WEF Davos: alert Fmi, CEO sempre più pessimisti tranne gli italiani

21 Gennaio 2016, di Alessandra Caparello

DAVOS (WSI) – La paura e il pessimismo espresso dai CEO di tutto il mondo, con qualche eccezione, arriva fino a Daovs dove è partito in via ufficiale il Word Economic Forum. Proprio a margine dei lavori del Forum ha parlato il direttore del Fondo Monetario Internazionale, Christine Lagarde, secondo cui “l’economia globale vede dei rischi all’orizzonte maggiori del previsto”. A dire la sua, intervistato a margine dei lavori del Wef , anche Michael Spence,  premio Nobel all’economia 2011:

“La Bce ha già fatto bene, e abbastanza. Andare oltre sarebbe pericoloso. Ora tocca andare avanti negli investimenti, nelle riforme strutturali e in altre politiche per fare la crescita (…) Per ora ci troviamo solo di fronte ad una forte volatilità dei mercati, ma alla lunga è possibile ( una crisi globale mondiale ndr) perché avere per lungo tempo una situazione con tassi così bassi può essere pericoloso e insostenibile”. Spence spiega l’andamento dei mercati con la presenza di una “forte volatilità”, tenendo presente che “volatilità e speculazione sono molto legati”.

Intanto crolla l’ottimismo tra i manager a livello mondiale, ma non per quelli italiani. Questo il risultato che emerge nella 19esima indagine ‘Ceo Survey’ di Pwc, il sondaggio tradizionalmente pubblicato alla vigilia del World Economic Forum di Davos in Svizzera.

Il sentimento che emerge tra i CEO di tutto il mondo per questo 2016 appena iniziato è la preoccupazione sempre più crescente per 3 principali fattori di rischio: eccesso di regole (79%), incertezze geopolitiche (74%), volatilità delle valute (72%), a cui si aggiungono la scarsa capacità dei governi di gestire il debito pubblico (71%). Fattori che fanno inevitabilmente crollare l’ottimismo tra i top manager  a livello mondiale tanto che, secondo quanto emerso nel Ceo Survey di Pwc, solo il 35% di 1400 CEO mondiali interrogati si dice molto fiducioso di poter aumentare il giro d’affari quest’anno, un dato inferiore al 39% registrato nei due anni precedenti.

Così ha commentato il presidente di PwC, Dennis Nally: “È chiaro che risulta fortemente intaccata la fiducia dei capi d’impresa sia nell’economia mondiale che nelle prospettive di crescita della loro azienda”. I più pessimisti? I to manager svizzeri, solo il 16% di essi ipotizza un aumento delle vendite, contro il 24% del 2015 e il 42% del 2014.

Tra gli ottimisti invece figurano a sorpresa gli italiani: il 92% dei titolari d’azienda si dichiara fiducioso sull’andamento dei ricavi nei prossimi 12 mesi, contro l’80% dello scorso anno. “L’economia italiana nell’ultimo anno è uscita da una situazione complessa, di recessione. Ha portato a casa un buon risultato di Pil, con una crescita che nel 2016 dovrebbe superare l’1%, uscendo quindi dalla logica dello zero virgola. Questo fa sì che l’ottimismo si trasferisca sui budget e sui ricavi” – così spiega Nicola Anzivino, partner Pwc.