Donald Trump pagina 3
L’ultima seduta della settimana si apre in territorio positivo, spinta da notizie positive in ambito commerciale.
Nel mirino del presidente Usa la linea attendista della banca centrale Usa. Mercati in attesa della riunione del 18 giugno.
Il presidente Usa torna al centro del dibattito fiscale con una proposta che fa discutere: introdurre un nuovo scaglione d’imposta al 39,6% per i super ricchi e chiudere il controverso “carried interest loophole”, un vantaggio fiscale di cui beneficiano i gestori di fondi di private equity e venture capital. Il partito Repubblicano si spacca ma per gli esperti si tratta di misura simbolica che sfiora appena i miliardari
Secondo il Wall Street Journal, l’amministrazione Trump starebbe valutando di abbassare i dazi sui prodotti cinesi, con un possibile calo fino al 35% per quelli non strategici. Ma la Cina smentisce contatti con Washington
Il Presidente USA rivede la sua strategia: distensione con la Federal Reserve e segnali di dialogo con Pechino. Mercati festeggiano
Nuovo pesante affondo di Donald Trump nei confronti del presidente della Fed, Jerome Powell, “colpevole” – a suo dire – di non aver ancora tagliato i tassi d’interessi e per questo ribattezzato “Mr. Troppo Tardi”.
Nuovo affondo del banchiere, numero uno di Jp Morgan, che ha invitato la leadership americana a riprendere un dialogo costruttivo con la Cina e con gli altri partner internazionali, per evitare danni duraturi alla reputazione e alla stabilità economica del Paese
I nuovi dazi imposti dagli Stati Uniti accrescono l’incertezza sui mercati, ma per Jonathan Curtis, CIO di Franklin Equity Group, guardare oltre la volatilità può aprire importanti opportunità di investimento. Mentre l’economia americana affronta sfide immediate legate ai nuovi equilibri commerciali, temi di lungo termine come l’innovazione, l’intelligenza artificiale e la trasformazione digitale restano solidi
L’esclusione del comparto tech dall’ultima tornata di tariffe aveva fatto tirare un sospiro di sollievo alle aziende del settore. E ad Apple, in particolare, che produce l’80% dell’iPhone in Cina. Poi sono arrivate le nuove minacce.
A sorpresa, Trump mette in pausa per tre mesi i dazi reciproci. Pechino è l’unica non graziata. Anzi, nell’annunciare la pausa, il tycoon ha portato al 125% le tariffe contro il Dragone. Le motivazioni della marcia indietro