Un premio per investire nelle fasi laterali

24 Novembre 2022, di Redazione Wall Street Italia
a cura di Investment & Listed Products Sales – divisione IMI CIB di Intesa Sanpaolo e Giovanna Zanotti, direttore scientifico di Acepi
L’ultimo trimestre del 2022 si appresta ad essere caratterizzato da un elevato grado di incertezza, in particolare in Europa. Negli ultimi mesi, le proiezioni di crescita sono state riviste al ribasso, al contrario, le previsioni di inflazione sono state riviste nuovamente al rialzo a causa dell’inasprirsi delle tensioni geopolitiche che aggravano le implicazioni della crisi energetica. Le prospettive di recessione iniziano ad essere considerate nello scenario di base, come conseguenza delle restrizioni di politica monetaria attuate dalle banche centrali.È all’interno di tale contesto di elevata incertezza che sta aumentando l’interesse da parte degli investitori per i certificati di investimento. Questa tipologia di strumenti offre una maggiore flessibilità offrendo diverse combinazioni rischio-rendimento e un’ampia gamma di attività sottostanti su cui poter investire.I Certificati di Investimento sono derivati cartolarizzati, ovvero, strumenti finanziari che combinano una componente obbligazionaria e una derivativa e che insieme ne definiscono la struttura. Questi strumenti si distinguono in: certificati a capitale protetto, condizionatamente protetto e non protetto.Nel caso dei certificati a capitale condizionatamente protetto la protezione del capitale investito si attiva solo nel caso in cui il valore del sottostante non scenda al di sotto del livello barriera. Una delle principali tipologie di certificati a capitale condizionatamente protetto sono i “Bonus”.

I certificati Bonus

Sono strumenti finanziari che permettono di investire in un’attività sottostante ottenendo, a scadenza, un Premio (il “Bonus”) qualora il valore del sottostante di riferimento non scenda al di sotto del “Livello Barriera”, con la possibilità di partecipare alla performance positiva del sottostante. La barriera può essere discreta, ossia rilevata alla scadenza del certificato, o continua, rilevata durante tutta la vita del prodotto, in ogni momento di quotazione (barriera “intraday”), o solamente alla chiusura della giornata di negoziazione (barriera “end of day”).

Cosa succede alla scadenza

Alla scadenza del Bonus Certificate, l’investitore può incorrere in due possibili scenari: se il valore del sottostante non ha raggiunto la Barriera, l’investitore riceverà il maggiore tra il prezzo di emissione, maggiorato dell’eventuale performance positiva del sottostante alla data di scadenza, e il Bonus, che rappresenta una percentuale uguale o maggiore del 100% del prezzo di emissione; nel caso in cui il valore del sottostante dovesse oltrepassare la barriera, a scadenza l’investitore riceverà un importo pari a quello che avrebbe ottenuto se avesse investito direttamente nel sottostante. I Bonus possono prevedere alla scadenza un “Livello Cap”, ovvero un limite massimo di partecipazione alla performance del sottostante, in questo caso parliamo di certificati “Bonus Cap”. Nel caso in cui il valore del sottostante oltrepassi il livello Cap, l’investitore rinuncia alla performance positiva del sottostante registrata oltre il livello Cap. D’altra parte, questa tipologia di Certificati permette all’investitore di accedere ad un bonus più elevato o a un livello barriera maggiormente conservativo rispetto a un Bonus senza alcun livello Cap.

Per chi sono adatti i certificati Bonus

Queste tipologie di Certificati si rivolgono ad investitori alla ricerca di rendimenti anche in fasi di mercato caratterizzate da moderati ribassi del sottostante, essendo utilizzati in caso di mercati laterali, cioè mercati che non presentano chiari trend rialzisti o ribassisti. I Bonus consentono infatti all’investitore di ottenere una performance positiva anche in caso di lieve ribasso del sottostante (entro i limiti della barriera), garantendo un rendimento superiore rispetto alla performance che si otterrebbe investendo direttamente nel sottostante.

 

L’articolo integrale è stato pubblicato sul numero di novembre 2022 del magazine di Wall Street Italia