Economia

Trump minaccia Francia e Italia: “no a digital tax, altrimenti scatteranno dazi”

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Ancora una volta il presidente Usa Donald Trump torna a minacciare gli alleati europei. Questa volta, nel mirino dell’inquilino della Casa Bianca finisce la digital tax, ovvero la tassa sui ricavi che colpisce i big Usa del web: da Google a Facebook, passando per Amazon, considerata discriminatoria nei confronti delle società americane.

Il messaggio è diretto in particolare alla Francia, dove la tassa già in vigore, prevede un’aliquota del 3% sulle entrate che le società tecnologiche americane incassano in Francia. Ma la Casa Bianca mette in guardia anche altri Paesi come l’Italia, l’Austria e la Turchia.

La comunicazione del governo a stelle e strisce arriva alla vigilia del vertice Nato e rende ancora più rovente del previsto il clima londinese nel quale in realtà si dovrebbero festeggiare i 70 anni dell’Alleanza Atlantica. Un clima reso già teso dalla questione dei finanziamenti alla Nato e dalle pressioni americane perché gli alleati mollino Huawei per lo sviluppo del 5G.

Francia: rischio dazi su $ 2,4 miliardi di merci

Il rappresentante Usa al commercio, Robert Lighthizer, capo negoziatore in tutte le trattative commerciali ha quindi spiegato che gli Usa potrebbero imporre dazi del 100% su 2,4 miliardi di dollari importati dalla Francia, come formaggi, champagne, yogurt e trucchi.

Una proposta su cui Trump, appena arrivato a Londra per il vertice della Nato, deve ancora prendere una decisione e che minaccia di infiammare la due giorni del summit tra i leader dell’Alleanza Atlantica.

Giganti hi-tech sfruttano assenza digital tax, in Italia solo 64 milioni di tasse

Trump vedrà il presidente francese Emmanuel Macron nelle prossime ore, così come dovrebbe incontrare a margine del vertice di Londra il presidente del consiglio Giuseppe Conte. E ripeterà loro che la digital tax viene considerata dagli Usa “discriminatoria” nei confronti delle società americane e che c’è ancora tempo per poter negoziare e trovare una soluzione in sede Ocse.

Ma i tempi sono stretti, perché una decisione definitiva è attesa entro il 14 gennaio. Poi, senza intesa, dovrebbero scattare contro Parigi.

La digital tax italiana al via dal 1 gennaio 2020

L’imposta sui servizi digitali – digital tax entra in vigore dal 1° gennaio 2020. Lo prevede la legge di Bilancio 2020, modificando quanto era stato previsto dalla legge di Bilancio 2019. In particolare, viene ora circoscritto il perimetro applicativo della digital tax, identificando quelli che non si qualificano come servizi digitali ai fini dell’applicazione dell’imposta.

Quest’ultima si applicherà sul  3% dei ricavi generati nel Paese da aziende che offrono servizi digitali, al netto dell’Iva, alle imprese che a livello globale fatturano almeno 750 milioni, e che fanno almeno 5,5 milioni da servizi digitali. Si applicherà dal 2021 sui ricavi 2020.