“Una fetta di culatello per un sacco di plastica”: l’iniziativa lanciata dal sindaco chef

3 Dicembre 2019, di Alessandra Caparello

Una fetta di culatello di Zibello per un sacco di plastica” è l’iniziativa lanciata da Massimo Spigaroli, chef stellato e sindaco di Polesine Zibello, patria del culatello, salume suino insaccato.

Quello di Zibello oltretutto è un prodotto DOP (Denominazione di Origine Protetta), tutelato da un apposito Consorzio e realizzato solo in otto comuni della Bassa Parmense: Busseto, Roccabianca, Polesine, Zibello, San Secondo, Sissa, Soragna e Colorno.

L’iniziativa del sindaco è quella di liberare il bosco fluviale della zona dalle plastiche e dai rifiuti che rimangono lì quando le acque del Po si ritirano. Chi lo fa potrà avere in cambio una fetta dello squisito insaccato. Un’iniziativa che unisce gusto e tutela dell’ambiente proprio mentre il governo è impegnato nella stesura della legge di bilancio 2020 che prevede l’introduzione delle cosiddette plastic e sugar tax.

Plastic e sugar tax: cosa ne pensano gli italiani

Secondo l’indagine commissionata da Facile.it a mUp Research e Norstat, il 61,3% degli intervistati, pari a circa 26,9 milioni di individui, è d’accordo con almeno una di esse. Nello specifico, il 41,1% si è dichiarato a favore dell’introduzione di entrambe le tasse, il 13,6% della sola plastic tax, il 6,6% della sola sugar tax. Di contro, il 27,2% dei rispondenti, pari a 11,9 milioni di italiani, si è dichiarato contrario ad entrambe le tasse.
La maggior parte dei favorevoli (70,1%) ritiene sia giusto disincentivare con una tassa la produzione e l’uso di prodotti potenzialmente dannosi per l’ambiente e la salute. Questa motivazione è sostenuta maggiormente dalle donne (74,9% contro il 65,2% del campione maschile) e dai giovani (82,6% tra i rispondenti con età compresa tra i 25 e i 34 anni).

Come si comporteranno gli italiani qualora le nuove tasse dovessero determinare un aumento del costo dei prodotti finali? Complessivamente, secondo quanto emerso dall’indagine, sono circa 31 milioni i consumatori disposti a modificare le proprie abitudini di acquisto.

In merito alla sola plastic tax, quasi 8 rispondenti su 10 hanno detto di essere intenzionati a ridurre, se non eliminare, l’acquisto dei prodotti colpiti dai rincari (77,9%), suddivisi tra coloro disposti a cambiare abitudini d’acquisto perché consapevoli che si tratti di prodotti dannosi per l’ambiente (44,2%) e coloro che lo farebbero solo per risparmiare (33,7%).

Sono invece 4,4 milioni gli italiani che dichiarano di essere disposti a continuare ad acquistare tali prodotti anche in caso di aumenti (10,2%). a leva del risparmio sembra avere meno presa dato che solo il 24% ha detto di essere disposto a cambiare abitudini per ragioni economiche.
Non è invece disposto a rinunciare a tali prodotti l’11,7% dei rispondenti, che ha dichiarato di non voler modificare le proprie abitudini anche se ci saranno rincari.