Trump pensa al delisting delle società cinesi quotate a Wall Street

30 Settembre 2019, di Mariangela Tessa

Ancora un tira e molla negli infiniti negoziati tra Usa e Cina per mettere la parola fine alla guerra commerciale, che va avanti da oltre un anno. Mentre nei giorni scorsi il clima tra le due super-potenze appariva più sereno, a tal punto da far pensare ad un accordo ormai alle porte, una nuova bomba si è abbattuta sulle relazioni Pechino-Washington.

Stando alle indiscrezione dell’agenzia Bloomberg, il presidente Usa Donald Trump starebbe valutando restrizioni agli investimenti americani in Cina. In particolare, Washington potrebbe impedire alle aziende cinesi di quotarsi negli Stati Uniti e delistare quelle già quotate sugli exchange statunitensi. Stiamo parlando di 159 società  con una capitalizzazione di mercato che si aggira intorno  $1,1 mila miliardi.

Che sia l’ennesima tattica di Trump per avere maggiore potere negoziale alla vigilia del nuovo round di trattative commerciali in programma a Washington dal 10 ottobre è difficile saperlo. Il rischio che i cinesi, sempre più nervosi perché la loro economia perde colpi, possano reagire all’ennesima provocazione non è tuttavia da escludere.

“Le minacce hanno lo scopo di aumentare la pressione su Pechino per raggiungere un accordo”, ha detto all’agenzia di stampa AFP Gregori Volokhine, strategie di Meeschaert Financial Services.

Alcuni esperti legali hanno avvertito che Trump non ha l’autorità statutaria per mettere in atto una tale mossa, ma che può comunque forzare le imprese di investimento a rafforzare la propria volontà.

La notizia, circolata venerdì, ha alimentato le vendite su Wall Street. Arrivato a guadagnare circa 130 punti e a cederne fino a 175, il DJIA ne ha persi 70,87, lo 0,26%, a quota 26.820,25. L’S&P 500 ha lasciato sul terreno 15,83 punti, lo 0,53%, a quota 2.961,79. Il Nasdaq Composite ha registrato un ribasso di 91,03 punti, l’1,13%, a quota 7.939,63. In settimana i tre listini hanno ceduto rispettivamente lo 0,4%, l’1% e il 2,1%

Ma nel mirino degli Usa non c’è solo la Cina. L‘amministrazione Trump potrebbe imporre tariffe anche sui prodotti europei per circa 7 miliardi di euro colpendo gli aerei ma anche altri settori, primo fra tutto l’agroalimentare. Lo anticipa l’Ansa citando fonti di Bruxelles, dove è attesa in settimana la pubblicazione del documento del Wto che stabilisce l’entità delle compensazioni che gli Usa possono chiedere all’Ue per gli aiuti a Airbus giudicati illegali dalla stessa organizzazione mondiale per il commercio.