Ue peggiora stime deficit e Pil Italia. E Moscovici critica stampa italiana

4 Febbraio 2016, di Alberto Battaglia

MILANO (WSI) – Meno crescita e più deficit: secondo le previsioni della Commissione europea, comunicate stamattina, l’Italia si sta allontanando dagli obiettivi stretti con l’Unione europea.

Il Pil del 2016 dovrebbe crescere dell’1,4% e dell’1,3% nel 2017; le stime precedenti erano rispettivamente dell’1,5% e dell’1,4%. Pochi decimali che contano per far tornare i conti di bilancio nell’era del Fiscal Compact.

Peggiorano anche le previsioni sul deficit strutturale (il saldo tra spese e entrate statali depurate dagli effetti congiunturali, come la crescita): nel 2016 aumenterà all’1,7% (dall’1% del 2015) per poi rientrare all’1,4% nel 2017. Ricordiamo che i limiti del Fiscal Compact concedono un deficit strutturale massimo allo 0,5%. Il deficit nominale, per effetto della crescita, è previsto in calo al 2,5% (dal 2,6% del 2015).

In uno scenario del genere, rispettare i patti di bilancio diventa praticamente impossibile, non sorprendono dunque le continue polemiche fra governo e Europa sul nodo del deficit: era stato ipotizzato, infatti, che fosse proprio la revisione del Patto di bilancio il vero obiettivo finale da negoziare a Bruxelles.

Secondo quanto scrive l’Europa, sarebbe proprio il “carattere espansivo” della manovra finanziaria del governo, ad allontanare l’Italia dai patti. Secondo le previsioni della Commissione, insomma, questo percorso di riduzione sarebbe interrotto nel 2016, a causa del “carattere espansivo” della manovra finanziaria del governo, ma riprenderebbe nel 2017.

Nella conferenza stampa che segue la presentazione delle stime il commissario Ue agli Affari economici, Pierre Moscovici, lancia non poche frecciatine alla stampa italiana accusandola di avergli attribuito posizioni non corrette, e di averlo fatto apparire anche come uno “schizofrenico”.

“Leggo la stampa italiana, a volte incontro i giornalisti italiani e mi sembra ci sia una certa confusione negli ultimi giorni a proposito della posizione della Commissione sulla flessibilità per l’Italia. Ci sono persino speculazioni del tutto contraddittorie sulla mia persona, alcuni mi vedono come se fossi schizofrenico, una malattia di cui non credo di soffrire”.

Moscovici ha ribadito che con il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan esiste “un dialogo aperto e di qualità”. Sulla flessibilità di bilancio “daremo le nostre risposte a maggio, sulla base delle regole e con spirito di sostegno alle riforme senza contravvenire al Patto”. Ancora: “sono necessari un po’ di serenità, di lavoro e di pazienza. Sulla base della mia esperienza politica ribadisco che sono convinto del fatto che lo spirito di dialogo e il compromesso debbano sempre prevalere sullo scontro”.

Dai documenti della Commissione europea arrivano, tuttavia, notizie incoraggianti sul fronte dell’occupazione, che dovrebbe aumentare dell’1,1% quest’anno e dell’1% nel 2017; il tasso di disoccupazione dovrebbe calare, dunque, all’11,4% nel 2016 (dall’11,9% del 2015) e all’11,3% 2017.

Per quanto riguarda il Pil dell’Eurozona le previsioni sono, anch’esse, calanti all’ 1,7% (dalla precedente stima dell’1,8%), mentre per quanto riguarda il 2017 la crescita sarà dell’1,9%.

A contaminare le prospettive di crescita vengono anche citati i timori e le reazioni dei Paesi alla crisi dei migranti:

La percezione pubblica dell’aumento del numero dei rifugiati potrebbe avere un impatto sulla fiducia nell’economia e ridurre lo slancio della crescita dei consumi privati. Una sospensione più generalizzata di Schengen e misure che danneggino i risultati del mercato interno potrebbero avere potenzialmente un effetto distruttivo sulla crescita economica.