Brexit pagina 71
Governo perde pezzi e Londra potrebbe arrivare a indire nuove elezioni. In quel caso i Labouristi di Jeremy Corbyn sono dati per favoriti. Opzioni per marcia indietro sulla Brexit sono aumentate.
Al ministro non va giù l’esito del Consiglio dei Ministri con cui la premier May ha fatto passare una proposta considerata “molle”. Se ne va anche segretario degli Esteri Boris Johnson: sterlina a fondo.
In vista della Brexit Citigroup si potenzia in Francia.
l compromesso raggiunto venerdì scorso sulla Brexit lascia City ai margini: banchieri in fuga da Londra da qui a marzo 2019 dovrebbero essere 5.000-10.000.
La discordia all’interno del gabinetto di May avrebbe spinto il governo a prendere tempo, prima di riunire il tavolo dei negoziati
Un mini-esodo di “molte dozzine” di impiegati dei JP Morgan Chase saranno i primi a cambiare sede dal Regno Unito all’Europa continentale, rivela un documento diretto ai dipendenti e consultato in esclusiva da Reuters. La mossa è volta a proteggere gli affari della banca anche in caso di Brexit traumatica.JP Morgan impiega 16mila persone sul
Nel caso di un accordo ‘duro’ sulla Brexit, la casa automobilistica inglese Jaguar Land Rover minaccia di tagliare investimenti nel Regno Unito. Il primo gruppo di auto del paese stima che un’uscita dall’Unione Europea senza un’intesa ben definita metterebbe in pericolo i suoi 40 mila dipendenti sul suolo britannico e 80 miliardi di sterline di investimenti
L’Ue ha messo la premier britannica May di fronte a due alternative inaccettabili: la questione irlandese rischia di essere la chiave per i futuri equilibri.
Londra sta lasciando l’Europa, ma difficilmente lascerà Bruxelles. Il Regno Unito difatti ha annunciato l’apertura di una sede diplomatica a Bruxelles più grande che mai, con l’obiettivo di diventare il gioiello della rete diplomatica globale della Gran Bretagna.La spinta britannica a rafforzare la sua presenza a Bruxelles riflette l’ansia di Londra ad essere lasciata fuori
Secondo la BoE la Commissione Ue dovrebbe garantire ai clienti Ue che possano continuare a essere “serviti” dalle società finanziarie britanniche, per un periodo di transizione