Economia

Ue: liquidare le banche senza far pagare i contribuenti

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BRUXELLES (WSI) – Tutto è pronto: i contribuenti europei non pagheranno più per i fallimenti delle banche.

Sta prendendo forma il progetto della Commissione Europea per la creazione di un meccanismo di risoluzione unica (MRU), una struttura evocata per la prima volta nel settembre del 2012, all’apice della crisi bancaria in Europa.

Per le autorità europee si tratta di evitare nuove crisi, di assicurare la supervisione continua delle attività bancarie e di reagire rapidamente in casi di allarme rosso.

“Il meccanismo ha l’obiettivo ambizioso di spezzare il circolo vizioso tra crisi del debito sovrano e fallimenti bancari”, ha spiegato ieri il commissario Michel Barnier, il cui ruolo principale è occuparsi del Mercato interno.

La Commissione Ue l’ha finalmente capito: i contribuenti non possono essere sollecitati per salvare le banche.

L’MRU è uno dei pilastri dell’unione bancaria e avrà il compito di gestire le operazioni di liquidazione delle banche. Il progetto è ancora allo stadio utopistico, tuttavia, perché se ne riparlerà solo dopo lo svolgimento delle elezioni autunnali in Germania.

Il meccanismo di supervisione unica assicurato dalla Bce non sarà completo fino a quando non verrà integrato con l’MRU, che consentirebbe alle autorità europee di intervenire appena una banca del continente si trova in acque agitate.

L’idea è affrontare le difficoltà finanziarie ed evitare che altri istituti fragili vengano contagiati, il che avrebbe peraltro anche un impatto negativo sull’economia reale.

Secondo Michel Barnier, le banche sono la fonte principale di finanziamento (80%) di tutte le attività economiche in Europa. Per far un paragone, il rapporto è solamente del 25% negli Stati Uniti.

Alla luce delle misure approvate durante l’ultimo Ecofin e che entreranno in vigore a partire dal 2018, come sottolinea Pietro Di Lorenzo sul suo blog banche “non è più corretto parlare di bail –out delle banche (ossia salvataggio a carico dei contribuenti) ma di bail – in, il salvataggio diventa un onere dei privati (azionisti e creditori della banca), che sono chiamati a coprire fino all’8% delle passività totali”.

Nel programma, inoltre è stato stabilito che ogni Stato Nazionale deve dotarsi di un fondo di liquidazione, con una dotazione pari all’0.8% dei depositi garantiti, che servirà a garantire fino al 5% delle passività, ciò al fine di scongiurare il ricorso al Meccanismo Europeo di Stabilità (ESM), il quale interverrà solo in casi eccezionali.