Wall Street: S&P sfiora record. Ma è allarme debito

17 Settembre 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Wall Street chiude in rialzo in vista della attesa decisione della Federal Reserve sulla prosecuzione o meno della sua politica monetaria accomodante. Gli analisti si aspettano una riduzione di 10 miliardi di dollari sugli 85 miliardi che attualmente la Fed spende mensilmente per acquistare Treasury e bond ipotecari.

Nel finale, il Dow Jones cresce dello 0,23% a 15.530 punti, il Nasdaq avanza dello 0,76% a 3.746 punti e lo S&P 500 aggiunge lo 0,44% a 1.705 a un soffio dal record storico. Il petrolio ha finito in rosso: il contratto ad ottobre ha perso 1,17 dollari, l’1,1%, a 105,42 dollari il barile. Nel frattempo, i titoli di Stato americani proseguono positivi con rendimenti in calo al 2,85% per il benchmark decennale e al 3,84% per il titolo trentennale. Sui mercati valutari, l’euro sale a 1,3354 dollari e il biglietto verde avanza a 99,21 yen.

Tra i titoli Microsoft, che sale dopo che il colosso dei software ha annunciato che aumenterà i dividendi del 22% e che avvierà una operazione di buybacy di $40 miliardi.

Inizia oggi la riunione di due giorni della Federal Reserve, che potrebbe compromettere l’ascesa del paniere di riferimento dell’azionario americano. Arriva intanto l’allarme del segretario al Tesoro americano Jack Lew, che sottolinea che gli Stati Uniti dovranno aumentare il tetto sul debito il prima possibile.

La questione del debito americano era stata recentemente illustrata da un articolo del Financial Times, che aveva messo in evidenza come il Tesoro americano avrebbe raggiunto il tetto sul debito alla metà di ottobre.

Già allora Lew aveva parlato del rischio di caos finanziario, ovvero di una situazione in cui gli Usa non potrebbero più chiedere finanziamenti in prestiti. Tale fattore creerebbe il rischio di un default dei Treasuries. Al momento, il tetto sul debito è di $16.700 miliardi.

Dal fronte macro, resa nota l’inflazione, misurata dall’indice dei prezzi al consumo, che è salita du base annua dell’1,5%, rallentando in modo notevole rispetto al +2% di luglio. Su base mensile, crescita dello 0,1%, contro il +0,2% atteso dal consensus.

Tornando alla Fed, il Ceo di Pimco El-Erian ritiene che nella giornata di domani Ben Bernanke potrebbe finalmente ridurre la portata della manovra di allentamento monetario, che finora ha previsto l’acquisto di Titoli di Stato Usa e di bond legati ai mutui per un valore di 85 miliardi di dollari al mese.

La manovra del tapering – così prende nome la riduzione del QE – è di per sé scontata. I dubbi sono sulla sua portata. Stando alla media dei 34 economisti intervistati da Bloomberg, la Fed dovrebbe ridurre gli acquisti di $10 miliardi al mese.

Detto questo, gli investitori sono più tranquilli, dopo che Larry Summers ha annunciato alla vigilia il ritiro della candidatura alla presidenza della Federal Reserve.

Summers avrebbe infatti, molto probabilmente, staccato la spina al QE in modo brusco, per le sue posizioni di falco. Ora invece la favorita a sostituire Bernanke all’inizio dell’anno prossimo è Janet Yellen, attuale numero due della Fed, nota per essere una “super colomba” che potrebbe così garantire la prosecuzione della droga a favore dei mercati. Tale droga ha permesso allo S&P 500 di balzare di più del 150% dai suoi minimi toccati nel marzo del 2009.

“Visto il ritmo a cui sono saliti i tassi sui bond negli ultimi mesi scontando la prospettiva di (un tapering), dubitiamo che ci saranno delle reazioni di mercato particolarmente forti. Non saremmo invece sorpresi di assistere a un calo dei tassi nei prossimi mesi. In ogni caso, crediamo che alla fine i rendimenti punteranno lentamente verso l’anno nei prossimi due anni, allineandosi alla politica della Fed, che diventerà meno accomodante”, hanno scritto gli analisti di Capital Economics in una nota.

A livello settoriale, male il comparto automobilistico con Ford che cede lo 0,7% dopo che il mercato ha registrato in Europa un calo delle immatricolazioni di vetture il mese scorso.

In ambito valutario, euro +0,14% a $1,3351; dollaro/yen +0,21% a JPY 99,26; euro/franco svizzero +0,07% a CHF 1,2374. Euro/yen +0,39% a JPY 132,55.

Sui mercati delle commodities, i futures petrolio -0,77% a 105,77 dollari al barile; quotazioni oro -0,33% a $1.313,40. Quanto ai Treasuries, i rendimenti decennali scambiano in calo al 2,84%.