Ucraina chiede aiuto a Ue, Usa e Nato

2 Marzo 2014, di Redazione Wall Street Italia

ARMIANK (UCRAINA) – Miliziani armati fino ai denti hanno impedito l’accesso a diversi giornalisti stranieri al check-point nei pressi di Armiank, nel nord della Crimea. Lo ha constatato l’inviato ANSA. Tra le troupe respinte quelle di Bbc, della tv pubblica olandese Nos e di Mtv Finlandia. Ai reporter sono anche stati requisiti i giubbotti antiproiettile. Lungo la “linea di frontiera” i miliziani scavano buche per posizionare armamenti difensivi e cecchini.

La Russia di Vladimir Putin è pronta a invadere l’Ucraina. E in parte l’ha già fatto. Migliaia di militari russi – da 6mila a 28mila – sarebbero già in Crimea, penisola russofona che fa parte dell’Ucraina ma in cui da alcuni giorni soffiano impetuosi venti di secessione e dove Kiev sembra non avere più alcun potere.

Drammatica telefonata di 90 minuti tra Putin e Obama, con il presidente russo che ha ribadito la volonta’ di proteggere i propri interessi in Ucraina e il presidente Usa che ha condannato l’intervento militare russo e annunciando l’assenza degli Stati Uniti dalle riunione preparatorie del G8. ‘L’intervento della Russia in Ucraina e’ privo di basi legali, ha detto l’ambasciatrice americana alle Nazioni Unite, Samantha Power, chiedendo che vengano inviati immediatamente controllori di Onu e Osce nell’ex repubblica sovietica, mentre il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, ha fatto sapere di aver parlato con il presidente russo.

[ARTICLEIMAGE] Intanto il Senato russo ha approvato all’unanimità l’invio di truppe anche se Putin non ha ancora preso una decisione definitiva. Da parte sua il governo ucraino ha messo l’esercito in stato di allerta,a avvertendo la Russia di essere pronta alla guerra e chiedendo a Ue, Usa e Nato di valutare tutti le possibili opzioni per proteggere la sua integrità territoriale.

Ma non è solo la Crimea a ribollire. Anche nelle altre regioni sud-orientali dell’Ucraina – anch’esse culturalmente e linguisticamente vicine alla Russia – la tensione sta salendo vertiginosamente e i palazzi dell’amministrazione regionale di Kharkiv e Donetsk sono già caduti in mano agli insorti filorussi, non senza violenze.

[ARTICLEIMAGE] Il nuovo governo di Kiev ha denunciato che in Crimea ci sono già 6.000 soldati russi e 30 blindati, che hanno già preso posizione in punti strategici della penisola, mentre un gruppo di giornalisti investigativi parla addirittura di 28.000 militari di Mosca, quasi cinque volte quanto stimato dalle nuove autorità ucraine. Secondo la testata online Tizhden.ua, inoltre, ci sarebbero soldati russi anche al di fuori della Crimea e una colonna di mezzi blindati sarebbe in movimento nella regione di Zaporizhia, nell’Ucraina sud-orientale. Non solo: centinaia di uomini armati bloccano il parlamento e il governo della Crimea, nonché gli aeroporti di Sinferopoli e Belbek, vicino a Sebastopoli. Mosca nega che siano propri soldati ma c’è chi ipotizza che si tratti di agenti del Gru, i potenti e misteriosi servizi segreti militari russi.

Il possibile ricorso alla forza da parte del Cremlino e lo spettro di un’invasione del territorio ucraino hanno messo in allarme la comunità internazionale. La cancelliera tedesca Angela Merkel e il ministro degli Esteri di Londra, William Hague, hanno criticato l’escalation della tensione in Crimea, e il capo della diplomazia Ue Catherine Ashton ha detto di “deplorare” la decisione russa di usare le forze armate, mentre Bruxelles ha fissato per lunedì una riunione straordinaria del Consiglio dei ministri degli Esteri per fare il punto sulla situazione. Ma è soprattutto Washington ad avvertire Mosca. Come tutta risposta, la commissione Esteri del Senato russo ha chiesto a Putin di richiamare il proprio ambasciatore negli Stati Uniti.

[ARTICLEIMAGE] Il leader del Cremlino dice di premere per l’azione militare “per normalizzare la situazione socio-politica” in Ucraina, che, a suo avviso, minaccia “la vita dei cittadini russi” e “dell’organico del contingente militare delle forze armate della Russia dislocato in conformità ad un accordo internazionale in territorio ucraino”. Anzi, secondo le autorità russe, ben 143.000 ucraini si sarebbero rifugiati in Russia per “salvarsi dall’oltranzismo dei radicali che hanno preso il potere a Kiev”.

