Petrolio pagina 54
L’annuncio arriva a pochi giorni dal meeting del cartello da cui ci si attende un taglio della produzione. Nonostante ribalzo odierno, prezzi giù del 30% in due mesi
Schizzano in alto le quotazioni del greggio, dopo la notizia della tregua commerciale tra Cine e Usa e prima del vertice Opec, in calendario questa settimana. In mattinata, il Wti quota 53,41 dollari al barile con un rialzo del 5% sulla precedente chiusura.
A partire dal prossimo gennaio, il Qatar lascerà l’Opec. Lo ha annunciato, il nuovo ministro dell’Energia dell’Emirato, Saad Al-Kaabi. Attualmente l’Opec è composta da 15 Paesi esportatori di petrolio. Il Qatar ha aderito nel 1961, un anno dopo la fondazione del cartello.
I prezzi del petrolio scivolano ancora oggi piazzandosi a 51,41 dollari per il barile Wti e a 59,70 dollari per il Brent, nonostante le aspettative diffuse che l’OPEC e la Russia potrebbero concordare una qualche forma di riduzione della produzione la prossima settimana.A ciò si aggiunge la produzione petrolifera in aumento negli Stati Uniti, in
Sabato 1° dicembre il movimento di protesta dei gilet gialli ha organizzato una nuova manifestazione sugli Champs-Élysées.
In rialzo il prezzo del greggio che segna un aumento dell’1,67% a 51,12 dollari al barile sulla scia delle dichiarazioni del Presidente russo Vladimir Putin, intervenuto al Russia Calling Investment Forum.Siamo già in contatto con l’Opec, e, qualora fosse necessario, siamo pronti a collaborare. Quindici paesi aderenti all’Opec, insieme ad altre dodici nazioni non facenti
Il barile di petrolio Wti è tornato in territorio negativo, con un calo al momento dell’1,08% a 51,53 dollari in seguito alla pubblicazione dei dati sulla variazione delle scorte statunitensi, che hanno visto un ulteriore ampliamento. L’Energy Information Administration ha riferito che le scorte commerciali di petrolio greggio negli Stati Uniti sono aumentate di altri 3,6
Stabilimenti Total e Shell sono, per ragioni diverse, in difficoltà per garantire l’output di gasolio: a secco alcuni distributori olandesi
La produzione di petrolio dell’Arabia Saudita avrebbe toccato una media, nel mese di novembre, di 11,1-11,3 milioni di barili al giorno: lo ha dichiarato una fonte industriale anonima all’agenzia Reuters. Rispetto a ottobre sarebbe un incremento di circa 0,5 milioni di barili. Si tratta dell’output massimo mai raggiunto, anche se sarà necessario aspettare la fine
Governo pronto a un patto sociale coi manifestanti che si lamentano per incremento prezzi del carburante e calo del potere d’acquisto. Consumi dimezzati nei negozi dall’inizio delle proteste.