Inflazione pagina 121
I prezzi dell’energia potrebbero spingere l’inflazione della Germania sino al target del 2%: lo ha comunicato la Bundesbank, l’istituto centrale tedesco, nel suo bollettino mensile. Sarebbe la prima volta in quattro anni che il livello dei prezzi tedeschi raggiungono l’asticella prevista dalla Bce. La notizia pone le basi di future dispute sull’opportunità di estendere gli
Introdotti nuovi tagli che vanno dai 500 ai 20 mila bolivars che sostituiranno il biglietto da 100.
Si tratta di un dato leggermente superiore al target del 2% della Fed.
L’inflazione nella zona euro segna un +0,5% da -0,1% della rivelazione precedente.
A renderlo noto Destatis, l’ufficio di statistica nazionale che conferma la variazione su base annua al +1,7%.
L’inflazione del Regno Unito ha raggiunto i massimi da due anni e mezzo a dicembre, toccando quota 1,6%. La svalutazione della sterlina successiva all’esito del referendum sulla Brexit ha contribuito al rialzo dei prezzi, in particolare quelli del cibo, carburante e dei biglietti aerei. L’indice dei prezzi al consumo non raggiungeva un tale incremento dal
I prezzi al consumo hanno registrato una variazione negativa (-0,1%) cosa che non succedeva dal 1959
I prezzi alla produzione sono saliti in dicembre, con le pressioni deflative sul settore energetico che si stanno rapidamente attenuando negli Stati Uniti. I prezzi alla produzione sono saliti dello 0,3% il mese scorso, stando alle cifre pubblicate dal governo Usa. I risultati sono in linea con le previsioni degli economisti interpellati da MarketWatch, sito
Notevole il rapporto tra dollaro e petrolio, i cui prezzi erano prima inversamente proporzionali. E che ora crescono insieme.
Nel mese di novembre, l’indice dei prezzi alla produzione – tra i dati che monitorano il trend delle pressioni inflazionistiche – è salito per il terzo mese consecutivo su base mensile. A sostenere l’indicatore diffuso da Eurostat è stato soprattutto il balzo dei prezzi energetici, che ha compensato la debolezza dei prezzi per i beni