Ue stoppa Renzi: Fiscal compact non si tocca

11 Luglio 2017, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – Mentre la Francia è libera di decidere sui tagli delle tasse l’atteggiamento nei confronti dell’Italia da parte dell’Unione europea, come volevasi dimostrare, è ben diverso. Alla proposta di Renzi di tenere il deficit al 2,9% nei prossimi 5 anni, rottamando il fiscal compact, risponde il presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem.

“Stare al 2,9% (del deficit per cinque anni, ndr) sarebbe fuori dalle regole di bilancio, non è una decisione che un Paese può prendere da solo, in questa unione monetaria ci si sta insieme. Non possiamo unilateralmente dire che le regole non valgono per solo per qualcuno. Le regole che abbiamo approvato vanno rispettate. Non decidiamo per un Paese soltanto, non funzionerebbe”.

Le critiche europee alla proposta dell’Italia? Un film già visto, dice Matteo Renzi rispondendo così al no imposta da Bruxelles.

“Tre anni fa quando abbiamo fatto la battaglia per la flessibilità l’Europa all’inizio diceva ‘non esiste’, ‘non c’è nessuna possibilità’. E invece nel giro di sei mesi, combattendo una battaglia durissima, la flessibilità ce la siamo presa, sono arrivati gli 80 euro e le altre misure. L’Italia ha fatto una battaglia e ha preso 20 miliardi di euro ed è stato un successo politico. Ora sta accadendo la stessa cosa. Io dico che questa proposta che abbiamo lanciato, chiunque sarà presidente del Consiglio, sarà presa in considerazione perché segnerà il dibattito politico e sono sicuri che la vinceremo. Per me è importante che gli altri partiti capiscano che non è la proposta del Pd e di Renzi ma serve agli italiani”.

Il leader del Pd difende a spada tratta la sua idea del deficit al 2,9% e secondo Renzi da convincere non è l’Ue quanto i mercati.

“Per convincere i mercati noi dobbiamo abbattere il nostro debito perché è quello il nostro vero problema. Solo così i mercati daranno una risposta positiva. E a quel punto sarà automatico e immediato che l Europa ti dica di sì.(…) La nostra debolezza non è il deficit, visto che Francia e Spagna stanno messe peggio di noi”.

E mentre all’interno del suo partito c’è chi storce il naso alla sua idea – vedi Pierluigi Bersani – al di fuori c’è chi lo sostiene. Per l’economista Giulio Sapelli questa è un’opportunità unica per slegare l’Italia dalle regole del fiscal compact. Secondo il  professore di Economia Politica all’Università degli Studi di Milano “assai pochi economisti di valore concordano con i vincoli del pareggio di bilancio (…) una scelta estremamente improvvida”.

Persino il Fondo Monetario Internazionale l’anno scorso ha ammesso che l’austerity non funziona ed è controproducente. Per Gustavo Piga, professore di Economia all’Università degli Studi di Roma, che ha espresso la sua opinione sul Sole 24 Ore di oggi, l’impianto di regole europee del patto di stabilità va rivisto. Tagliare le tasse senza investire come vorrebbe fare l’ex premier Renzi se uscirà vittorioso dalle prossime elezioni politiche del 2018, però, rischia di non fare decollare abbastanza la crescita, osserva Marco Ruffolo di La Repubblica.