Trump attacca Draghi: tiene basso euro per farci concorrenza

18 Giugno 2019, di Alberto Battaglia

Essere criticati da Donald Trump per le proprie scelte di politica monetaria non è più un’esclusiva di Jerome Powell o del suo omologo cinese: anche Mario Draghi si è guadagnato un tweet presidenziale – e non certo dai toni concilianti.

Secondo il presidente americano l’annuncio di Draghi, intervenuto in Portogallo sulla possibilità di adottare nuove misure espansive, ha affossato il cambio euro dollaro “rendendo più facile, e in modo sleale, la competizione [dell’Europa] con gli Usa”. Non solo, secondo quanto affermato dal Trump, l’Ue avrebbe giocato sul cambio come ha fatto la Cina: “Sono anni che vanno avanti così, assieme con la Cina e altri”. L’euro è in ribasso sul dollaro dello 0,18% al momento, a quota 1,120095 dollari.

Nel dettaglio, Draghi aveva affermato nel suo discorso che “in assenza di un miglioramento, al punto che sia minacciato il ritorno di un’inflazione sostenibile ai livelli desiderati, sarà necessario un ulteriore stimolo”. Le opzioni in mano alla Banca centrale europea sarebbero “ulteriori tagli dei tassi e misure per mitigare qualsiasi effetto collaterale continuano a far parte degli strumenti a nostra disposizione”, senza contare che “il programma di acquisto di asset ha ancora uno spazio considerevole”.

Le critiche della Casa Bianca mosse contro il presidente Jerome Powell ormai riaffiorano periodicamente: “Francamente, se avessimo avuto una persona diversa alla Federal Reserve che non avesse aumentato così tanto i tassi di interesse, saremmo stati almeno un punto e mezzo più alti” come crescita del Pil nel primo trimestre, aveva detto Trump in un’intervista alla Abc, pubblicata venerdì 14 giugno.

Quanto alle dispute commerciali con la Cina, l’utilizzo della moneta come leva per ridurre l’impatto dei dazi americani si è già guadagnata l’attenzione del presidente Usa: “Svalutano la loro moneta. L’hanno fatto per anni. E’ [per la Cina] un enorme vantaggio competitivo, e non l’abbiamo a causa di una Fed che non abbassa i tassi di interesse”.