Wall Street chiude in rosso, appesantita dai verbali Fed

20 Novembre 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) -Wall Street chiude la seduta in rosso, appesantita dalla minute della Fed da cui è emersa la volonta’ dei banchieri centrali di ridurre il programma di stimolo già nei prossimi mesi se l’economia americana si dimostrerà sufficientemente solida. In questo momento, il Dow Jones perde lo 0,41% a 15.901 punti, il Nasdaq cede lo 0,27% a 3.921 punti e lo S&P 500 arretra dello 0,38% a 1.781 punti. Il petrolio ha finito piu’ o meno invariato: il contratto a dicembre e’ calato di un centesimo a 93,33 dollari il barile.

Nel frattempo, i titoli di Stato americani continuano in calo con rendimenti in aumento al 2,77% per il titolo decennale, benchmark del settore, e al 3,89% per il titolo trentennale. Sui mercati valutari, l’euro cala a 1,3422 dollari e il biglietto verde perde terreno a 100,04 yen.

Secondo James Bullard, presidente della Fed di St. Louis, l’opzione “tapering”, la riduzione del ritmo con cui la banca centrale americana acquista Treasury e bond ipotecari per 85 miliardi di dollari al mese potrebbe finire sul tavolo dei membri del Federal open market commettee, il braccio di politica monetaria della Federal Reserve, già a dicembre . Secondo l’esperto – notoriamente “hawkish”, falco – se il rapporto sull’occupazione americana a novembre sara’ solido, aumenteranno le probabilita’ di un taglio delle misure di allentamento monetario da parte della Fed. Non resta che aspettare il 6 dicembre prossimo, quando appunto si vedra’ se gli Stati Uniti hanno creato posti di lavoro nuovi sopra le stime. Il 18 dicembre poi, si concludera’ la riunione del board dell’istituto centrale, a cui seguira’ la conferenza del governatore Ben Bernanke.

Pur confermando quanto detto in varie occasioni dal governatore Ben Bernanke, “tapering” non e’ “tightening”, la Federal Reserve sta studiando il modo in cui comunicare ai mercati l’eventuale intenzione di alzare i tassi di interesse. Non si tratta di uno scenario vicino. Anzi. Ma proprio per questo la banca centrale americana sta cercando di capire come rassicurare trader e gestori che il costo del denaro restera’ sui minimi storici per un lungo periodo di tempo, proprio come detto ieri da Bernanke. La Fed attualmente opera sulla base di due cosiddetti “threshold”: i tassi non saliranno prima che il tasso di disoccupazione sia sceso sotto il 6,5% e l’inflazione non sia salita oltre il 2,5%. Stando alle minute del board del 29-30 ottobre, il board della Fed ha discusso di abbassare il target sulla disoccupazione. “Una coppia” di membri avrebbe appoggiato una simile scelta. Altri, come da attese, hanno invece sostenuto che una simile mossa metterebbe a repentaglio la credibilita’ della banca centrale.

Se l’economia mondiale continuerà a dare segnali di ripresa, prima o poi le banche centrali mondiali dovranno trovare un modo per ridurre le ondate di liquidità che hanno generato. In questa direzione, buone notizie sono arrivate dai consumi. Negli Stati Uniti le vendite al dettaglio in ottobre sono salite dello 0,4% rispetto a settembre. Il dato, diffuso dal Dipartimento del Commercio, e’ superiore alle attese degli esperti. D’altra parte senza considerare il settore auto le vendite sono salite solamente dello 0,2% e l’andamento degli acquisti in alcuni comparti chiave mette in rilievo la prudenza delle famiglie Usa. Su base annua le vendite sono cresciute del 3,9% o del 2,4% al netto del comparto auto.

