Bce, piani salva euro si infrangono sul muro di Berlino

6 Novembre 2014, di Redazione Wall Street Italia

FRANCOFORTE (WSI) – Qualunque mossa faccia, la Bce può solo sbagliare. Mario Draghi si trova davanti a un bivio, le cui biforcazioni non portano da nessuna parte.

Il varo di un programma di Quantitative Easing spaccherebbe il board di Francoforte e spingerebbe il numero uno della Bundesbank, Jens Weidmann, a rassegnare le dimissioni.

In caso contrario, invece, l’Eurozona resterebbe intrappolata in una fase di inflazione bassa che rischia di sfociare in deflazione.

Oltre a mantenere i tassi invariati ai minimi storici, Draghi ricorderà inoltre che le misure annunciate negli ultimi mesi sono ancora in via di attuazione.

Secondo le indiscrezioni della stampa, le tattiche e la strategia di comunicazione di Draghi incomincia a innervosire alcuni membri del direttorio di politica monetaria.

Draghi ha intenzione di fare di più per stimolare l’economia, ampliando il bilancio della Banca centrale a mille miliardi di euro. Si parla da tempo di un piano di acquisto di titoli di Stato e privati (Abs e bond societari), entrambe considerate opzioni sul tavolo.

Inoltre girano voci di mercato secondo cui la Bce intende anche ammorbidire i termini delle Tltro. I rumor non hanno finora trovato conferma, ma contribuiscono a fare crescere l’attesa per la riunione odierna.