Intanto il nuovo governo della Crimea, che il presidente ad interim ucraino Oleksandr Turcinov ha definito “illegittimo” (è stato eletto da un parlamento occupato da filorussi armati), ha deciso di anticipare il referendum per una maggiore autonomia della regione dal 25 maggio al 30 marzo, mentre nei prossimi giorni il parlamento russo esaminerà una proposta di legge per facilitare l’assorbimento di nuovi territori senza bisogno di un trattato internazionale. La rivolta pro-Mosca sta però montando anche nell’Ucraina orientale. A Kharkiv circa 300 filorussi, alcuni dei quali armati, hanno sfondato un cordone di sostenitori delle nuove autorità ucraine e – incitati da una folla di 20.000 persone – hanno occupato il palazzo della Regione, issandovi il tricolore russo. Negli scontri sono rimaste ferite decine di persone. A Donetsk 10.000 manifestanti sono scesi in piazza sventolando la bandiera russa e anche lì la sede della Regione è stata occupata, mentre il comandante degli insorti, Pavel Gubarev, è stato eletto governatore. Sono le ultime ore per cercare di evitare il peggio: oltre al tentativo di mediazione europea, in campo torna anche Iulia Timoshenko, attesa a Mosca lunedì per uno sforzo di ricucitura in extremis.

La necessità di garantire unità, sovranità, inclusività e integrità territoriale dell’Ucraina è stata sottolineata dal ministro degli Esteri Federica Mogherini in una “conference call” con l’Alto Rappresentante Ue per la politica estera Ashton e con alcuni colleghi, tra cui Kerry, Hague, Fabius e Sikorski. Ogni violazione di questi principi, ha sottolineato Mogherini sarebbe del tutto inaccettabile.

Il Senato di Mosca ha approvato la richiesta del presidente russo Vladimir Putin di inviare truppe in Ucraina “per normalizzare la situazione”, chiedendo anche che venga richiamato l’ambasciatore russo negli Stati Uniti in relazione alle affermazioni di Barack Obama. Dagli Usa intanto fonti della Casa Bianca fanno sapere che si sta “monitorando da vicino la situazione, consultandoci con nostri partner, e considerando i costi potenziali, le conseguenze di cui ha parlato il presidente Obama”. Su richiesta della Gran Bretagna alle 14 (le 20 in Italia) si terrà una riunione straordinaria del Consiglio di sicurezza dell’Onu. L’ex premier ucraina Iulia Timoshenko è attesa a Mosca il 3 marzo per cercare di risolvere la situazione di crisi in Crimea. Lo fa sapere l’agenzia di stampa statale russa Itar-Tass.

Cremlino frena, no decisioni operative – Non c’e’ ancora alcuna decisione operativa di Vladimir Putin sul ricorso all’esercito russo in Ucraina, pur autorizzato sulla carta dal senato: lo ha precisato Dmitri Peskov, portavoce del Cremlino, citato da Ria Novosti.

Lunedì consiglio straordinario esteri Ue – Un Consiglio dei ministri degli Esteri Ue straordinario si terrà lunedì prossimo, alle 13, per fare il punto sulla situazione in Ucraina.

Il ministro della Difesa italiano, Roberta Pinotti, sta seguendo “con attenzione e preoccupazione” insieme allo Stato maggiore della Difesa, l’evolversi della situazione. Anche il ministro degli esteri Federica Mogherini sta seguendo dalla Farnesina l’evoluzione della situazione in Ucraina, in particolare in Crimea, e a Mosca. Il ministro mantiene continui contatti con la Presidenza del Consiglio, con i nostri Ambasciatori a Kiev e Mosca e con i principali colleghi europei.

Assalto a Parlamento Crimea, truppe russe a Sud-Est – Intanto decine di uomini armati con kalashnikov e incappucciati, in uniforme non identificabile, si sono posizionati vicino al Parlamento della Crimea, nella capitale Simferopoli. Il Palazzo è stato poi assaltato dai filorussi, provocando decine di feriti. I filo-russi assediano anche il quartier generale della Guardia costiera in Crimea e le truppe russe in territorio ucraino si stanno muovendo non solo in Crimea. La testata online Tizhden.ua segnala una colonna di mezzi blindati di Mosca in movimento nella regione di Zaporizhia, nell’Ucraina sud-orientale.

