Visco all’Ue: “l’Italia non è una bomba a orologeria”

12 Aprile 2017, di Daniele Chicca

L’Italia non è una bomba a orologeria che potrebbe esplodere da un momento all’altro. Lo ha detto Ignazio Visto, presidente di Bankitalia, facendo riferimento, in un intervento al parlamento europeo, al nodo delle sofferenze presenti in portafoglio. I crediti deteriorarti, ha fatto sapere il governatore di Via Nazionale, valgono soltanto l’1% del Pil e sono soprattutto iscritti nei bilanci delle grandi e più solide banche.

“Abbiamo un complesso di sofferenze di circa 80mld ma stanno per la maggior in banche grandi, Intesa, UniCredit, Ubi e per una parte più piccola in quelle in difficoltà come Mps, le venete, dove abbiamo un complesso di sofferenze di 20 miliardi”, ha spiegato. I problemi delle banche italiane, peraltro, sono principalmente dovuti a comportamenti fraudolenti di chi era responsabile del management, secondo il numero uno di Bankitalia.

“Nel tempo, una crisi economica di queste proporzioni non poteva non colpire le banche italiane” e “all’origine delle difficoltà delle banche abbiamo anche riscontrato decisioni aziendali viziate da comportamenti fraudolenti e scelte imprudenti nell’allocazione del credito”, “una combinazione di fattori potenzialmente devastante. “Tuttavia, i danni al sistema bancario si sono concentrati in pochi, ben identificati, intermediari, che sono stati e sono tuttora oggetto di un’azione di vigilanza intensa”.

“L’inflazione rimane molto bassa, inferiore all’1%, ed è prevista riportarsi solo gradualmente, di pari passo con il progressivo incremento della capacità produttiva utilizzata, su valori coerenti con la stabilità dei prezzi”, perciò è “estremamente importante” che la Bce “preservi condizioni di finanziamento molto favorevoli” e la revisione del QE “non è al momento giustificata”, ha fatto sapere agli europarlamentari della Commissione economica il numero uno di Via Nazionale.

La politica monetaria della Bce “è riuscita a scongiurare il rischio di una trappola deflativa ma non può, da sola, garantire una durevole ripresa economica”, quindi “devono contribuire misure di bilancio coerenti con le condizioni cicliche e con la posizione patrimoniale di ciascun paese” e, perché la crescita sia sostenibile nel tempo, servono riforme per promuovere “l’innovazione e innalzare la qualità del capitale umano”.