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Wall Street in rally dopo la minute della Fed

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NEW YORK (WSI) – Wall Street in rally dopo che i verbali della riunione della Federal Reserve del 27 e 28 ottobre scorsi hanno evidenziato che l’istituto di politica monetaria ha aperto la porta a un possibile aumento dei tassi nel meeting di dicembre.

Nel finale, il Dow Jones sale dll’1,48%  a quota 17.737 punti. L’S&P 500 aumenta dll’1,64% a quota 2.084 punti. Il Nasdaq aumenta dll’1,78% a quota 5.075 punti.

L’impressione e’ che l’economia americana stia migliorando a tal punto che il mese prossimo potrebbero essere facilmente raggiunte le condizioni che giustificano un rialzo dei tassi.

Tanto piu’ che le preoccupazioni legate agli sviluppi economici e finanziari esteri sono venute meno e i rischi per gli Usa ad essi associati sono calati. Tuttavia sono leggermente calate le probabilita’ – misurate dai future sui Fed Funds – di una stretta nel meeting del 15 e 16 dicembre prossimi: sono al 68% dal 72% precedente alla diffusione delle cosiddette minute.

Cio’ e’ riflesso da un indebolimento del dollaro e da una riduzione delle perdite dei Treasury. I trader valutari e del reddito fisso non hanno trovato nel documento riferimenti certi a un aumento del costo del denaro entro fine 2015. D’altra parte “un paio di membri (del Federal Open Market Committee, il braccio di politica monetaria della Fed, ndr) hanno espresso preoccupazione per il cambiamento del linguaggio usato nel comunicato di ottobre, che disse che potrebbe essere “appropriata” una stretta “nella prossima riunione”. Secondo loro quel cambiamento “potrebbe essere interpretato come un segnale troppo forte di un rialzo dei tassi a dicembre”. In generale pero’ alla Fed volevano lasciare aperta la porta a un possibile inizio della normalizzazione della politica della Fed, con la consapevolezza che “nessuna decisione e’ stata presa”.

Sul fronte immobiliare, a ottobre i nuovi cantieri sono scesi dell’11% rispetto al mese prima, sotto le attese degli analisti. A fare da freno sono state le costruzioni di appartamenti e condomini, scese del 25,1%. Quelle invece di case monofamiliari – che rappresentano quasi due terzi del mercato – sono calate del 2,4%. Tuttavia i nuovi permessi – che indicano le costruzioni future – sono salite del 4,1% superando le stime proprio grazie alle case monofamiliari: i permessi in questo caso hanno raggiunto i massimi del dicembre 2007. Nonostante una ripresa in corso quest’anno, le costruzioni restano ben al di sotto dei livelli pre-recessione.

Focus sull’allargamento del differenziale tra i tassi sui bond Usa a due anni e quelli dei bond con la stessa scadenza dei paesi del G-7. Lo spread al momento è di 76 punti base, al record dal luglio del 2007 e conferma la convinzione degli operatori per un rialzo dei tassi, da parte della Fed, nel meeting di dicembre. Si tratterebbe del primo intervento dal 2006.

La divergenza tra le politiche monetarie delle principali banche centrali del mondo è lampante: mentre la Bce e la Bank of Japan sono pronte a inondare il mercato di ulteriore liquidità, nella speranza di scacciare lo spettro della deflazione, la Fed va ormai nella direzione opposta, anche se gli allarmi non mancano.

Sell off nella giornata di oggi sui metalli industriali, complice il rafforzamento del dollaro. Le quotazioni di zinco sono crollate al minimo dal luglio del 2009, scontando anche le prospettive di un ulteriore rallentamento della domanda di materie prime da parte della Cina. Il Bloomberg Dollar Spot Index oscilla al massimo in dieci anni, in attesa della prossima riunione del Fomc, il braccio di politica monetaria della Fed; e basta tale fattore a zavorrare le quotazioni delle materie prime, che sono denominate in dollari. I tagli alla produzione che sono stati varati da colossi minerari del calibro di Glencore non sono riusciti a frenare la caduta libera delle quotazioni dei metalli industriali, che sono capitolate del 25% nel 2015, stando a quanto riporta il London Metal Exchange.

Dopo una seduta in cui aveva toccato i minimi dello scorso agosto, andando sotto i 40 dollari a barile, il petrolio ha chiuso la seduta al Nymex in rialzo. Il contratto a dicembre ha aggiunto 8 centesimi a 40,75 dollari al barile. A spingere verso l’alto il contratto sono stati i dati sulle scorte settimanali del dipartimento all’Energia americano: gli stock di petrolio, tenuti sotto stretta osservatore dai mercati delle materie prime, sono aumentati molto meno di quanto previsto dagli analisti. Dall’altra parte a sostenere i contratti sono stati i verbali pubblicati dalla Fed che hanno mostrato come a dicembre ci potrebbe essere un rialzo dei tassi.

Oro piatto, -0,05% a $1,069,76.

Sul mercato valutario, euro/dollaro +0,21% a $1,0664. Dollaro/yen -0,04% a JPY 123,40.

Tra i titoli bene Apple, che guadagna +1,5% dopo la decisione di Goldman Sachs di inserire il titolo nella Conviction Buy list.

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