Ue ottimista ma a Strasburgo “mendicanti per strada”

11 Settembre 2013, di Redazione Wall Street Italia

STRASBURGO (WSI) – Salvo che per l’Italia, il presidente della Commissione europea Jose Manuel Barroso vede uno scenario economico roseo un po’ ovunque nell’Unione Europea. L’ottimismo paventato dal piu’ alto funzionario europeo e’ stato pero’ immediatamente criticato dai rappresentati dei paesi del Sud d’Europa in maggiore difficolta’.

L’europarlamentare cipriota Takis Hadjigeorgiou ha detto che per essere cosi’ ottimista Barroso deve probabilmente vivere in un’Europa diversa da quella in cui vivono tutti gli altri. Citati i mendicanti nelle strade di Strasburgo e il costoso piano di salvataggio del suo paese.

“Nel mio paese, dove le decisioni prese dalla Troika hanno distrutto l’economia, la commissione tripartitica viene ora associata alla crisi economica”.

Anche un altro esponente di orientamento di sinistra, l’europarlamentare spagnolo del partito socialista Juan Lopez Aguilar, ha attaccato Barroso, criticandolo per il suo esagerato ottimismo.

“In Spagna la gente ha rinunciato alla speranza di ottenere un lavoro. Abbiamo bisogno di fare di piu’ per stimolare la ripresa economica. L’Europa ha registrato una crescita misera finora”.

Parole ancora piu’ dure quelle pronunciate dall’euroscettico e populista Nigel Farage, del Partito britannico di destra dell’Indipendenza (UKIP). “L’euro morira’ di una morte lenta e dolorosa”.

Barroso ha risposto sminuendo le accuse di cieco ottimismo, sottolineando che non ha mai dichiarato finita la crisi. “E’ una crisi politica grave ed e’ richiesta una grande saggezza perche’ venga garantita unita’ e diversita’”.

“In questo momento di ripresa economica fragile, il rischio più grande che vedo è politico, è la mancanza di stabilità, di perseveranza, di coerenza”, da parte dei responsabili politici europei, aveva detto il presidente della Commissione europea a Strasburgo durante il suo discorso sullo Stato dell’Unione davanti all’Europarlamento.
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Barroso ha passato in rassegna i segnali positivi dell’ultimo trimestri in quasi tutti i paesi colpiti più duramente dalla crisi, salvo che in Italia, dove il Pil resta di segno negativo.

“Qualunque dubbio dei governi sulle riforme da portare avanti viene subito punito dai mercati, mentre le riforme attuate sono subito apprezzate”, ha aggiunto il presidente della Commissione, citando poi il trattato sulla costanza dell’umanista del sedicesimo secolo Justus Lipsius, a cui è dedicato il palazzo del Consiglio Ue.

“Un anno fa – ha continutato Barroso – dissi che nonostante gli sforzi da noi fatti contro la crisi non avevamo convinto cittadini e mercati; un anno dopo la fiducia sta tornando sui mercati e tra i consumatori, gli ‘spread’ sono calati e i paesi più vulnerabili alla crisi si stanno impegnando in riforme che stanno cominciando a portare frutti“.

“In Spagna le esportazioni sono crescite e rappresentano il 33% del Pil, il livello più alto da quando c’è l’euro; l’Irlanda, al terzo anno di crescita, è riuscita a tornare sui mercati dei capitali e le sue imprese stanno ricominciando ad assumere; in Portogallo la crescita è di ritorno; la Grecia ha operato correzioni di bilancio notevoli e quest’anno dovrebbe avere un avanzo primario; Cipro sta attuando nei tempi i programmi concordati, che sono un requisito per la crescita. Per tutta l’Europa – ha concluso il presidente della Commissione – la ripresa è più vicina, e anche se bisogna restare realisti, una rondine non fa primavera, e neanche un bel trimestre, non sottovalutiamo i risultati positivi”.

Per Barroso, ora, l’Ue deve concentrare i propri sforzi su due obiettivi: lottare contro la disoccupazione giovanile e realizzare l’unione bancaria.