Leader protesta chiede mobilitazione esercito – L’ex pugile Vitali Klitschko, uno dei leader della protesta che ha portato alla destituzione in Ucraina del presidente Viktor Ianukovich, ha chiesto la mobilitazione generale dell’esercito ucraino contro “l’aggressione russa”. Klitschko ha pure invocato una riunione d’urgenza del Consiglio di sicurezza dell’Onu

Il drammatico sviluppo è giunto al termine di una mattinata in cui le notizie provenienti dal paese ed in particolare dalla Crimea si sono fatte sempre più incalzanti ed il contagio delle manifestazioni filo russe si e’ esteso anche alle regioni sudorientali del paese.

Il ministro della difesa ucraino aveva gia’ annunciato l’arrivo in Crimea di 6.000 soldati e di 30 blindati russi, mentre il neopremier della regione autonoma Serghiei Aksionov, eletto giovedì scorso dopo l’occupazione del parlamento locale da parte di elementi filorussi armati, aveva chiesto a Putin di “aiutare a garantire la pace e la calma nel territorio di Crimea”. Un grido subito raccolto da un responsabile del Cremlino che aveva detto che Mosca non avrebbe ignorato la richiesta. La Duma poi ha fatto appello al presidente Putin affinché “siano usate tutte le misure per stabilizzare la situazione in Crimea e proteggere la popolazione”. Ancora piu’ esplicita era stata la Presidente del Senato russo che aveva preannunciato la possibilità dell’invio di truppe.

Anche nelle piazze intanto i filorussi alzano il tiro. A Donetsk, nell’sudest dell’Ucraina, feudo dell’ex presidente ucraino Viktor Ianukovich, sono scese in piazza 10.000 persone sventolando bandiere russe, mentre a Kharkiv, sempre nelle regioni orientali, insorti filorussi hanno occupato il palazzo dell’amministrazione regionale e decine di persone sono rimaste ferite nell’assalto.

Un’accelerazione si registra anche sul fronte del futuro status della Crimea. Il nuovo governo di Simferopoli, che il premier ucraino Arseni Iatseniuk ha oggi definito “illegittimo”, ha deciso di anticipare il referendum per una maggiore autonomia della regione al 30 marzo dal 25 maggio inizialmente previsto, mentre nei prossimi giorni il parlamento russo esaminerà una proposta di legge che facilita l’assorbimento di nuovi territori senza bisogno della firma di un trattato internazionale. Sarà appunto sufficiente organizzare un referendum.

Sembra rimanere quindi assolutamente inascoltato l’appello lanciato dal ministro degli esteri ucraino Andrei Deshizia che ha auspicato un “dialogo con la Russia”. “Non dobbiamo passarci pezzi di carta – ha detto – Io parlo russo, posso comunicare”. Pure nel vuoto sembrano cadere gli appelli a preservare “l’integrità” e “la democrazia” dell’Ucraina dalla cancelliera tedesca Angela Merkel, dal presidente della Commissione europea Jose Manuel Barroso e da altre voci europee.

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Il presidente russo Vladimir Putin ha chiesto alla Camera alta del parlamento di Mosca di dare via libera all’utilizzo di truppe russe in Ucraina. La Camera gli ha dato l’ok. Lo riferisce il Cremlino. La richiesta è arrivata al termine di dibattiti nei due rami del parlamento sulla necessità di stabilizzare la situazione in Crimea.

Kharkiv. Un gruppo di insorti filorussi ha occupato il palazzo dell’amministrazione regionale di Kharkiv, nell’Ucraina orientale a prevalenza russofona. Lo fa sapere l’agenzia Interfax. Decine di persone sono rimaste ferite nell’assalto.

Cortei a Kharkiv e Donetsk. Con i cortei di migliaia di filorussi a Donetsk, feudo dell’ex presidente Viktor Ianukovich , e a Karkiv, dove la manifestazione è sfociata in scontri con decine di feriti e nell’occupazione dell’amministrazione regionale, le tensioni della Crimea si allargano al sud-est del Paese, storicamente russofono. Anche in queste due città sventolano le bandiere russe e si gridano slogan che inneggiano a Mosca.

Presidente Ucraina Turcinov. Il presidente ad interim ucraino Oleksandr Turcinov ha definito «illegale» l’elezione a premier della Crimea del leader del partito ‘Unità russa’ Serghiei Aksionov. Aksionov è stato eletto il 27 febbraio in un parlamento occupato da uomini armati filorussi e ha definito presidente «legittimo» il deposto Viktor Ianukovich.

