Ue-Usa, scontro sui visti: americani senza permesso non sono benvenuti

12 Aprile 2016, di Daniele Chicca

NEW YORK (WSI) – Questa settimana l’organo esecutivo dell’Europa unita prenderà una decisione che è destinata a cambiare drasticamente regole e abitudini dei turisti e viaggiatori americani e canadesi. Come ritorsione nei confronti di Usa e Canada, la Commissione Europea prenderà oggi in considerazione la reintroduzione dei visti per i cittadini provenienti dal Nord America.

Al termine del vertice di Bruxelles, infatti, a causa delle limitazioni che entrambi i paesi mantengono nei confronti dei cittadini di alcuni Stati membri dell’Ue, la Commissione potrebbe infatti vedersi costretta a decidere per la sospensione del regime di esenzione accordato a Canada e Usa per 12 mesi di tempo.

Se gli Stati Uniti continuano a mantenere in vigore le restrizioni sopra citate, ignorando le richieste dell’Ue, si rischia uno scontro diplomatico frontale.

I funzionari coinvolti nei negoziati hanno riferito al Financial Times che sperano di evitare un simile scenario, in un momento molto delicato per i rapporti tra Ue e Usa, già messi a dura prova da divisioni in temi come il commercio e le tasse, nonché le relazioni con la Russia e la Cina.

Finora la maggiore parte dei cittadini europei può viaggiare in America con un semplice visto da turista, ma le norme imposte da Washington sono più severe per le persone originarie di alcuni stati membri dell’Europa centrale e orientale, come Polonia, Croazia, Bulgaria, Romania e Cipro. Il Canada, da parte sua, continua a imporre il medesimo obbligo per chi viene da Repubblica Ceca, Bulgaria e Romania. Questi cittadini di “serie B” devono richiedere un visto di lavoro o da turista al consolato prima di poter partire.

Quello che chiede la Commissione europea è che le regole sui visti siano uniformi per tutti i suoi Stati membri, i cui cittadini hanno tutti il diritto di usufruire dello stesso trattamento. Sono 30 i paesi europei che fanno parte del programma di visto speciale americano.

Gli Stati Uniti si difendono dicendo che paesi come la Romania non hanno ancora i requisiti per poter partecipare al programma di visti speciale. Nel 2014 Bruxelles ha dato a Washington due anni di tempo per adeguarsi e accontentare l’Ue nelle sue richieste di trattamento paritario per i suoi cittadini in materia di visti, una questione che rimane una “priorità per l’Ue” secondo la portavoce della Commissione Mina Andreeva.

Il tempo è scaduto oggi, 12 aprile.“C’è una scadenza legale, perché noi valutiamo la situazione e per questo Juncker (il presidente della Commissione, NdR) ha messo il tema nell’agenda del collegio del 12 aprile, perché questo tema in una commissione politica richiede una discussione politica”, spiega Andreeva.

Anche se verrà varato, l’atto delegato entrerà in vigore solamente se non ci saranno obiezioni da parte del Parlamento europeo o dal Consiglio Ue nei quattro mesi successivi all’adozione del provvedimento da parte dell’esecutivo.

Fonte: Financial Times