel caso in cui tale articolo venisse poi mandato anche su Facebook, non mancherebbe sicuramente qualche insulto (l’educazione sui social network, ormai è noto a tutti, ha toccato i suoi massimi storici). Ma quale sarebbe il motivo? Anche in questo caso, non è Wall Street Italia a prevedere il collasso dell’Italia. E’ Stiglitz. E’ il premio Nobel stesso che, in una intervista rilasciata a Business Insider, scrive che il collasso dell’euro potrebbe essere provocato da un evento politico “disastroso” simile alla decisione del Regno Unito di lasciare l’l’Unione europea. E’ Stiglitz stesso che, rispondendo a una domanda sulla possibilità che l’Italia scateni un evento simile alla Brexit, risponde: “E’ un grande rischio. Molte persone stanno tentando al momento di convincere Renzi a fare un passo indietro dalla sua promessa di rassegnare le dimissioni in caso di fallimento del referendum costituzionale. E non importa che proprio Renzi negli ultimi giorni e dalle ultime notizie che trapelano oggi abbia deciso già di ritirarsi da quell’impegno. Per Stiglitz, il referendum “non è solo un referendum sui cambiamenti alla costituzione, ma anche su Renzi”.
    Tanto che il premio Nobel ha anche un consiglio: a suo avviso la migliore opzione per la stabilità futura dell’Europa sarebbe l’abbandono del referendum.