Truffe finanziarie pagina 3
Sale, così, a 1216 il numero dei siti complessivamente oscurati dalla Consob a partire da luglio 2019, da quando l’Autorità è stata dotata del potere di ordinare l’oscuramento dei siti web degli intermediari finanziari abusivi.
I numeri dell’indagine di Facile.it commissionata a mUp Research e Norstat.
Secondo l’analisi dell’Osservatorio CRIF – Mister Credit sulle Frodi Creditizie, nel primo semestre del 2024 in Italia si sono registrati oltre 17.200 casi (+0,6% rispetto allo stesso periodo del 2023).
Complice la voglia di trascorrere qualche giorno di vacanza in località di montagna, in città d’arte o in voga per la movida, è facile imbattersi in annunci online ai quali bisogna porre la massima attenzione. Sette consigli per non finire nella rete dei truffatori
Secondo la Consob, il più diffuso sistema di messaggistica può diventare veicolo di offerte illecite che, entrando negli smartphone del pubblico indifferenziato e facendo leva impropriamente su nomi ben noti della finanza internazionale come “Morgan Stanley” o “Blackrock”
Sale, così, a 1175 il numero dei siti complessivamente oscurati dalla Consob a partire da luglio 2019.
Consob ha avviato una collaborazione con Google per contrastare le frodi finanziarie on line attraverso la creazione di un filtro che fermi la pubblicità delle proposte di investimento abusive prima che arrivino sui social network e sul web, contribuendo con ciò a rafforzare la tutela del risparmio.
Il giudice fallimentare statunitense John Dorsey ha approvato il piano di liquidazione della societĂ fallita nel 2002.
Stoppare le truffe via telefono con un clic. Questo l’innovativo sistema escogitato da ING, che compie così un importante passo avanti sulla cybersecurity, specie considerando che la modalitĂ telefonica rappresenta l’80% delle frodi finanziarie in Italia. “E’ davvero ING?” può davvero rappresentare un punto di svolta importante nell’aumentare la consapevolezza dei cittadini e sbattere letteralmente la porta in faccia ai truffatori online.Â
Tutto ruota attorno al malware chiamato NGate che, una volta installato inconsapevolmente sullo smartphone, inizia a raccogliere i dati sensibili delle carte di pagamento salvate o utilizzate sul cellulare.