Tensioni Ue-Erdogan sui migranti. Accordo a rischio?

23 Maggio 2016, di Alberto Battaglia

L’ Ue dovrebbe fare di più per accogliere i migranti che affollano la Turchia; il messaggio delle autorità turche è arrivato proprio mentre a Istanbul si sta svolgendo il meeting delle Nazioni Unite che punta a riformare il sistema di assistenza umanitaria internazionale.

“Ci sono tre milioni [di rifugiati siriani e iracheni] in Turchia. Finora 2.000 sono stati accolti dai canadesi. Ma sfortunatamente dai Paesi europei il numero è molto, molto basso”, ha affermato dalla conferenza il vice ministro turco all’immigrazione, Esen Altug. “Perciò vogliamo qualcosa come 500.000 [rifugiati ricollocati in Europa]”.

Sono parole che arrivano in un periodo quantomai delicato per l’Europa dal punto di vista politico: la crisi dei migranti, infatti, è alla base delle tensioni crescenti fra Italia e Austria per la possibile chiusura del confine del Brennero; le tensioni in Europa sono poi alimentate dai timori sul concretizzarsi dello scenario Brexit

La Turchia, tuttavia, può rivendicare un dato molto forte a dimostrazione del fatto che l’Europa non sta facendo abbastanza: dall’accordo sui migranti di marzo solo 177 siriani sono stati legalmente trasferiti dalla Turchia all’Ue, è stato rivelato da Bruxelles.

Sul tema è intervenuto anche il presidente turco, Recep Tayyip Ergogan, che ha invitato a creare “meccanismi equi per condividere” l’onere dell’ospitalità ai profughi, “come quello del marzo 2016”. L’obiettivo è quello di premiare i migranti che rispettano le regole e dissuaderli da intraprendere pericolose tratte illegali, ha affermato Erdogan.

Anche se il presidente turco non lo ha precisato, il numero preciso di migranti da trasferire secondo Ankara dovrebbe essere vicino a 500mila, conferma una fonte diplomatica al Guardian.

L’incontro di Istanbul, almeno sulla carta, dovrebbe essere inteso proprio a raggiungere soluzioni condivise sui rifugiati, con il coinvolgimento di politici provenienti da 175 Paesi; di fatto, però, molte organizzazioni impegnate sul campo non si aspettano risultati concreti da questo meeting. “Non abbiamo alcuna fiducia che qualcosa di diverso emerga dalla conferenza”, ha detto Vickie Hawkins, direttrice britannica di Medici senza frontiere, “Ci sono molte buone intenzioni, ma anche vuota retorica. Abbiamo bisogno di molto pi di questo, date le attuali inadempienze del diritto internazionale”.

Fonte: Guardian