Ucraina, cambio di regime e a un passo dal default. Timoshenko vedrà Merkel

24 Febbraio 2014, di Redazione Wall Street Italia

KIEV (WSI) – “Non ci sono soldi nel bilancio dell’Ucraina presso il Tesoro”. E’ quanto ha detto chiaramente il presidente a interim del paese, Oleksandr Turchynov, rivolgendosi al parlamento, aggiungendo che l’economia del paese versa in uno “stato catastrofico”.

“Ci sono problemi nel sistema bancario e i problemi relativi ai fondi pensionistici sono “colossali”.

L’Europa sarebbe pronta, fermo il rispetto da parte del paese di determinate condizioni, a erogare aiuti per 20 miliardi di euro.

A tal proposito, Turchynov ha anche affermato che “la Russia dovrebbe riconoscere la scelta europa dell’Ucraina”.

“Dobbiamo essere pronti a fornire assitenza finanziaria attraverso organizzazioni come il Fondo Monetario Internazionale”, ha dichiarato il ministro britannico delle Finanze, George Osborne, da Singapore, sottolineando la necessità di “non voltare le spalle” a Kiev proprio ora che si prospetta un vero riavvicinamento con l’Europa.

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L’Ucraina volta pagina. Dopo che il Parlamento ucraino ha votato la destituzione del presidente Victor Yanukovich e indetto elezioni presidenziali anticipate per il 25 maggio, ora si guarda al futuro e al ruolo di Yulia Timoshenko, l’ex leader della rivoluzione arancione di un decennio fa tenuta per anni in carcere dal regime ucraino. La cancelliera tedesca Angela Merkel ha telefonato alla pasionaria, che poi ha avuto anche un colloquio con Putin. Il capo del parlamento ucraino Oleksandr Turcinov è stato nominato nuovo presidente ad interim dell’Ucraina fino al voto del 25 maggio. Entro martedì verrà intanto nuovo governo di unità nazionale. Espropriata la reggia di Yanukovich. Il partito: «I morti sono colpa sua».

Merkel ha esortato Timoshendo ad operare per l’unità del paese. Lo ha reso noto una fonte del governo tedesco in un comunicato sulla conversazione telefonica che hanno avuto oggi. La Cancelliera ha anche proposto alla leader del’opposizione ucraina di farsi curare in Germania per i suoi problemi alla schiena.

Timoshenko e Merkel presto avranno un incontro, si legge in una nota del partito della statista ucraina. Con Putin invece Timoshenko si è detta «d’accordo sul fatto che l’Ucraina si debba dotare rapidamente di un governo in grado di agire e che l’integrità del Paese debba essere preservata».

YANUKOVICH SCARICATO DAL PARTITO

Yanukovich intanto viene accusato di tradimento dal suo stesso partito. «Condanniamo la vile fuga di Yanukovich, condanniamo il tradimento, condanniamo gli ordini criminali», si legge in un messaggio ai «cari compatrioti» apparso oggi sul sito del Partito delle Regioni, nel quale si parla di «Ucraina delusa e derubata» e del dolore di chi ha perso le persone care «dalle due parti» dello scontro. «La responsabilità di tutto questo – afferma il messaggio- ricade su Yanukovich e la sua cerchia». Il partito si dice pronto a lavorare per una Ucraina «unita, forte e indipendente», sottolineando che «la differenza di opinioni e di ideologie non può essere un ostacolo per lavorare assieme a beneficio dell’Ucraina».

FMI

Il Fondo Monetario Internazionale è pronto a sostenere l’Ucraina dopo i cambiamenti politici che hanno avuto luogo sabato. Lo ha affermato oggi al vertice del G20 il direttore generale del Fmi, Christine Lagarde. «Naturalmente saremo disponibili se le autorità ucraine si rivolgeranno al Fmi, sia per un consiglio o per discutere di aiuti finanziari legati alle riforme economiche», ha spiegato Lagarde a Sydney. «Speriamo che la situazione si calmi presto», ha aggiunto Lagarde.

Corteo a Roma. Da piazza dell’Esquilino a Roma oggi è sfilato un corteo per rivendicare la sovranità del popolo in Ucraina e contro i «responsabili» delle violenze di Kiev in cui, tra agenti e insorti, sono morte decine di persone e ci sono stati centinaia di feriti. La manifestazione, a cui partecipano decine di persone, era stata organizzata nei giorni scorsi, contro la politica dell’ormai ex-governo di Yanukovich.