La Russia nelel scorse ore aveva detto che non avrebbe ignorato la richiesta di aiuto dirigenti della Crimea. Mentre Kiev denuncia la presenza di 6.000 soldati russi nella regione nonché l’invio da Mosca di 30 blindati. Forze russe, inoltre, stanno cercando di assumere il controllo di una base missilistica antiaerea in Crimea. A riferirlo è l’Interfax che cita fonti militari ucraine. Il presidente Usa Barack Obama ha avvertito che un’invasione «avrebbe un costo». Braccio di ferro al Consiglio di Sicurezza Onu dopo la richiesta di una riunione urgente da parte dell’Ucraina, citando la minaccia dell’integrità territoriale del Paese.

Soldati russi in Crimea. Gruppi di cosacchi russi pattugliano insieme a forze della Crimea il checkpoint nei pressi della città di Armiansk lungo la linea che segna l’inizio della Crimea. Al checkpoint si notano anche almeno due postazioni di mitragliatrici. L’Ucraina ha fatto sapere che si rifiuta di rispondere «con la forza» alla «provocazione» russa, dopo il dispiegamento di militari sul territorio della repubblica autonoma di Crimea. Lo ha detto il premier ucraino, Arseni Iatseniuk. «La presenza inadeguata dei militari russi in Crimea è una provocazione», ma «i tentativi di far reagire l’Ucraina con la forza è fallito», ha detto.

«Blindati russi in Crimea». La Russia ha inviato 30 blindati russi in Crimea. Lo ha detto il ministro della Difesa ucraino, Igor Peniuk. Lo stesso ha riferito che Mosca ha inviato 6mila soldati. I rinforzi sono iniziati ieri senza «preavviso o il permesso dell’Ucraina, in contrasto con i principi di non ingerenza negli affari degli stati confinanti. È stato anticipato dal 25 maggio al 30 marzo il referendum sullo status della Crimea: lo ha confermato il portavoce del premier filo russo della Crimea Serghei Aksenov.

La richiesta di aiuto. «La Russia non ignorerà questa richiesta», ha dichiarato un responsabile dell’amministrazione presidenziale russa alla Ria Novosti. Una “rassicurazione” che arriva dopo che il neo premier della Crimea ha chiesto l’aiuto di Vladimir Putin per restaurare la «pace e la calma» nella regione. «Tenendo conto della mia responsabilità per la vita e la sicurezza dei cittadini, chiedo al presidente Putin di aiutare a garantire la pace e la calma sul territorio della Crimea», ha detto Serghiei Aksionov, nominato dopo la destituzione giovedì scorso del governo locale da parte dei deputati, in un discorso trasmesso per esteso dalla televisione di Stato russa. Lo stesso premier al momento della sua nomina, avvenuta nel parlamento di Crimea occupato da una trentina di filorussi armati e in mimetica, aveva detto che Victor Ianukovich è il legittimo presidente dell’Ucraina.

Obama: un’invasione avrebbe un costo. Intanto ieri sera Obama ha detto pubblicamente che gli Stati Uniti sono «profondamente preoccupati». Il rpesidente Usa ha ammonito Mosca che ogni intervento armato nella crisi ucraina «sarebbe profondamente destabilizzante per l’Ucraina e potenzialmente pericoloso» e, «sarebbe una chiara violazione dell’impegno russo al rispetto dell’indipendenza, della sovranità e delle frontiere dell’Ucraina, delle leggi internazionali». Soprattutto: avrebbe «un costo».

La minaccia di Gazprom. L’Ucraina ha «un’enorme» debito di gas non pagato alla Russia pari a 1,55 miliardi di dollari, ha avvertito intanto il gigante dell’energia russo Gazprom sottolineando che il prezzo di favore accordato a Kiev da Mosca potrebbe essere messo in discussione. «Abbiamo buoni rapporti con l’Ucraina, il transito funziona, bisogna solo pagare il gas… Al momento gli arretrati del pagamento ammontano a 1,549 miliardi di dollari», ha detto un portavoce di Gazprom, Serghiei Kuprianov, all’agenzia russa Ria Novosti.

L’assalto al Parlamento. Intanto vari media, tra cui la Bbc, hanno diffuso un video che mostra i militari armati che irrompono giovedì mattina nel parlamento della repubblica autonoma di Crimea, ripresi dalle telecamere di sicurezza a circuito chiuso. Sulla scena è ancora notte e si vedono gli uomini armati, con divise e giubbotti antiproiettili, armati di fucili d’assalto, alcuni con il silenziatore, e mitragliatrici, con elmetti in kevlar, senza insegne militari ma con fascette bianche attorno alle braccia, i volti coperti, che fanno irruzione da un’ingresso laterale. Alcuni di essi sotto il giubbotto e l’elmetto hanno abiti civili: tute o pile colorati. Una paio di uomini della sicurezza locale, che non si oppongono, vengono immobilizzati e perquisiti. All’interno e all’esterno si vede del fumo. Alcuni degli uomini armati – non è ovviamente possibile capire se si tratti di militari russi o di miliziani filo-russi locali – trasportano dei pesanti cilindri di metallo.

