PD smentisce Renzi: trivelle Adriatico inutili, petrolio di bassa qualità

16 Gennaio 2016, di Daniele Chicca

ROMA (WSI) – Un gruppo di esponenti del PD, guidato dal presidente della Commissione per le Politiche Ue della Camera, ritiene che sia una cattiva idea effettuare ricerche di petrolio al largo delle Tremiti. L’appello al governo a fare un passo indietro era già arrivato nei giorni scorsi da tutti i parlamentari pugliesi del partito di Matteo Renzi.

Il fuoco contro il premier arriva ancora una volta dal fronte amico. Il deputato pugliese Michele Bordo, del PD, ha sottolineato la pericolosità rappresentata dai lavori di estrazione di petrolio in mare, per di più se di bassa qualità.

“La legge di Stabilità stabilendo che non è possibile effettuare ricerche petrolifere entro 12 miglia dalla costa ha segnato un positivo passo in avanti”, ha dichiarato Bordo, evidenziando al contempo la pericolosità potenziale dell’estrazione di petrolio di bassa qualità nell’Adriatico.

I sindacati della CISL hanno espresso anche loro la contrarietà al progetto, criticando l’esecutivo per non avere una vera e propria strategie in materia energetica.

“Il mare è un valore” ha detto il numero uno della CISL Giulo Colecchia, osservando che le trivellazioni rischiano di compromettere natura e ambiente senza dare alcuna reale risposta alle esigenze energetiche.

“Non sono per i no a prescindere – ha proseguito il sindacalista – ma non comprendo perché il mare sia considerato un luogo da violare invece che da valorizzare”.

 

L’articolo è stato modificato per correggere il ruolo di Michele Bordo, che non è commissario Ue, bensì deputato e presidente della Commissione per le Politiche Ue della Camera