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Crolla il regime in Ucraina. O almeno questo è quello che sperano le migliaia di persone ancora riunite in piazza Maidan, da tre mesi cuore della protesta antigovernativa a Kiev. Viktor Ianukovich sembra aver perso ogni potere: il presidente aspirante dittatore che ha tentato di soffocare con la violenza prima le proteste pacifiche e poi una rivolta che pacifica non era più, è fuggito nella russofona Ucraina orientale, dove ha ancora un po’ di seguito. Ma anche lì adesso non sono in pochi a contestarlo e, secondo alcuni media, avrebbe addirittura tentato la fuga in Russia cercando di imbarcarsi su un aereo a Donetsk, ma sarebbe stato fermato dalle guardie di frontiera. Intanto il suo stesso partito lo ha scaricato, indicando lui e i suoi più stretti collaboratori come “responsabili” delle violenze di Kiev in cui, tra agenti e insorti, sono morte almeno 82 persone e altre 645 sono state ferite. La situazione a piazza Indipendenza ora è calma, e 64 dimostranti incarcerati nei giorni scorsi sono stati liberati.

Le cose non potrebbero invece andare meglio per la sua acerrima nemica, Iulia Timoshenko, che dopo quasi tre anni è di nuovo libera (“La dittature è caduta”, sono state le sue prime parole) e “molto presto vedrà Angela Merkel, con cui ha già avuto una conversazione telefonica. La Cancelliera ha parlato al telefono anche con Putin e i due hanno sottolineato l’importanza di “preservare l’integrità territoriale dell’Ucraina”.

Tornata a Kiev accolta dal tripudio della piazza, l’ex ‘pasionaria’ della Rivoluzione arancione (dal controverso passato di principessa del gas) in un comunicato pubblicato sul sito web del suo partito ha chiesto però “di non considerare la mia candidatura a primo ministro”.

Il parlamento ha deciso di anticipare al 25 maggio (il mandato di Ianukovich sarebbe scaduto nel marzo del prossimo anno). Per adesso il suo braccio destro, l’ex capo dei servizi segreti Oleksandr Turcinov, è già stato eletto presidente del parlamento ed è stato nominato presidente ad Interim e ha assicurato che entro martedì sarà formato un nuovo governo di unità nazionale. E un altro suo fedelissimo, Arsen Avakov, è stato fatto ministro dell’Interno. Tutto per opera di un parlamento che ha di fatto una nuova maggioranza perché il partito delle Regioni di Ianukovich si sta sgretolando e decine di deputati hanno già abbandonato il gruppo parlamentare. Questo “nuovo” organo legislativo, rinnovato senza bisogno di nuove elezioni, ha votato anche un impeachment contro Ianukovich per crimini contro l’umanità, facendolo decadere dal suo ruolo istituzionale.

Da Kharkiv, Ianukovich ha gridato al “colpo di stato”, definendo “illegittimo” il parlamento di Kiev. In un’intervista tv registrata ha paragonato la situazione in Ucraina a quella della “Germania nel 1933”, quando i nazisti arrivarono al potere. L’ormai ex presidente ha inoltre definito i dimostranti di Kiev “banditi e vandali” e ha sottolineato di essere un presidente legittimamente eletto e di non avere alcuna intenzione di dimettersi.

E più o meno sulla stessa lunghezza d’onda sono state anche le dichiarazioni dei politici dell’Ucraina orientale e meridionale riunitisi anche loro a Kharkiv. Gli insorti hanno preso il controllo della zona dei palazzi del potere, e hanno anche fatto irruzione nella lussuosa villa di Ianukovich a Mezhighiria, a 20 chilometri da Kiev, per volontà del Parlamento tornata di proprietà dello Stato: una villa faraonica, con un parco di 140 ettari, allevamenti di pecore, maiali e struzzi, una sorta di ‘museo’ con decine di auto d’epoca e moto, hovercraft e motoscafi ‘parcheggiati’ in garage e un campo da golf in cui oggi si sono divertiti gli antigovernativi.

Ma – stando all’opposizione – nella villa sarebbero stati trovati anche dei documenti di cui Ianukovich avrebbe tentato di liberarsi in fretta e furia gettandoli in un canale, tra cui liste dei suoi nemici con nomi e foto: manifestanti, politici e giornalisti. Preoccupatissima dalla prospettiva di vedersi sfilare l’Ucraina dalla sua zona d’influenza (la Russia ha una importantissima base navale a Sebastopoli, nella russofona Crimea), Mosca ha alzato la voce: “L’opposizione ucraina – ha tuonato il ministero degli Esteri russo – non ha tenuto fede a nessuno degli impegni presi, ma avanza nuove richieste piegandosi a estremisti armati le cui azioni costituiscono una minaccia diretta alla sovranità della Ucraina”. (ANSA)