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“Un aiuto per ristabilire la calma e la pace sulla penisola ribelle”. La richiesta a Vladimir Putin arriva direttamente dal neo premier filo russo della Crimea, Sergiy Aksyonov, dopo giorni di blitz, di violenze, di tensione alle stelle nella regione. Immediata la risposta del Cremlino che, in un comunicato, garantisce: la Russia non ignorerà la richiesta di aiuto. E proprio ieri sera Putin ha rotto un silenzio sulla questione ucraina che ormai gravava da settimane: ha chiamato il premier britannico Cameron, la cancelliera tedesca Merkel e il presidente Ue, Van Rompuy, per sottolineare l’estrema importanza di evitare qualsiasi ulteriore escalation di violenza” in Ucraina e “la necessità di una rapida normalizzazione della situazione”.

Obama alla Russia: ogni intervento armato nella crisi ucraina avrebbe un costo
E ieri sera, al termine di una giornata convulsa, piena di notizie contrastanti proprio dal fronte ucraino, da Washington Barack Obama ha preso la parola. In una brevissima conferenza stampa allestita all’ultimo nella sala briefing della Casa Bianca, il presidente Usa ha parlato della vicenda in Crimea manifestando la preoccupazione degli Stati Uniti per le informazioni di movimenti di militari della Federazione Russa in Ucraina. Poi l’avvertimento a Mosca: “Ogni intervento armato nella crisi ucraina sarebbe profondamente destabilizzante per l’Ucraina e potenzialmente pericoloso”. Poi ancora: Obama parla di “chiara violazione dell’impegno russo al rispetto dell’indipendenza, della sovranità e delle frontiere dell’Ucraina, delle leggi internazionali”. E ieri, proprio dalla Casa Bianca, è filtrata l’ipotesi che il presidente potrebbe disertare il prossimo G8 di Sochi previsto a giungo.

Kiev: Mosca ha inviato 2mila parà in Crimea

Tensione altissima, quindi, nella penisola meridionale russofona dell’Ucraina. Ed è di questa mattina la notizia che alcuni gruppi di cosacchi russi stanno pattugliando, insieme a forze di socurezza crimee, il checkpoint nei pressi della città di Armiansk lungo la linea che segna l’inizio della Crimea. Ci sarebbero almeno due postazioni di mitragliatrici.

Kiev: 2mila parà russi in crimea

Ieri il governo di Kiev ha accusato Mosca di aggressione dopo l'”invasione”, come l’ha definita ieri il ministro dell’Interno di Kiev, di due aeroporti in Crimea: quello di Simferopoli e quello di Sebastopoli. Secondo il governo ucraino, la Russia avrebbe inviato in Crimea circa 2mila paracadutisti a bordo di13 aerei militari.

Gazprom all’Ucraina: debito enorme

Poi c’è la questione, per niente irrilevante, della fornitura di gas. ?L’Ucraina – ha fatto sapere un portavoce del gigante energetico russo Gazprom all’agenzia russa Ria Novosti – ha “un’enorme” debito di gas non pagato alla Russia pari a 1,55 miliardi di dollari. In più, il prezzo di favore accordato a Kiev da Mosca potrebbe essere messo in discussione. “Abbiamo buoni rapporti con l’Ucraina, il transito funziona, bisogna solo pagare il gas”.

Onu, Consiglio di Sicurezza straordinario. Usa: serve mediazione internazionale

Convocato ieri, su richiesta del governo di Kiev, il Consiglio di sicurezza dell’Onu ha tenuto un vertice di emergenza dove l’ambasciatore ucraino, Iuri Sergeyev ha chiesto “aiuto perché si preservi l’integrità territoriale”. L’ambasciatrice Usa, Samantha Power, ha chiesto che si attivi subito una “mediazione internazionale” per tutelare l’incolumità e la sovranità del territorio.

Crimea, il controllo di due aeroporti

Ieri notte due importanti aeroporti della penisola russofona ucraina sono caduti in mano ai miliziani filorussi: quello della capitale Simferopoli e quello di Belbek, a 20 chilometri da Sebastopoli, dove è di stanza la flotta russa del Mar Nero. Non è ben chiaro se gli autori di questi blitz siano stati paramilitari filorussi o truppe regolari di Mosca, sulle cui mimetiche non c’è alcun segno distintivo. La flotta di stanza nel Mar Nero ha negato qualsiasi coinvolgimento. Kiev denuncia anche la violazione dello spazio aereo da parte di elicotteri russi.

