Unioni civili, bagarre in aula. Cirinnà: ho sbagliato a fidarmi del M5S

17 Febbraio 2016, di Daniele Chicca

ROMA (WSI) – Il MoVimento 5 Stelle cambia di nuovo posizione sul disegno di legge sulle Unioni Civili e il PD, rimasto d’improvviso senza alleati, ora ha deciso di rinviare il voto di una settimana. L’obiettivo sarebbe quello di scrivere “una buona legge” secondo il Capogruppo Luigi Zanda, ma in realtà lo scopo è prendere tempo. Senza l’appoggio del primo partito all’Opposizione, il PD non ha i numeri per fare passare la storica norma al Senato.

Il M5S ha a sorpresa deciso di opporsi al cosiddetto “supercanguro” – tattica parlamentare per sveltire il voto di una legge – in questo modo non si può più aggirare l’ostruzionismo di chi si oppone al ddl. Le associazioni omosessuali hanno lanciato un appello congiunto al M5S, esortando i rappresentanti del partito in parlamento a non passare alla storia come “quelli che ci hanno negato i diritti”.

Il clima che si respira nell’Aula di Palazzo Madama alla ripresa dell’esame del ddl Cirinnà è molto teso dopo il no del M5S all’emendamento Marcucci. La stessa autrice della legge che ci ha messo la faccia, Monica Cirinnà, ha di fatto gettato la spugna dopo aver ammesso di aver “sbagliato a fidarmi del M5S, pagherò”.

Mi prendo la mia responsabilità politica di essermi fidata di loro. Concluderò la mia carriera politica con questo scivolone. Ne prendo atto“, ha commentato la relatrice del ddl Unioni civili, Monica Ciorinnà, conversando con i cronisti nel Transatlantico del Senato.

Il governo Renzi, che non poteva mettere la fiducia su una legge che si tira avanti ormai dal giugno del 2013, si deve rassegnare ad altre giornate a fior di pelle. Con una tale quantità di emendamenti e incognite sul voto segreto, la discussione potrebbe durare settimane.

Tutto da rifare, si rischia rinvio di mesi

Al momento, per come stanno le cose dopo il voltafaccia del M5S, i numeri dei favorevoli alla legge e che probabilmente voterebbero il “supercanguro” sono molto inferiori alla maggioranza. Si parla di meno di 120 senatori, sui 161 necessari. Il supercanguro è un emendamento all’articolo 1 che contiene tutti i punti principali della legge Cirinnà e che, se approvato, farebbe cadere in un colpo solo quasi tutte le modifiche presentate dalle opposizioni. Quella di ieri è insomma stata una grande vittoria per i contrari alla legge.

Stamattina all’inizio dei lavori parlamentari Zanda è quindi corso subito ai ripari, chiedendo il rinvio di qualche giorno; secondo lui perché l’intenzione del suo partito è quella di arrivare ad “una buona legge” pertanto serve tempo per riannodare dei “fili politici” che si sono sciolti dopo lo “strappo” di ieri del M5S che ha detto no all’emendamento Marcucci.

Zanda si è rivolto al presidente dell’aula Pietro Grasso, chiedendo la convocazione della conferenza dei capigruppo per definire un nuovo iter di lavori d’aula sul ddl Cirinnà, motivando la richiesta con la necessità di “un lavoro di riflessione per individuare i percorsi che possano consentire di proseguire in modo anche ordinato i lavori dell’aula” e “consentire così di raggiungere il traguardo che ci siamo posti“.

“Noi pensiamo, il Pd continua a pensare, che in questa legislatura sia possibile ed anzi necessario fare una buona legge sulle unioni civili e pensiamo che questo traguardo sia alla portata, ma ieri abbiamo registrato un fatto politico nuovo: un gruppo, che per manifestazione di volontà avevamo visto favorevole al ddl, ieri improvvisamente ha cambiato opinione e questo muta i passaggi d’aula che ci aspettiamo per il prossimo futuro”, ha precisato Zanda.

Ma il MoVimento 5 Stelle si è opposto a un rinvio della legge con dichiarazioni che hanno scatenato le ire degli avversari politici. “Si discuta ora e seriamente. Si rinviino gli emendamenti farlocchi dei bigotti finti cattolici della destra“, dice in aula Nunzia Catalfo, secondo cui “non si possono barattare i diritti con la democrazia, che va rispettata con emendamenti che non siano ridicoli ma entrino nel merito e consentano al Parlamento di discutere in maniera seria”.

Dopo l’intervento della capogruppo del M5S è partita una nuova bagarre: dopo gli insulti si è persino rischiato di venire alle mani. Come racconta RaiNews 24, “dai banchi della maggioranza, ma anche di centrodestra, si levano le proteste contro le parole della senatrice grillina, mentre i colleghi pentastellati rispondono a tono. Tanto che il presidente Grasso è costretto più volte a richiamare i senatori all’ordine”.

Sfiorata rissa tra M5S e ex del movimento

Per sedare il principio di rissa tra esponenti del M5S ed ex del movimento fondato da Grillo e Casaleggio sono dovuti intervenire i questori. “Io chiedo che si ritiri l’emendamento Marcucci e poi si convochi la capigruppo”, chiede il senatore della Lega Roberto Calderoli. Per Romani (FI): ok se Capigruppo è per rivedere merito.

Favorevole a un rinvio Renato Schifani di AP: “Condivido la richiesta di una capigruppo per un rinvio, per ripristinare una serie di situazioni e di rapporti politici”, mentre Gaetano Quagliariello del Movimento Idea-Ga chiede che “si torni in Commissione“, il che significherebbe il rinvio di qualche mese, non settimana, della legge.

Quindi Il presidente del Senato, Pietro Grasso, ha convocato la Conferenza dei capigruppo come richiesto dal presidente dei senatori del Pd, Luigi Zanda. Alla richiesta, ha sottolineato Grasso rendendo nota la sua decisione, “hanno aderito anche altri capigruppo”.