Eurozona pagina 140
I titoli italiani sono un po’ cari in termini relativi. L’analisi di William de Vries di Kempen Capital Management.
Oggi -2,2%. Banca francese non ha bisogno di nuova liquidità. Pesa deterioramento in Russia. Scende del 41% il costo di rischio.
Tassi resteranno fermi. Se Draghi non vara QE, Eurozona in trappola deflazione. Ma in caso contrario spingerebbe capo Bundesbank alle dimissioni.
Crescita contenuta, +0,8% rispetto ad agosto. Gli analisti si aspettavano tutto un altro genere di incremento, del 2,4%.
Jim O’Neill, noto per aver coniato l’acronimo Brics, ha un’idea per rilanciare crescita e consumi: imporre tassa extra ai tedeschi.
Finalmente accelerazione della Commissione. Inizialmente la data fissata era marzo 2015. Juncker: critiche a Renzi ampiamente condivisa da Ue.
Minaccia stagnazione in Eurozona. Petrolio ai minimi di 4 anni dopo che i sauditi hanno tagliato prezzi per l’America. Deficit Usa cala al 2,8% del Pil.
Più probabile il ricorso a una nuova linea creditizia. In caso di elezioni anticipate a marzo, partito anti euro Syriza farebbe parte del governo.
Riscontrato calo della domanda e ritorno alla contrazione. Pubblicati indici PMI: l’attività fa fatica in Europa; sale in Spagna.
Tutto pur di proteggere le leggi sul principio di libera circolazione. Per Merkel Regno Unito vicino al “punto di non ritorno”.