Il presidente ucraino Turchynov: aggressione Crimea finalizzata all’annessione

Già ieri mattina il ministro dell’Interno ucraino, Arsen Avakov, aveva accusato Mosca di “invasione armata”. Il neopremieri Oleksander Turchynov aveva lanciato un appello a Putin via TV per lo stop immediato dell’aggressione che, secondo Kiev, avrebbe come obiettivo provocare una reazione ucraina e annettere poi con la forza la Crimea. Le forze di Kiev non hanno più il controllo della penisola

Mosca: passaporto russo ai Berkut, le teste di cuoio accusate di violenze contro i manifestanti

Da Mosca, intanto, ieri è arrivata la direttiva al Consolato Russo di Sinferopoli: rilasciare il passaporto russo ai Berkut, le teste di cuoio accusate di numerosi crimini per reprimere la rivolta filoeuropeista anti Yanukovich. Il presidente deposto da Rostov sul Don ha dichiarato che continuerà a lottare per sconfiggere i “giovani neofascisti” e che non si candiderà alle presidenziali di maggio perchè le considera illegittime. E mentre la Procura Generale di Kiev annuncia di aver spiccato mandati di arresto per una decina di figure di spicco del suo regime anticipa anche che chiederà la sua estradizione dalla Russia.

Putin: evitare escalation, necessaria normalizzazione

Ieri pomeriggio la notizia che da giorni, se non da settimane ci si attendeva: Vladimir Putin ha rotto il silenzio sull’Ucraina. In una nota il Cremlino riferisce che il presidente ha telefonato al premier britannico David Cameron, alla cancelliera tedesca Angela Merkel e al presidente Ue, Herman Van Rompuy per sottolineare l’estrema importanza di evitare qualsiasi ulteriore escalation di violenza” in Ucraina e “la necessità di una rapida
normalizzazione della situazione”. “Gli ultimi sviluppi della crisi ucraina – continua il comunicato – sono stati affrontati (nei colloqui) in modo sostanziali.

Yanukovich: no a separazione Crimea da Ucraina, sì a rapporti con Russia

E proprio dalla Russia, ieri pomeriggio verso le 14 ora italiana il presidente deposto ucraino Viktor Yanukovich ha tenuto la sua prima conferenza stampa da latitante. L’ex “uomo forte di Kiev” ha fatto sapere che “la Crimea deve rimanere parte integrante dell’Ucraina pur mantenendo legami con la Russia”. Di nuovo ha denunciato quello che chiama un golpe per la rottura dell’accordo firmato il 21 febbraio con le opposizioni. Intanto Svizzera, Autria e Lichetenstein hanno congelato i beni di una ventina di leader ucraini. Lui compreso.

Kiev: caccia a Yanukovich e ai suoi fedelissimi

Il nuovo governo chiederà alla Russia l’estradizione di Yanukovich mentre cerca i suoi uomini forti all’interno dei confini nazionali. La Procura Generale ucraina ha spiccato mandati d’arresto a carico di dieci esponenti del passato regime tra cui Viktor Pshonka, gli ex ministri dell’Interno e della Giustizia. L’accusa, per tutti, è di concorso in strage.

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In Crimea cominciano a soffiare pericolosi venti di guerra, malgrado i primi accenni di dialogo diplomatico fra Russia e Occidente sulla patata bollente ucraina. Kiev grida all’invasione e alla provocazione, affermando che Mosca ha già inviato 2.000 parà in Crimea, mentre il presidente ad interim, Oleksandr Turcinov, accusa la Russia di Vladimir Putin di voler provocare un conflitto, con una «aggressione non dissimulata», per poi «annettersi il territorio».

Barack Obama si è detto «profondamente preoccupato dalla notizia di spostamenti di truppe russe in Ucraina» e ha avvertito che «ogni violazione della sovranità dell’Ucraina sarebbe profondamente destabilizzante» concludendo che sarebbe molto costoso, per qualunque Paese, (Russia, ndr) qualsiasi tipo di intervento militare in Ucraina. «La situazione è fluida – ha continuato – abbiamo contatti continui con le autorità russe».

Uomini armati presidiano da stamattina due importanti aeroporti della penisola russofona ucraina: quello della capitale Simferopoli e quello di Belbek, a 20 chilometri da Sebastopoli, dove è di stanza la flotta russa del Mar Nero. Non è ben chiaro se gli autori di questi blitz – sulle cui mimetiche non c’è alcun segno distintivo – siano paramilitari filorussi o delle truppe regolari di Mosca. La flotta del Mar Nero ha escluso il coinvolgimento di propri militari nell’occupazione dell’aeroporto di Belbek.

