Wall Street in netto rialzo. L’America crea posti di lavoro

6 Dicembre 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Il report occupazionale migliore delle previsioni dà slancio a Wall Street, offrendo agli operatori una scusa per tornare a comprare titoli azionari. L’indice allargato Standard & Poor’s 500 interrompe così una striscia negativa di cinque sedute. Il Dow Jones sale dell’1,25% a 16.019,69 punti, il Nasdaq avanza dello 0,73% a 4.062,52 punti mentre lo S&P 500 mette a segno un progresso dell’1,1% a 1.805 punti. Sul mercato obbligazionario, tassi sui Treasuries a 10 anni -0,19% al 2,87%.

Ieri era stato il Pil del terzo trimestre, rivisto rialzo a +3,6%, ritmo più alto dal primo trimestre del 2012, a fare meglio del previsto. Oggi è toccato al rapporto sull’occupazione di novembre, che mette in evidenza come nel mese siano stati creati 203.000 nuovi posti di lavoro – un livello decisamente più elevato delle attese – a fronte di un tasso di disoccupazione sceso al 7%, minimo dal novembre del 2008.

I due dati insieme sembrano dare ragione a chi teme che, nella sua prossima riunione attesa per il 17-18 dicembre – la Federal Reserve lancerà il tapering, ovvero inizierà a ridurre gli acquisti di Treasuries e di titoli di stato, al momento effettuati per un valore di $85 miliardi al mese, che garantiscono una massiccia di iniezione di liquidità a Wall Street. Al contempo mostrano che la ripresa si sta stabilizzando, anche se drogata dalle iniezioni di liquidità della banca centrale.

Ecco spiegato come mai stavolta i mercati non sembrano accogliere la buona notizia arrivata dal fronte macro in chiave negativa e i principali indici di Borsa, anche Dow Jones e Nasdaq, accelerano anzi al rialzo. A scontare il rapporto è l’oro, che in pochi minuti scivola fino a -$15, per poi ridurre le perdite, e virare in territorio positivo con un incremento di mezzo punto percentuale, e mostrare infine una performance decisamente altalenante.

Focus sulle dichiarazioni di Charles Plosser, presidente della Fed di Philadelphia, che ha parlato poco dopo la pubblicazione del report sull’occupazione, affermando che la Fed “chiaramente ha mancato” l’opportunità di lanciare il tapering a settembre e che i numeri sul lavoro sono “incoraggianti”.

Plosser ha ribadito nel corso di una intervista rilasciata al canale televisivo Cnbc di non essere stato mai particolarmente a favore delle misure di QE della Fed e che è necessario che venga posto un limite sul programma di acquisto dei bond.
[ARTICLEIMAGE]

Vincenzo Longo, market strategist di IG commenta così i numeri sul mercato del lavoro: “Alla luce dei dati rilasciati questa settimana riteniamo che le probabilità di vedere un tapering della Fed nel meeting del 17-18 dicembre si avvicinino al 50%. Si tratterà in ogni caso di qualcosa di puramente “simobolico”, compreso tra i 5 e i 10 miliardi. L’unica cosa che potrebbe costituire un ostacolo a una simile decisione rimane in questo momento l’incertezza legata al tetto del debito e allo shutdown che riporterà a gennaio prossimo i repubblicani e i democratici a confrontarsi tra di loro”.

Longo prosegue: “Intanto gli operatori sembrano correre ai ripari e cautelarsi contro l’ipotesi di un tapering anticipato. Il Tnote a 10yrs è tornato a mettere pressione al 2,9%, mentre il dollaro ha recuperato terreno. Le borse recuperano terreno, quasi come se, alla luce dei dati odierni, si aspettano che la questione tapering rimane ancora tutta da decidere”.

Comunicato anche l’indice sulla fiducia dei consumatori degli Stati Uniti, stilato dall’Università del Michigan, che ha registrato un forte balzo, salendo a 82,5 a dicembre rispetto al 75,1 di novembre, a un livello decisamente migliore delle stime, con il consensus che prevedeva 77 punti.

In ambito valutario, euro +0,05% a $1,3674. Dollaro/yen +1,03% a JPY 102,84; euro/franco svizzero -0,08% a CHF 1,2243, euro/yen +1,10% a JPY 140,64.

Riguardo alle commodities, i futures sul petrolio -0,06% a $97,32 al barile, quotazioni dell’oro +0,09% a $1.234,30 l’oncia. Quanto ai Treasuries, i rendimenti scambiano in rialzo al 2,86%. I tassi decennali hanno guadagnato 22 punti base nell’ultimo mese.