Nello stesso mesi, i prezzi al consumo sono calati dello 0,1% contro attese degli analisti di una performance invariata rispetto al mese precedente. La componente core, al netto di alimentari ed energetici, e’ invece cresciuta dello 0,1%, in questo caso in linea con le previsioni. Secondo i dati del dipartimento del Commercio, nel mese i prezzi dell’energia sono calati dell’1,7% mentre i prezzi degli alimentari sono aumentati dello 0,1%. Su base annua, l’inflazione e’ cresciuta solo dell’1%, l’incremento piu’ contenuto dall’ottobre del 2009. I prezzi core sono risultati invece in ottobre in crescita dell’1,7% su base annua.

I 16 giorni di “shutdown” federale non hanno dunque scoraggiato i consumatori, ultimo segno che l’impatto sull’economia americana non e’ stato poi cosi’ pesante. I prezzi al consumo dal canto loro non danno segni di pressioni inflative. I dati macroeconomici positivi riaccendono il dibatitto sul “tapering”, la riduzione del ritmo con cui la Federal Reserve acquista Treasury e bond ipotecari per 85 miliardi di dollari al mese. L’idea e’ che la banca centrale potrebbe optare per una riduzione delle sue misure di stimolo gia’ dal mese prossimo, almeno per alcuni. Tanto piu’ che ieri Ben Bernanke ha ribadito che “tapering” non e’ “tightening”. Il governatore ha infatti detto che i tassi di interesse rimarranno sui minimi storici anche “molto dopo” la discesa sotto il 6,5% del tasso di disoccupazione.

Per quanto riguarda il mercato immobiliare, sempre a ottobre, le vendite di case esistenti sono calate in ottobre del 3,2% alla quota destagionalizzata di 5,12 milioni di unita’. Il dato e’ lievemente peggiore delle attese degli analisti che si attendevano un calo a quota 5,15 milioni. Nel mese le scorte di case invendute si sono attestate all’equivalente di 5 mesi di vendite ai ritmi attuali mentre il prezzo mediano di un’abitazione e’ aumentato del 12,8% su base annua a quota 199,500 dollari.

A proposito invece all’idea sempre più diffusa tra gli esperti che, a questi livelli, il mercato azionario americano sia entrato nella fase di ipercomprato, una voce fuori dal coro è quella di Warren Buffett. L’investitore miliardario, soprannominato l’Oracolo di Omaha (dal nome della sua citta’ di origine) per la sua lungimiranza negli affari, ha detto nel corso di un’intervista che i listini azionari “sono ancora a livelli ragionevoli”, rispondendo indirettamente all’investitore attivista Carl Icahn, secondo cui, con il Dow Jones a quota 16.000 punti l’azionario americano appariva sopravvalutato. “Penso i listini siano all’interno di una zona di ragionevolezza”, ha detto Buffett all’emittente televisiva Cbs, ricordando che cinque anni fa, in un articolo sul New York Times, aveva scritto che i prezzi erano molto bassi. “La previsione di Buffett e’ che i listini continueranno a salire: “tra cinque o dieci anni e’ probabile che i livelli saranno piu’ alti rispetto a ora”, ha detto.

A livello societario, Lowe’s cede quasi il 4% dopo che la catena di prodotti per il miglioramento della casa ha registrato una trimestrale sotto le stime. Yahoo festeggia con un +2,8% il rialzo del piano di riacquisto di azioni proprie di 5 miliardi di dollari. Il produttore di macchine movimento terra Deere avanza (+2,5%) grazie a utili in linea alle stime. Rally per JC Penney (+8,96%) nonostante utili e ricavi trimestrali abbiano deluso. A sostenere i corsi azionari sono indicazioni da parte del management, secondo cui la catena di abbigliamento e’ in ripresa.

Sul valutario, pesante l’euro che scende sotto quota 1,35 dollari dopo che la Bce ha fatto sapere che prenderà in considerazione un tasso sui depositi negativo dello 0,1% se si presenterà il bisogno di nuove misure di allentamento monetario.

Riguardo alle commodities, i futures sul petrolio +0,12% a $93,45 al barile, oro -0,26% a $1.270,20.