Il nuovo potere di Kiev in Crimea grida stasera apertamente alla presunta «invasione» di 2.000 militari russi aviotrasportati a Simferopoli. Già in mattinata il ministro dell’Interno ucraino, Arsen Avakov, aveva del resto accusato Mosca di «invasione armata». «Mi rivolgo personalmente al presidente Putin – ha poi detto in serata Turcinov alla tv – per chiedergli di fermare immediatamente la sua aggressione non dissimulata e di ritirare i suoi militari in Crimea. Secondo lui si vuole «provocare il conflitto per poi annettersi il territorio».

La tensione nella russofona Crimea è in effetti altissima, e sembra sempre più evidente che le autorità ucraine non hanno la situazione sotto controllo. Il Foreign Office ha consigliato ai britannici di lasciare la penisola e in serata si è riunito il Consiglio di Sicurezza dell’Onu per «consultazioni», nel quale l’ambasciatore di Kiev ha chiesto che si aiuti l’Ucraina a mantenere la propria integrità. Dopo una serie di telefonate con il premier britannico David Cameron, la cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente Ue, Herman Van Rompuy, è stato comunque lo stesso Putin, rompendo giorni di gelido silenzio, a invitare alla calma per evitare «un’ulteriore escalation della violenza». Secondo Downing Street, inoltre, il leader del Cremlino si sarebbe confermato d’accordo sulla necessità di rispettare l’integrità territoriale dell’Ucraina.

Ma a puntare il dito contro la Russia è anche uno dei maggiori leader politici ucraini, l’ex pugile Vitali Klitschko, che dopo aver annunciato che l’ex premier Iulia Timoshenko si candiderà (come lui) alle presidenziali del 25 maggio, ha anche denunciato che soldati di Mosca stanno partecipando alle azioni militari in Crimea. E in tutto questo – proprio mentre l’Ue definisce «legittimo» il nuovo governo transitorio di Kiev e si dice «pronta a firmare» un accordo di associazione con l’Ucraina – il deposto presidente Viktor Ianukovich riappare per la prima volta in Russia, a Rostov sul Don, in una conferenza stampa in cui bolla il nuovo potere rivoluzionario come «neofascista» e accusa la «politica irresponsabile» dell’Occidente per la crisi e i morti di una «sceneggiatura non scritta in Ucraina».

Non solo, ma Ianukovich sostiene anche di voler «continuare a lottare per il futuro» del Paese, «contro il terrore e la paura». E in Crimea c’è anche chi lo appoggia: per il presidente del Parlamento della penisola, Volodimir Konstantinov, Ianukovich è il capo di Stato «in carica», e anche per il leader del partito “Unita” russa Serghiei Aksionov, eletto premier ieri, si tratta del «legittimo» presidente. A Washington la pensano in modo opposto: secondo la portavoce del dipartimento di Stato Usa, Jen Psaki, Ianukovich ha ormai perso «ogni legittimità».

Intanto, le nuove autorità di Kiev hanno chiesto ufficialmente alla Russia l’estradizione dell’ex presidente, ricercato per «omicidio di massa» le decine di morti di Kiev della settimana scorsa. Ma Mosca – secondo una fonte citata dall’agenzia Itar-Tass – ha intenzione di «garantire la sicurezza» di Ianukovich. Del resto il presidente della Duma russa, Serghiei Narishkin, ha proposto di chiedere alla “Commissione di Venezia” di valutare la legittimità del nuovo governo provvisorio ucraino, e questo fa capire che considerazione abbia il Cremlino delle attuali autorità di Kiev.

Non solo: Mosca ha anche deciso di accogliere i circa cinquemila `Berkut´ ucraini, le teste di cuoio protagoniste della repressione in piazza Maidan, e per far ciò ha ordinato al proprio consolato generale di Simferopoli di facilitare il rilascio di passaporti russi agli agenti delle forze speciali ucraine disciolte nei giorni scorsi d’autorità dal nuovo potere di Kiev.

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All’aeroporto militare di Gvardiiski, vicino alla capitale della Crimea, Sinferopoli, sono atterrati 13 aerei militari russi Il-76 ognuno con a bordo 150 paracadutisti per un totale di 2.000 soldati. Lo denuncia il rappresentante permanente del presidente ucraino in Crimea, Serghiei Kunitsin, citato dall’agenzia Unian.

