Wall Street contrastata: S&P a un passo dal record storico

13 Febbraio 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Wall Street contrastata dopo la pubblicazione del dato relativo alle vendite al dettaglio di gennaio, che hanno mostrato un andamento in rialzo di un modesto 0,1% mensile, in linea con le stime. A fine seduta il Dow Jones ha perso lo 0,26% a 13.982 punti. Sale dello 0,04% lo S&P 500 che raggiunge 1.520 punti. In rialzo anche il Nasdaq che segna un apprezzamento dello 0,33% a 3.196 punti.

Da inizio anno, lo S&p 500 ha segnato un rialzo del 6,6% approfittando di un andamento migliore del previsto degli utili e ora viaggia il 3% sotto i tetto record a quota 1.565,15. Allo stesso tempo, il Dow Jones è a solo un punto percentuale di distanza dal record dell’ottobre 2007.

Quasi ignorati gli altri due indicatori resi noti durante la sessione: quello dell’indice dei prezzi alle importazioni, salito +0,6% a gennaio, e quello delle scorte di magazzino delle aziende, che a dicembre hanno deluso le attese con un incremento +0,1%, rispetto al +0,3% stimato.

Riguardo al dato sulle vendite al dettaglio, la performance segue il +0,5% mensile di dicembre, mentre per tutto il 2012, le vendite hanno segnato un aumento del 4,4%. L’indebolimento della propensione a spendere da parte dei consumatori deve essere ricondotto all’aumento delle tasse, che sono scattate il mese scorso con la fine degli sgravi fiscali durati due anni.

Wall Street rimane apparentemente proiettata a estendere i massimi di cinque anni, dopo che ieri, durante il suo discorso annuale sullo Stato dell’Unione, il presidente Barack Obama ha prosposto di aumentare gli investimenti in progetti legati a ambiente e infrastrutture. Detto questo, la performance degli indici è improntata alla cautela, anche se il Dow Jones rimane sopra quota 14.000 punti.

“La buona notizia dell’intervento sullo Stato dell’Unione e’ che non ci sono state cattive notizie economiche”, ha osservato a Bloomberg Jacques Porta, money manager di Ofi Patrimoine a Parigi. “Anche la storia di Comcast fa bene ai listini”, con riferimento al rialzo delle quotazioni della società, che ha reso noto che nel quarto trimestre gli utili netti sono cresciuti +18% a $1,52 miliardi, a fronte di un incremento del fatturato quasi +6% a $15,9 miliardi. Porta definisce poi “un affare importante” quello con cui il colosso acquisterà la partecipazione del 49% che General Electric detiene in NBC Universal.

Tra le singole storie di giornata, General Electric balza di circa tre punti percentuali dopo aver ultimato per l’appunto la cessione a Comcast per una somma pari a $16,7 miliardi. Da parte sua Comcast, il maggiore operatore di tv via cavo negli Stati Uniti, fa un rialzo del 6%.

Di tutt’altro tenore la prova di Western Union, che cede terreno dopo aver previsto un nuovo calo del fatturato per l’esercizio 2013 in corso.

In ambito valutario, l’euro +0,17% a $1,3476. Dollaro/yen +0,11% a JPY 93,56. Mentre per Mario Draghi, numero uno della Bce, non esiste neanche il problema della guerra valutaria, il Commissario europeo agli Affari economici e monetari Olli Rehn ammette di essere preoccupato, affermando che l’apprezzamento della moneta unica potrebbe avere impatti decisivi sull’economia del Sud Europa.

Quanto alle commodities, i futures sul petrolio +0,26% a $97,76 al barile, quotazioni oro -0,11% a $1.647,80 l’oncia. A proposito del greggio, l’Aie ha rivisto al ribasso le stime sulla domanda mondiale del 2013. I tassi sui Treasuries a 10 anni balzano +2,06% al 2,02%.

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