Wall Street debole, sale la fiducia dei consumatori

15 Febbraio 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Mentre prende il via a Mosca l’incontro del Gruppo dei 20 leader finanziari dei paesi piu’ potenti al mondo, i mercati azionari americani registrano una performance debole. Wall Street chiude contrastata. Il Dow Jones sale dello 0,04% a 13.978,94 punti, il Nasdaq perde lo 0,21% a 3.192,03 punti mentre lo S&P 500 cede lo 0,1% a 1.519,58 punti. Intanto l’indice della volatilita’ VIX, calcolato dal CME di Chicago, e’ sceso al minimo assoluto degli ultimi 17 anni. Il che dimostra quale situazione di stallo, alienazione e noia attanaglia il mercato azionario, manipolato dalla droga delle iniezioni di liquidita’ delle banche centrali (vedi valore indice VIX in prima pagina su WSI, in alto a sinistra). Il QE Infinity ha portato la volatilita’ al punto piu’ basso dal 1996.

Dal fronte economico, resi noti l’indice NY Empire, balzato a un livello decisamente superiore rispetto alle attese degli analisti nel mese di febbraio e la produzione industriale, che si è confermata invece peggiore delle attese, con un calo a gennaio -0,1%.

Meglio delle attese l’indice della fiducia dei consumatori stilato dall’Università del Michigan, che si è attestato a febbraio a 76,3 punti, contro i 73,8 di gennaio e i 74,8 attesi dagli analisti di Reuters.

Lo S&P 500 oscilla sui massimi degli ultimi cinque anni: l’indice è salito +0,2% questa settimana, portando a +1,6% i guadagni mensili di febbraio. Nella giornata di ieri, il listino ha chiuso le contrattazioni alla chiusura record dal 31 ottobre del 2007.

Focus sull’indice della volatilità VIX, che alla vigilia è sceso -2,5% a 12,66 punti e che lo scorso 22 gennaio ha testato il valore più basso degli ultimi cinque anni e mezzo.

In ambito di deficit fiscale, il Congresso Usa ha tempo fino al primo marzo per scongiurare lo scatto di una serie di riduzioni al budget, un processo che va sotto il nome di “sequestration”. Le tensioni tra i democratici e i repubblicani potrebbero riaccendersi, dopo che alla vigilia i primi hanno presentato un piano da $110 miliardi per ritardare i tagli alle spese federali, inclusi gli aumenti delle tasse che i Repubblicani hanno già detto che non accetteranno.

Tra le singole storie di giornata, la compagnia di assicurazione American International Group -0,79% dopo che George Soros e il gruppo Och-Ziff Capital Management hanno ridotto la loro partecipazione nella quota azionaria dell’azienda.

Da parte sua Herbalife Ltd balza +11%, dopo che l’investitore miliardario Carl Icahn ha annunciato di aver in mano una quota del 13% nell’azienda attiva nel settore del benessere.

In ambito valutario, l’euro -0,04% a $1,3354; dollaro/yen +0,57% a JPY 93,38. Euro/yen +0,57% a JPY 124,79.

Quanto alle commodities, i futures sul petrolio -1,78% a $95,58 al barile, quotazioni oro -1,49% a $1.611,10 l’oncia. Quanto ai Treasuries, i rendimenti sul benchmark decennale sono in rialzo di 0,026 punti al 2,023%.

PARLA PREMIO NOBEL PAUL KRUGMAN