Wall Street: shutdown, niente dato occupazione

4 Ottobre 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Chiusura in territorio positivo per Wall Street. Il Dow Jones sale dello 0,5% a 15.072,32 punti, il Nasdaq avanza dello 0,9% a 3.807,75 punti mentre lo S&P 500 mette a segno un progresso dello 0,7% a 1.690 punti. Lo S&P 500 ha perso negli ultimi cinque giorni di contrattazione -0,8%, scontando lo shutdown del governo che si è verificato per la prima volta in 17 anni, lasciando a casa 800.000 dipendenti federali e traducendosi nella chiusura di alcune agenzie.

Conseguenze anche sul fronte economico, dal momento che il dipartimento del Lavoro non renderà noto il cruciale rapporto sull’occupazione di settembre, che avrebbe dovuto essere pubblicato oggi e che si è sempre confermato importante market mover non solo per Wall Street, ma per i mercati azionariglobali.

“L’assenza del dato creerà incertezza, elemento che si rifletterà in una maggiore volatilità dei mercati azionari – ha avvertito Chad Padowitz, responsabile investimenti presso Wingate Asset Management, a Melbourne – Più tale situazione si protrarrà, meno informazioni gli investitori otterranno riguardo all’economia”.

Lo S&P 500 rimane in crescita +18% dall’inizio del 2013, ed è salito +148% dal minimo testato nel marzo del 2009.

La situazione politica è così tesa a Washington che il presidente Barack Obama ha dovuto cancellare un appuntamento che prevedeva la sua partecipazione a un summit sull’economia in Asia. Ma da Capitol Hill arriva qualche segnale incoraggiante.

Il presidente della Camera John Boehner, repubblicano ha detto ai suoi colleghi parlamentari Repubblicani che non permetterà mai che le finanze degli Stati Uniti facciano default.

“Penso che una soluzione stia per arrivare – ha commentato Manish Singh, responsabile della divisione degli investimenti presso Cross Bridge Capital, a Londra – Il fatto che il numero uno della Camera sia determinato a evitare il default anche se la proposta per innalzare il tetto sul debito non ha il sostegno della maggioranza dei Repubblicani, è un fattore positivo. Anche perchè, la prospettiva di un default per i mercati è peggiore della mancanza di un’intesa sul budget”.

Inoltre, si Bill Gross di Pimco che Larry Fink di BlackRock sono dell’idea che l’impasse sarà risolta presto.

In molti sono convinti che la norma potrebbe passare lo scoglio del voto con un sostegno bipartisan. L’idea di Boehner è che se da un lato il default avrebbe conseguenze immani e a lungo termine sull’economia e non solo su quella statunitense, dall’altro la paralisi di alcune attività federali, anche se deprecabile, ha un impatto più limitato.

Questo non toglie che le dichiarazioni private di Boehner siano un passo in avanti e un importante segnale positivo, come spiega bene l’analista di IG Chris Weston: “Il buon senso sembra finalmente prevalere negli Stati Uniti? Non ancora, ma ci sono segnali secondo cui Washington riuscirà in qualche modo a evitare che si materializzi il peggiore scenario possibile”.

Il capo del Tesoro Jack Lew ha avvertito che i più giovani, gli adulti e i veterani sono quelli che pagheranno il prezzo degli errori di Washington se l’America non dovesse onorare i suoi debiti. In un suo report, il dipartimento del Tesoro Usa ha avvertito che le conseguenze dell’impasse potrebbero essere catastrofiche: congelamento dei mercati del credito, crollo del dollaro, balzo dei tassi di interesse. Il Il Tesoro ha anche lanciato l’allarme su un rischio di recessione come nel 2008 o anche peggiore.

Dal canto suo Barack Obama ha ricordato che gli Stati Uniti rischiano il primo default della loro storia. In stato di massima alert le stesse banche americane, che si stanno preparando ad affrontare un eventuale panico di massa e corsa agli sportelli in caso di default.

Gli Usa sono chiamati ad alzare il tetto del debito oltre i 16.700 miliardi di dollari, entro la scadenza fissata il prossimo 17 ottobre, se vogliono evitare il default tecnico.

Tra i titoli, focus su Facebook, dopo che la società ha reso noto che venderà spazi pubblicitari su Instagram in quello che è il suo primo grande tentativo di realizzare profitti con quella che è stata la sua maggiore acquisizione.

Tesla Motors in recupero dopo che il produttore di veicoli elettrici ha visto le proprie quotazioni crollare -10% dallo scorso 1° ottobre dopo un incendio di una delle sue macchine ha alimentato dubbi sulla sicurezza dei mezzi.

Tra le storie societarie, Twitter pronta allo sbarco a Wall Street, intenzionata a raccogliere una cifra di $1 miliardo.

Sul valutario, euro -0,15% a $1,3596%. Dollaro/yen -0,11% a JPY 97,13; euro/franco svizzero +0,11% a CHF 1,2261, euro/yen -0,23% a JPY 132,09.

Sul versante delle commodities, i futures petrolio a quota $103,67 al barile sul mercato newyorchese (+0,4%). Oro -0,11% a $1.315,90 l’oncia.

Quanto ai Treasuries, i rendimennti aumentano di due punti base al 2,63%. I tassi sui titoli analoghi italiani lasciano sul campo sette punti base al 4,3%.