Twitter e Google sotto processo per sostegno all’Isis. Ecco perchè

di Alessandra Caparello
23 Febbraio 2023 16:30

Internet sotto accusa. Potrebbe arrivare nei prossimi mesi una sentenza della Corte Suprema americana sulla responsabilità di Google e Twitter negli attacchi terroristici. Una sentenza che potrebbe rappresentare una profonda rivoluzione del mondo online come lo conosciamo oggi.

Twitter sotto accusa

Tutto nasce dalle affermazioni secondo cui Twitter avrebbe contribuito all’attacco dell’Isis a Istanbul nel 2017. I parenti di Nawras Alassaf, un  giordano ucciso in una strage in un nightclub di Istanbul, in Turchia, hanno accusato Twitter di aver favorito il gruppo dello Stato Islamico, che ha rivendicato la responsabilità dell’attacco del 1° gennaio 2017 che ha ucciso oltre a Alassaf e altre 38 persone poco dopo la mezzanotte durante i festeggiamenti per il nuovo anno. Secondo l’accusa Twitter non avrebbe controllato la piattaforma per i suoi account o post.

Twitter ha presentato ricorso in appello dopo che un tribunale di grado inferiore ha permesso il proseguimento della causa e ha rilevato che l’azienda si è rifiutata di adottare “misure significative” per impedire l’uso della piattaforma di social media da parte dello Stato Islamico.

La causa nota come “Twitter contro Taamneh” è arrivata un giorno dopo che la Corte ha esaminato un caso simile, riguardante YouTube che avrebbe raccomandato ai suoi utenti video creati dall’Isis. Anche Google è coinvolta in un caso simile e che ha visto l’accusa mossa da parte della famiglia di una donna americana di nome Nohemi Gonzalez, colpita mortalmente in un attacco del 2015 a Parigi – attacco di cui anche lo Stato Islamico ha rivendicato la responsabilità. I parenti ritengono Google responsabile per aver raccomandato ad alcuni utenti di YouTube contenuti del gruppo.

Queste cause rappresentano una posta in gioco significativa per Internet in generale, potendo portare a cambiamenti importanti in siti come Facebook, Wikipedia e YouTube, per citarne alcuni.

Tornando al caso Twitter, i conservatori della Corte sono apparsi più aperti alle argomentazioni di Twitter secondo cui  il social non è responsabile ai sensi della legge antiterrorismo. L’ala libera della corte invece, sembrava a disagio nel ritenere che Twitter non dovesse essere responsabile per aver ospitato contenuti dell’Isis.

I giudici hanno dedicato gran parte del tempo a esaminare il testo dell’Anti-Terrorism Act, la legge che Twitter è accusata di aver violato, in particolare il significato delle parole “consapevolmente” e “sostanzialmente”. La legge dice che la responsabilità può essere stabilita per “qualsiasi persona che aiuti e favorisca, fornendo consapevolmente assistenza sostanziale, o che cospiri con la persona che ha commesso tale atto di terrorismo internazionale”.

Il presidente della Corte Suprema John Roberts si è confrontato con il significato di assistenza “sostanziale”: ipoteticamente, ha chiesto, sarebbe sufficiente donare 100 dollari all’Isiso 10.000? Il concetto di “assistenza sostanziale” dipenderebbe dal grado di utilizzo effettivo di una piattaforma come Twitter da parte di un gruppo terroristico per pianificare, coordinare e portare a termine un attacco terroristico, ha detto Waxman a un certo punto. L’esistenza di alcuni tweet che in generale hanno favorito l’Isis, ha sostenuto, non dovrebbe essere considerata un’assistenza sostanziale.

“Siamo abituati a pensare che le banche forniscano servizi molto importanti ai terroristi”, ha detto la giudice Elena Kagan. “Forse non siamo così abituati, ma sembra essere vero che anche vari tipi di servizi di social media forniscono servizi molto importanti ai terroristi”, ha detto la giudice liberale. “Se si sa di fornire un servizio molto importante ai terroristi, perché non si dice che si sta fornendo assistenza sostanziale e lo si fa consapevolmente?”.

Cosa succederà?

Il caso Taamneh è considerato un punto di svolta per il futuro di Internet, perché una sentenza contro Twitter potrebbe esporre la piattaforma – e numerosi altri siti web – a nuove cause legali basate sul fatto che ospitano contenuti terroristici nonostante i loro sforzi per rimuovere tale materiale.

Anche se è troppo presto per dire come i giudici decideranno, l’udienza di ieri ha suggerito che alcuni membri della corte ritengono che Twitter debba assumersi una certa responsabilità per aver indirettamente sostenuto l’Isis in generale, anche se l’azienda potrebbe non essere responsabile dell’attacco specifico del 2017.

Ma la questione chiave che la corte deve affrontare è se la legge antiterrorismo sia in grado di affrontare la questione o, in alternativa, se i giudici possano elaborare una sentenza in tal senso.

La sentenza è attesa per fine giugno. Staremo a vedere.