Petrolio pagina 70
Senza alcun motivo apparente, il contratto americano sul petrolio WTI è salito sopra quota 62 dollari al barile. Secondo Bloomberg i rialzi sono spiegabili con il fatto che gli investitori stiano snobbando la notizia dell’incremento della produzione Usa in sfida all’avvertimento lanciato dall’AIE (l’Agenzia Internazionale dell’Energia) sui livelli di offerta.“Il mercato è meno preoccupato dall’incremento dell’offerta in
Il Venezuela, avverte l’Aie, è un grande fattore di rischio per il mercato petrolifero dei paesi Opec.
L’OPEC avverte che il protezionismo di Trump minaccia di rallentare la crescita economica globale e di frenare la domanda petrolifera.
Prezzi greggio in calo dopo aumento della produzione statunitense .
Le scorte di petrolio settimanali Usa sono cresciute di 2,4 milioni di barili, una cifra inferiore a quella attesa dagli analisti in media (+2,2 milioni). I dati comunicati dall’agenza di Energia EIA sulle scorte di greggio negli Stati Uniti evidenziano anche, nell’ultima settimana, un calo delle scorte di benzina per 800mila barili, contro l’incremento previsto
Aggiornate dall’Aie le stime di crescita della produzione petrolifera statunitense: 2,7 milioni di barili entro il 2023.
Sono le previsioni dell’Aie. Il cambio ai vertici della classifica dei produttori di greggio potrebbe arrivare già quest’anno.
Le scorte nella settimana che si è conclusa il 16 febbraio sono risultate inaspettatamente in calo di 1,6 milioni
Prendono una cattiva piega le contrattazioni sul petrolio. I contratti future Usa (WTI), dopo aver archiviato la giornata di ieri appena sopra la parità, a poca distanza dai 62 dollari al barile, oggi tornano a perdere terreno. In mattinata le quotazioni del petrolio vengono fotografate a 61,3 dollari, con un calo dello 0,66%, frenate soprattutto
I 24 Paesi Opec alleati nel taglio della produzione di petrolio stanno già lavorando alla bozza di un accordo per restare insieme più a lungo.