Trump, squadra per la Casa Bianca accusata di “purghe staliniane”

16 Novembre 2016, di Daniele Chicca

NEW YORK (WSI) – Il processo che porterà Donald Trump alla Casa Bianca non sta andando liscio. Anzi, dopo l’improvvisa dipartita di uno dei massimi consulenti alla sicurezza degli Stati Uniti dal team di transizione del presidente eletto, l’idea è che regni una grande confusione.

Al problema se ne aggiunge un altro: quello del conflitto di interessi. Una questioen che mai prima d’ora aveva toccato il leader della prima potenza mondiale. Trump ha deciso di affidare le sue imprese a un blind trust gestito dai figli. Ma alcuni criticano il fatto che la famiglia di Trump sta partecipando attivamente al processo di transizione alla Casa Bianca e che i figli avrebbero già approfittato della loro posizione di vantaggio nei loro affari aziendali.

L’ex congressman Repubblicano Mike Rogers ha presentato le sue dimissioni dalla squadra di transizione di Trump, senza addurre particolari spiegazioni. Tuttavia le indiscrezioni stampa hanno citato come causa dell’addio una “purga staliniane” in seno al gruppo di politici che deciderà come sarà costituita e da chi sarà formata la nuova presidenza americana.

Le dimissioni di Rogers sono arrivate in concomitanza con quelle di Matthew Freedman, funzionario politico della Difesa e della Sicurezza nazionale. La squadra ha un mese e mezzo di tempo per riempire 4mila posti vacanti nel governo federale.

Martedì Trump ha cercato di sminuire i problemi e le differenze interne al suo team. Per evitare che diventi un caso, Trump ha definito su Twitter il processo di transizione “ben organizzato”. Il leader Repubblicano, un candidato che si è presentato come anti establishment e per questo divisivo anche all’interno dello stesso partito conservatore, ha fatto sapere che solo lui sapeva chi erano “i finalisti”. Si è trattato probabilmente di un tentativo di paragonare con ironia il processo di selezione dei suoi ministri al reality televesivo Apprentice da lui prodotto.

Dietrofront del vice di Trump: via tutti i lobbysti

Nel gabinetto di governo dovrebbero entrare a fare parte sicuramente politici leali a Trump, come Rudolph Giuliani, in pole position per il posto di Segretario di Stato, ma si pensa che potrebbero trovare spazio anche alcuni dei suoi rivali del partito Repubblicano. La volontà di accontentare tutti sta creando scompiglio.

NBC News ha citato una fonte interna a Washington secondo cui Rogers, ex presidente della Commissione di Intelligence alla Camera, ex membro delle Forze Armate ed ex agente speciale dell’Fbi, è stato vittima di una “purga staliniana” delle persone vicine a Chris Christie. Il governatore del New Jersey è una personalità fino a qualche anno fa molto popolare, ma che ultimamente ha pagato il coinvolgimento in uno scandalo politico. Tutti i membri della squadra che erano stati scelti da Crhistie sono stati allontanati.

 “Due fonti vicine alla situazione hanno descritto un’atmosfera tesa fatta di coltellate alle spalle, con i politici leali a Trump che stanno facendo pressioni per ottenere incarichi chiave”, scrive l’emittente Usa.

Intanto il vice presidente eletto Mike Pence ha deciso di allontanare dal team di Trump tutti i lobbysti. Secondo il Wall Street Journal la decisione è stata una delle prime prese da Pence da quanto ha assunto il ruolo di leader decisionale, un incarico che prima era del governatore del New Jersey Chris Christie.

Per aver incluso nel suo staff lobbysti, affaristi di Washington e rappresentanti dell’élite del partito Repubblicano, tutte categorie che erano state aspramente criticate nella sua campagna elettorale anti establishment, i suoi oppositori come la senatrice Democratica Elizabeth Warren e alcuni giornalisti hanno accusato Trump di comportamento contraddittorio.

Chi è Stephen Bannon, aizzatore dell’estrema destra bigotta

Stephen Bannon, ex banchiere di Goldman Sachs e guida della campagna elettorale di Trump, è stato scelto da presidente eletto come chief strategist della Casa Bianca. Ad affiancarlo come chief of staff è stato però cooptato Reince Preibus, un 44enne politico rispettato dall’ala moderata dei Repubblicani. La decisione rischia di creare centri di potere divergenti a Washington.

Bannon è un personaggio particolarmente controverso. È l’ex direttore di un popolare sito ultraconservatore, Breitbart (240 milioni di pagine viste e 37 milioni di utenti unici), dove i toni sono spesso esagerati, dove le opinioni sfiorano talvolta la propaganda razzista e sessista, e dove la disinformazione è un ospite benvenuto. Il principale consigliere di Trump, a cui si deve il successo della campagna presidenziale del tycoon newyorchese, è anche uno dei principali distillatori dell’ideologia dell’estrema destra “populista” contemporanea.

Per purghe si intende una violenta repressione degli oppositori del regime, come quella avvenuta in Unione Sovietica sotto lo zar Joseph Stalin nella seconda metà degli Anni 30. Stalin decise di epurare il partito comunista dalle mele marce e da presunti cospiratori, che furono arrestati e condannati con processi sommari.