Vaccino coronavirus, al via in Australia sperimentazione sulle cavie

16 Marzo 2020, di Alberto Battaglia

Quattro studiosi dell’università del Queensland, Australia, hanno individuato una formulazione per un vaccino che potrebbe rivelarsi efficace contro il SARS-Cov-2, meglio noto come coronavirus. I test sui topi sono già in corso e, a quanto dichiarato dai ricercatori alla testata The Australian, la sperimentazione sugli esseri umani potrebbe partire entro metà anno.
“Con ogni probabilità il team sarà il primo al mondo a introdurre [un vaccino] sul mercato”, scrive la testata sulla base dello stadio avanzato di sperimentazione raggiunto dai ricercatori Keith Chappell, Paul Young, Trent Munro e Daniel Watterson.

Se parliamo di aver sviluppato un vaccino che riteniamo possa funzionare, pensiamo di esserci già arrivati“, ha dichiarato Chappell, “ma il fatto di rendere un vaccino disponibile per sette miliardi di persone sul pianeta implica discorsi di scala e questa è una proposizione molto diversa. Dipende tutto da quanto rischio siamo disposti ad accettare”. Non di rischio per la salute, in questo caso, ma di “rischio commerciale” ha sottolineato il ricercatore. “Penso che la dimensione di questa epidemia implichi che dobbiamo portare avanti la produzione, conducendo le prove cliniche e la produzione in parallelo. Così, nel momento in cui avremo successo nei test clinici, avremo le dosi pronte per la vendita”, ha dichiarato Chappell.

La tecnologia “molecular clamp”

Il vaccino sviluppato dal team dell’università del Queensland è basato su un’innovativa tecnologia detta ‘molecular clamp’, o ‘morsetto molecolare’ che si è già dimostrata efficace nella lotta al coronavirus MERS, un parente stretto del SARS Cov-2 con cui il mondo sta facendo i conti oggi. “E’ un modello provato e testato per l’infezione influenzale. Quello che abbiamo dimostrato è che il nostro vaccino interrompeva completamente la crescita del virus negli animali testati, con una risposta estremamente potente”, ha affermato il professor Young (direttore della School of Chemistry and Molecular Biosciences dell’università del Queensland). “Tutti questi coronavirus [come MERS, SARS e SARS Cov-2, Ndr.] hanno una proteina molto simile sulla superficie”, ha aggiunto Young, “la quale contribuisce alla fusione della membrana virale con la membrana della cellula ospite… abbiamo dimostrato che l’approccio clamp funziona in modo equivalente in ciascuno di essi”.