Il presidente ucraino ad interim, Aleksandr Turcinov, ha chiesto al leader russo Vladimir Putin di far cessare la “aggressione non dissimulata” in Crimea. “Mi rivolgo personalmente al presidente Putin – ha detto Turcinov in un messaggio alla televisione – per chiedergli di fermare immediatamente la sua aggressione non dissimulata e di ritirare i suoi militari in Crimea. Secondo il presidente ad interim, si tratta di una provocazione di Mosca: “Si provoca il conflitto e poi si annette il territorio”, ha detto.

Obama, intervento Crimea violazione grave – ”Siamo profondamente preoccupati. Ogni intervento in Crimea sarebbe una grave violazione del diritto internazionale e della sovranità ucraina”. Lo ha detto Barack Obama sugli ultimi drammatici sviluppi sulla crisi ucraina. “La situazione è fluida: abbiamo contatti continui con le autorità russe”, ha aggiunto Obama, che poi ha sottolineato: “Un intervento russo in Ucraina avrebbe un costo”. Barack Obama ha sottolineato che un intervento armato ad opera della Russia avrebbe “delle conseguenze”, senza però specificare di che natura. Tuttavia, ha detto Obama “sarebbe profondamente destabilizzante per l’Ucraina e potenzialmente pericoloso”. Il presidente Usa ha quindi ribadito che gli Stati Uniti appoggiano “la sovranità territoriale dell’Ucraina”.

Gli Stati Uniti vedono movimenti militari russi in Crimea “via aria e via mare”. Lo hanno detto alle tv Usa fonti dell’amministrazione Obama.

Il Consiglio di Sicurezza dell’Onu si è riunito sulla crisi in Crimea, prima in forma privata, poi per consultazioni a porte chiuse per ascoltare un briefing di Oscar Fernandez-Tarranco del Dipartimento agli affari politici e l’ambasciatore di Kiev.

Aerei militari della Russia hanno violato lo spazio aereo dell’Ucraina: è quanto afferma un comunicato del ministero degli esteri di Kiev trasmesso a Mosca, nel quale si invitano i russi a “far rientrare immediatamente le truppe e i loro veicoli (in Crimea) alle loro basi”.

Ianukovich, continuerò a lottare – “Io continuero’ a lottare”: cosi’ ha esordito nella sua conferenza stampa il deposto presidnete ucraino Ianukovich, chiedendo il rispetto dell’accordo firmato il 21 febbraio tra lui, i leader dell’opposizione e tre ministri europei, presente anche un rappresentante russo.

Putin invita ad evitare escalation – Vladimir Putin rompe il silenzio sull’Ucraina e invita a evitare una escalation nel Paese: lo ha rende noto il Cremlino riferendo di una serie di telefonate del presidente russo, con il premier britannico David Cameron, la cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente Ue, Herman Van Rompuy.

Usa, Ianukovich ha perso ogni legittimita’ – Gli Stati Uniti ritengono che il deposto presidente ucraino Viktor Ianukovich, lasciando il Paese, abbia ha perso “ogni legittimità”. Lo ha affermato oggi la portavoce del dipartimento di Stato Usa, Jan Psaki.

Mogherini, smembramento scenario da evitare – “Lo smembramento territoriale dell’Ucraina sarebbe lo scenario peggiore, che cerchiamo di evitare. Non c’é alternativa al dialogo inclusivo, è l’unica strada, e posso dire che dai colloqui che ho avuto in questi giorni con colleghi Usa, Ue e Russia,tutti la pensano così. Lo ha detto il ministro degli Esteri Federica Mogherini.

Crimea, aeroporto pattugliato da filo-russi – L’aeroporto di Simferopoli, capitale della Crimea, resta pattugliato in queste ore da ronde armate di miliziani locali filo-russi, alcuni in divisa senza insegne, altri in abiti civili. Lo ha constatato l’Afp sul posto, malgrado le autorità di Kiev abbiano annunciato di aver riportato lo scalo sotto il loro controllo.

Sebastopoli,soldati Kiev “circondati da russi” – Le guardie di frontiera ucraine a Sebastopoli, in Crimea, sostengono che la loro base sia circondata da militari russi dell’810a brigata della flotta del Mar Nero. Secondo gli ucraini, ci sarebbero anche cecchini piazzati sugli edifici attorno alla base.

Timoshenko si candida presidenziali – L’ex ‘pasionaria’ della Rivoluzione arancione filo-occidentale Iulia Timoshenko si candiderà alle presidenziali ucraine fissate per il prossimo 25 maggio. Lo fa sapere l’ex pugile Vitali Klitschko, leader del partito ‘Udar’, alleato di Timoshenko. Anche Klitschko ha più volte annunciato di volersi candidare alla presidenza.