Wall Street: nuovo sell off. Dow -470 punti

1 Settembre 2015, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Nuova seduta molto difficile per l’azionario americano. Il tutto mentre la volatilità è tornata vicina ai livelli del Black Monday di una settimana fa. Nel finale: Dow (-470 punti) perde l’1,82% a 16.225 punti, il Nasdaq lascia sul terreno il 2,94% a 4.636 punti mentre lo S&P 500 scende del 2,95% a 1.914 punti.

I timori di un rallentamento della Cina – riaccesi oggi dalla discesa dell’attivita’ manifatturiera di agosto sui minimi del marzo 2009 – hanno pesato sull’azionario globale facendo riscoprire porti sicuri come i Treasury e l’oro. A nulla sono valse le dichiarazioni di Eric Rosengren, presidente della Federal Reserve di Boston, secondo cui le incertezze sul fronte globale alimentano la tesi per cui serve essere cauti nell’iniziare la normalizzazione della politica monetaria della banca centrale americana. Per lui uno spostamento “di un paio di mesi” di una stretta – solo un mese fa ampiamente attesa a settembre – avrebbe un impatto limitato.

Da Jakarta, in Indonesia, il direttore generale del Fondo monetario internazionale Christine Lagarde ha spiegato che la crescita economica mondiale sarà probabilmente più debole di quanto precedentemente calcolato a causa di una ripresa più lenta delle economie avanzate e un ulteriore rallentamento di quelle emergenti. I timori per la crescita globale fanno aumentare l’attenzione sui dati macroeconomici attesi oggi in Usa.

L’indice Pmi manifatturiero curato da Markit è salito in agosto a 53 punti da 52,9 in luglio, in linea con le attese. Ogni dato sopra 50 punti indica una fase di espansione delle attività economiche.

Cinque giorni fa JP Morgan aveva avvertito che un secondo crash dei mercati sarebbe stato imminente. L’analista Marko Kolanovic ha previsto correttamente la chiusura negativa della seduta successiva, che secondo molti operatori ha catalizzato anche l’apertura di ieri. Lunedì il Dow ha perso -0,69%, l’S&P 500 lo 0,84% e il paniere composito dei tecnologici Nasdaq l’1,07%. Agosto è stato il mese peggore degli ultimi cinque anni.

“Tenuto conto che il mercato è già in calo del 2% – ha scritto Kolanovic giovedì 27 agosto in quella che è stata la nota più letta dagli operatori di Wall Street la settimana scorsa – prevediamo un’accelerazione del selloff dopo le 15.30 fino alla chiusura di Borsa, con la tensione che sarà massima alle 15.45”.

L’indice XIV (per speculare al ribasso sul VIX) è sceso ai minimi di 24 nelle contrattazioni after hours di ieri, anticipando un trend al ribasso per l’azionario. Con tutti gli occhi puntati sul deludente dato Pmi cinese la sensazione è che a meno di novità positive sul fronte della politica monetaria non si vedrà un’inversione della tendenza sul breve.

L’indice rispecchia i ritorni che è possibile realizzare con un investimento al ribasso nei contratti a breve termine sull’indice della Volatilità CBOE. Chi compra quando la volatilità è molto alta – ed è questo il caso essendo in area 26 punti – ha una buona chance di incamerare profitti. Consentono in pratica all’investitore di giocare il ruolo della compagnia di assicurazione, che vende polizze con un premio relativamente alto. Se la crisi arriva questi prodotti possono subire gravi perdite in concomitanza con un balzo della volatilità. Ma se l’indice VIX rimane stabile o cresce moderatamente, il meccanismo permette di aumentare i propri ritorni da investimento.

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Tra le materie prime, i futures sul petrolio -7% a $44,19. Sono le preoccupazioni sulla Cina a mettere sotto pressione i prezzi, reduce da un rally +8% della sessione della vigilia e da un balzo +25% negli ultimi tre giorni della sessione. Ad alimentare gli acquisti è stato anche il bollettino dell’Opec, che ha portato alcuni investitori a speculare su un intervento da parte del cartello per far fronte al tonfo delle quotazioni. Ma in realtà il bollettino non ha presentato nulla di nuovo. Brent -2,51% a $52,79. Oro +0,97% a $1.143,50, argento +0,13% a $14,61.

Sul valutario, l’euro +0,45% a $1,1261; dollaro/yen -0,98% a JPY 120,04. Euro/yen -0,54% a JPY 135,17; euro/sterlina +0,43% a 0,7337. Euro/franco svizzero +0,03% a CHF 1,0848.

(DaC-MT)