Ucraina: Anonymous dichiara guerra a Putin

2 Marzo 2022, di Alessandra Caparello

Via terra e mare, ma anche in ambito finanziario: la guerra in Ucraina si sta combattendo su più fronti e l’ultimo in ordine temporale è quello del cyberspazio.

L’Agenzia italiana di cybersecurity ha parlato di attacchi hacker e dalla Russia arrivano notizie sui primi attacchi che stanno già colpendo le istituzioni di Mosca, con offensive che hanno riguardato i siti web della camera alta del Parlamento e del Cremlino.

“I cyberattacchi hanno colpito non solo il sito del Consiglio della Federazione, ma anche il sito della presidenza”, spiega l’agenzia di stampa Ria Novosti. Ma anche il governo ucraino, come spiega Reuters, sarebbe impegnato a organizzare le difese dall’aggressione russa sul piano cibernetico, e sarebbe alla ricerca di volontari specializzati che possano mettersi a disposizione per proteggere le infrastrutture critiche del Paese dalle offensive russe.

La Russia è oggi nel mirino del collettivo di hacker Anonymous, che ha annunciato la propria posizione su Twitter, rivendicando l’attacco già sferrato contro la rete televisiva Russa Today, con i pirati informatici che hanno definito RTNews come “il sito della propaganda russa”.

Anonymous è attualmente coinvolto in operazioni contro la Federazione russa – spiega il collettivo – Le nostre operazioni prendono di mira il governo russo. È inevitabile che anche il settore privato ne risentirà molto. Mettetevi nei panni degli ucraini che vengono bombardati in questo momento. Insieme possiamo cambiare il mondo, possiamo resistere a qualsiasi cosa. È tempo che il popolo russo si unisca e dica no alla guerra di Vladimir Putin”.

Anonymous contro Putin

Il collettivo, che qualche giorno fa ha avviato l’operazione OpRussia per contrastare le attività digitali del paese, ha attaccato Graceful, lo yacht di Vladimir Putin che vale 87 milioni di euro. L’azione di Anonymous si è concentrata nel modificare per diverse ore il nome dell’imbarcazione sui dati di navigazione del portale Vesseltracker, dove sono tracciate tutte le navi del mondo, è apparso come FCKPTN, derivante letteralmente da Fuck Putin.

Nei scorsi giorni, il collettivo ha attaccato la TV russa e alcuni siti istituzionali ma precisando di non voler danneggiare in alcun modo il popolo russo e nemmeno i militari del paese, ma solo il suo governo e Vladimir Putin in primis. Nelle ultime ore Anonymous ha rivendicato con un tweet un attacco hacker contro le ferrovie bielorusse affermando che “tutti i servizi sono fuori uso” e resteranno “disattivati finché le forze russe non lasceranno il territorio della Bielorussia”.  L’organizzazione ha bloccato anche i siti web delle banche del Paese.

Anonymous: cos’è e cosa fa

Anonymous è il collettivo di hacker che opera da ogni parte del globo. Emerso nel 2003, il gruppo si compone di hacktivisti come si definiscono gli stessi membri e non ha leader o partiti che lo controllano, ma si basa sul potere collettivo dei suoi partecipanti che agiscono individualmente in modo che l’effetto della rete sia di beneficio al gruppo.
Simbolo più riconoscibile del movimento è la maschera di Guy Fawkes. Il primo atto che sancisce l’attività degli hacktivisti è la campagna contro la chiesa di Scientology del 2008: l’istituzione religiosa chiedeva la censura di un video ma il collettivo in tutta risposta scagliò una serie di attacchi DDoS ai siti dell’organizzazione.

Da allora Anonymous ha condotto diverse battaglie che hanno fatto guadagnare al movimento un grande consenso  e una delle più recenti è l’OpParis, una serie di attacchi informatici contro l’Isis dopo l’attentato del 13 novembre 2015 al teatro Bataclan di Parigi.

Ora il nuovo nemico di Anonymous è Vladimir Putin a cui si rivolgono direttamente in un video pubblicato online in cui dicono:

Le tue ambizioni sono più grandi di quanto sei disposto a fare e ammettere. Se continui su questa strada perderai il supporto dei russi […] dovrai affrontare attacchi informatici senza precedenti da tutti gli angoli del mondo. I membri di Anonymous hanno dichiarato guerra informatica al tuo regime […] I tuoi segreti non saranno più al sicuro“.