Truffa al reddito di cittadinanza: cosa si rischia

5 Ottobre 2020, di Alessandra Caparello

Misura bandiera del Movimento Cinque Stelle, il reddito di cittadinanza è uno strumento di politica attiva del lavoro e di contrasto alla povertà, alla disuguaglianza e all’esclusione sociale, un sostegno economico ad integrazione dei redditi familiari. Cosa succede se si fanno dichiarazioni false o se si lavora in nero nonostante si percepisca il reddito di cittadinanza, insomma una truffa al reddito di cittadinanza?

Truffa al reddito di cittadinanza: quando si perde il beneficio

Vi sono determinate circostanze in cui si può perdere l’erogazione del reddito di cittadinanza, in particolare quando uno dei componenti il nucleo familiare:

  • non comunica l’eventuale variazione della condizione occupazionale oppure effettua comunicazioni mendaci;
  • non presenta una DSU aggiornata in caso di variazione del nucleo familiare;
  • non effettua la dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro;
  • non accetta almeno una di tre offerte di lavoro congrue oppure, in caso di rinnovo, non accetta la prima offerta di lavoro congrua;
  • non partecipa, in assenza di giustificato motivo, alle iniziative di carattere formativo o di riqualificazione o ad altra iniziativa di politica attiva o di attivazione;
  • non sottoscrive il Patto per il lavoro ovvero il Patto per l’inclusione sociale;
  • non aderisce ai progetti utili alla collettività, nel caso in cui il comune di residenza li abbia istituiti
  • venga trovato, nel corso delle attività ispettive svolte dalle competenti autorità, intento a svolgere attività di lavoro dipendente, ovvero attività di lavoro autonomo o di impresa, senza averlo comunicato.

Cosa si rischia

In particolare si prevede che chiunque presenti dichiarazioni o documenti falsi o attestanti cose non vere oppure ometta informazioni dovute, insomma una truffa al reddito di cittadinanza, è punito con la reclusione da due a sei anni.

Reclusione da uno a tre anni invece nei casi in cui si ometta la comunicazione all’ente erogatore delle variazioni di reddito o patrimonio, nonché di altre informazioni dovute e rilevanti ai fini della revoca o della riduzione del beneficio.
In entrambi i casi, oltre a perdere il beneficio del reddito occorre restituire quanto indebitamente percepito.