Vitalizi, pensioni, flat tax, migranti: le prime misure del governo Conte

4 Giugno 2018, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – Vitalizi, migranti, pensioni: sono questi i temi caldi, i primi che dovrà affrontare il nuovo governo gialloverde con il professor Giuseppe Conte premier.

Partendo dai vitalizi, ad annunciarne l’abolizione è stato il neo vicepremier, nonché ministro dello Sviluppo economico e del lavoro, Luigi Di Maio parlando in un comizio a Marina di Ragusa.

“Via i vitalizi. La delibera è già pronta ed è sul tavolo del presidente della Camera dei Deputati Roberto Fico. Lo abbiamo promesso in campagna elettorale e lo faremo subito togliendo i privilegi agli ex parlamentari  Poi loro facciano tutti i ricorsi che vogliono ma il provvedimento verrà fatto e Fico ci lavora già da due mesi”.

Di Maio si è soffermato poi a parlare anche in merito ad uno dei cavalli di battaglia del Movimento Cinque Stelle, il reddito di cittadinanza.

“Faremo dei provvedimenti per aiutare i cittadini che sono in povertà e pertanto non possiamo prescindere dal reddito di cittadinanza e dalla pensione di cittadinanza. Saranno i due provvedimenti che porterò al più presto all’esame del Parlamento”.

Migranti

Ma è sul tema immigrazione che si consuma il primo scontro. Il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha annunciato rimpatri. Immediata la risposta del suo predecessore, Marco Minniti.

“I rimpatri furono un punto dirimente della campagna elettorale del centrodestra nel 2001. Finì con la più grande sanatoria della storia: circa 600mila clandestini divennero regolari. Più o meno lo stesso numero delle persone che ora si vorrebbero espellere (…) nessuna espulsione è possibile senza una rete di rapporti internazionali. Affinché ci sia un Paese che espelle, ci deve essere un Paese che riaccoglie. Questa rete di rapporti non esiste”.

A puntare in un certo senso il dito contro le parole di Salvini, un suo collega di partito Roberto Maroni, anch’egli ex ministro dell’Interno.

“L’immigrazione è un tema complicato. Rimandare a casa i migranti non è così semplice. Devono essere rimandati nei Paesi di origine, non di provenienza. Con la Tunisia è facile, non con la Libia. Consiglierei prudenza, prima di dire ‘ne rimandiamo a casa 100mila. Chi siede al Viminale non deve fare grandi annunci e fare troppo il politico”.

Nel progetto di Salvini l’effettiva implementazione della creazione dei Centri permanenti di rimpatrio (Cpr) previsti dalla legge 46 del 2017, la Minniti/Orlando che ne prevedeva venti ma per ora ne sono attivi solo quattro (Brindisi, Roma, Caltanissetta e Torino). Il neo ministro  vorrebbe aprirli rapidamente e anche aumentarne la capienza ma dovrà scontrarsi con la forte resistenza delle regioni, tra cui quelle care al centrodestra come Lombardia, Liguria e Veneto.

Pensioni e flat tax

Infine il capitolo pensioni e flat tax. Di Maio ha annunciato di voler applicare la quota 100 al fine di superare la riforma Fornero ma non detta ulteriori dettagli su come vorrà intervenire.

Di previdenza se ne potrebbe parlare nel decreto estivo che potrebbe presentare il neo governo Conte attuando lo stop all’Ape social e l’opzione donna. Proprio lo stop all’Ape social potrebbe fruttare al governo gialloverde quei 600 milioni e più che serviranno a finanziare altri interventi come per l’appunto lopzione donna, ovvero la possibilità di uscire con 57-58 anni di età anagrafica e 35 anni di contributi .

E la flat tax? Potrebbe dividesi in due tempi, prima per le imprese e poi per le famiglie come rivela l’economista Alberto Bagnai, vicino al Carroccio e possibile sottosegretario al ministero dell’Economia. allHuffPost.

“Mi sembra che ci sia un accordo sul fatto di far partire la flat tax sui redditi di impresa a partire dall’anno prossimo. Il primo anno per le imprese e poi a partire dal secondo anno si prevede di applicarla alle famiglie”.

Il Sole 24 Ore spiega, nel dettaglio il meccanismo:

“Il 20% sarebbe applicato a tutto il reddito delle famiglie che superano la soglia degli 80mila euro. A completare il quadro, per la ricerca della progressività, interverrebbe l’architettura a tre livelli delle deduzioni da 3mila euro: applicate a ogni componente del nucleo familiare a 35mila euro di reddito complessivo, solo ai familiari a carico nella fascia 35-50mila per scomparire quando le entrate dichiarate sono più alte”.