Bruxelles lancia l’allarme sul nuovo shock energetico legato al conflitto in Medio Oriente: Pil italiano allo 0,5% nel 2026 e debito al 139,2% del Pil nel 2027.
Il debito pubblico costituisce l’insieme dei debiti che uno Stato contrae nei confronti di persone o gruppi di persone nazionali o straniere. Questo può essere stipulato verso individui, banche, imprese o Stati esteri, i quali hanno siglato un credito mediante titoli od obbligazioni alfine di rimpinguare le proprie casse. Nei casi di Stati, c’è la possibilitĂ che questa azione sia stata condotta con lo scopo di sanare il deficit economico nazionale.
Si parla di debito estero quando questo è contratto con soggetti economici stranieri, avremo invece un deficit interno nel caso in cui si abbia a che fare con soggetti economici appartenenti allo stesso Stato. Entrambe le tipologie figurano normalmente all’interno del debito pubblico di uno Stato.
Il debito contratto è sottoposto a una scadenza entro cui questo deve essere ripagato con interessi proporzionati: questo costituisce, dunque, una voce della spesa pubblica. Nel caso in cui il debito non possa essere saldato si parla di condizione di insolvenza sovrana ed è, nei fatti, un vero e proprio fallimento da parte dello Stato, il quale non è piĂą in grado di farsi garante degli stipendi dei dipendenti pubblici, delle pensioni, dell’assistenza sociale e quant’altro, causando potenzialmente il blocco dell’amministrazione pubblica e innescando una fase di grave crisi recessiva.
Bruxelles lancia l’allarme sul nuovo shock energetico legato al conflitto in Medio Oriente: Pil italiano allo 0,5% nel 2026 e debito al 139,2% del Pil nel 2027.
Le stime del Governo e del Fondo monetario certificano il passaggio storico tra i due Paesi: Atene scende al 136,8%, mentre il debito italiano continua a salire.
Il monitor trimestrale dell’IIF segnala un cambio di rotta nei flussi internazionali: cresce l’interesse per titoli di Stato europei e giapponesi mentre il debito americano viene percepito sempre più come strutturalmente insostenibile nel lungo periodo
Allarme Fondo Monetario Internazionale su conti pubblici sotto pressione tra energia cara e tassi alti; Italia tra i Paesi avanzati con il debito piĂą elevato
Domanda sotto le attese per l’emissione decennale della Germania: rendimenti vicino al 3%, timori su inflazione e tassi BCE spingono gli investitori a chiedere interessi più alti e muovono anche BTP e spread.
Boom di richieste per il nuovo BTP a 15 anni del Tesoro, scadenza 2041: collocamento sindacato registra domande per oltre 135 miliardi e spread competitivo sul mercato.
Oltre la facciata di mercati apparentemente tranquilli, il Giappone torna a rappresentare un fattore di instabilità globale. L’aumento dei rendimenti sui titoli di Stato, le mosse caute della Bank of Japan, il possibile aumento della spesa pubblica e il rischio di un rimpatrio dei capitali mettono sotto pressione uno degli equilibri più delicati della finanza mondiale. Martedì 27 gennaio alle 15.45 una nuova puntata del format video “What’s Next?”, a cura di Leopoldo Gasbarro, sul tema.
Il Tesoro pubblica il calendario 2026 delle aste e le linee guida sul debito pubblico: emissioni previste fino a 365 miliardi, gestione prudente e continuitĂ nel dialogo con i mercati.
Secondo l’Institute of International Finance, il debito mondiale ha toccato 345,7 trilioni di dollari a fine terzo trimestre. Stati Uniti e Cina i principali contributori, mentre una decisione della Corte Suprema USA sui dazi potrebbe aggravare ulteriormente le pressioni fiscali. In aumento anche emissioni corporate e debito dei Paesi emergenti.
Rendimenti piĂą alti, Btp dedicati al retail e fiducia crescente riportano famiglie e imprese al centro del mercato: in sei anni raddoppiano i titoli di Stato detenuti dai risparmiatori italiani. La fotografia della Fabi.